Attualità Codice della Crisi d'Impresa - D.Lgs. n. 14/2019
Venerdì 30 Lug, 2021

Codice della Crisi d'Impresa - D.Lgs. n. 14/2019

Redazione
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COFFEE TIME LECTURES” è una rubrica curata dal Prof. Andrea Quintiliani, Professore straordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, che raccoglie alcune riflessioni sui temi di Economia e di Finanza aziendale all’epoca del Covid-19

Nel novero delle regole introdotte dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. n. 14/2019), la perdita di continuità aziendale rappresenta il preludio della crisi, così come l’insolvenza scaturisce sicuramente da uno stato di crisi. La normativa del Codice della Crisi può ritenersi una fonte di buone pratiche per la governance d’impresa; buone pratiche ancor più evidenti e utili nel contesto di crisi attualmente indotto dal Covid-19. È evidente come gli strumenti di governance richiamati dalla normativa possano rivelarsi utili nell’affrontare i cambiamenti di scenario, profondi e repentini, indotti dal Covid-19; in effetti, come si evince al comma 2 dell’art. 2086 c.c., introdotto dall’art. 375 del Codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019): «L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale».

Tali doveri riguardano tutte le società, a prescindere dal fatto che siano di capitali o di persone e dalle caratteristiche dimensionali. Per assolvere a tali doveri, l’imprenditore dovrà dotarsi di un:

  • piano industriale e/o business plan;
  • budget;
  • sistema di controllo periodico degli scostamenti e degli indici previsionali di rischio economicofinanziario;
  • assetto organizzativo e tecnologico adeguato.

È ovvio che il piano industriale, il business plan e il budget, elaborati dall’azienda ante Covid-19, saranno oggetto di rivisitazioni/interventi correttivi in relazione allo stato di emergenza sanitaria. Gli interventi correttivi potranno afferire sia alla gestione reddituale, sia a quella finanziaria e patrimoniale; questi saranno programmati in anticipo dal CFO - Chief Financial Officer, in considerazione degli effetti che, verosimilmente, seguiranno nell’immediatezza dell’evento epidemico:

  • contrazione dei volumi di vendita;
  • contrazione della marginalità attesa a seguito degli interventi sul pricing e delle turbolenze e incertezze dei mercati di approvvigionamento;
  • perdite su crediti per acclarato default delle imprese committenti;
  • contrazione del risultato operativo in presenza di una struttura di costo rigida;
  • contrazione del cash flow;
  • dilatazione del ciclo finanziario;
  • aumento della Posizione Finanziaria Netta (PFN) di breve periodo.
Commenti
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Sabato 31 Lug, 2021 Alessia

Le aziende, indipendentemente dalle loro caratteristiche dimensionali,hanno il dovere di istituire un piano organizzativo ,amministrativo e contabile pertinente ,in grado di mantenere la continuità aziendale

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Venerdì 13 Ago, 2021 Vincenzo Merlino

Personalmente mi chiedo se sia ancora adeguato e sufficiente l'attuale Codice della crisi e dell’insolvenza di cui al Decreto Legislativo (D.Lgs.) 14/2019, strumento pensato e sviluppatosi in epoca pre-pandemica, quindi con condizioni economiche-finanziarie e di mercato completamente diverse da quelle attuali o se, di converso, sia il caso di prendere in considerazione un nuovo modello predittivo di allerta della crisi che tenga conto di indicatori qualitativi e di analisi del contesto oltre a quelli di bilancio, ovverosia, a mio parere, potrebbe rilevarsi valida e pregnante una rivisitazione della legislazione fallimentare, cioè a dire una sua conformazione con le altre pertinenti discipline di settore che tenga conto nella stessa misura, in un’ottica veramente innovativa ed equa, delle ragioni dei creditori, di quelle degli altri stakeholders dell’imprenditore fallito e dei bisogni del prossimo, in armonia con le politiche di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Grazie e Buon Ferragosto. VM

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