Attualità Didattica di eccellenza, il commento di Sara Fontanella
Lunedì 21 Giu, 2021

Didattica di eccellenza, il commento di Sara Fontanella

Redazione
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"Didattica d'eccellenza" è una rubrica ideata dal Prof. Costantino Formica, Professore straordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, che promuove esercitazioni pre-tesi sulle competenze trasversali.
I nostri studenti, dopo aver scelto un articolo di giornale, hanno realizzato un elaborato scritto con le loro considerazioni.
a cura di Sara Fontanella

Rispetto dell’ambiente, etica, responsabilità sociale, sostenibilità. Sono tutti vocaboli usati  frequentemente nella società odierna e sempre di maggiore rilevanza in diversi ambiti,  compreso quello economico-finanziario. 

Ma a cosa si fa riferimento parlando di Finanza Sostenibile

La finanza sostenibile attiene allo svolgimento di attività finanziarie il cui obiettivo si basa  non solo sulla creazione di profitto, ma anche di utilità sociale.  

Il classico aspetto economico trova un connubio con quello etico, per cui le risorse  devono essere utilizzate razionalmente, in maniera responsabile, cercando di evitare  atteggiamenti distorsivi e speculativi. 

Un esempio? Il Greenwashing, desumibile nella stessa attuazione del “Piano d’ Azione  per la finanza sostenibile” pubblicato dalla Commissione Europea nel 2018. Il  Greenwashing sottolinea proprio l’importanza assunta da queste politiche sostenibili,  essendo basato sull’utilizzo di pratiche ecologiche “di facciata”, che, nel tentare di  cavalcare l’onda green, vengono utilizzate dalle aziende per acquisire capitale  reputazionale, in realtà fasullo, essendo la performance ambientale correlata scarsa.  

Nel sopracitato piano di azione si raccomandano quindi dieci azioni da intraprendere a  livello europeo per: favorire la canalizzazione degli investimenti finanziari verso  un'economia maggiormente sostenibile, considerare la sostenibilità nelle procedure per la  gestione dei rischi e rafforzare la trasparenza e gli investimenti di lungo periodo. Il tutto  per contribuire ad attuare l’ Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’ Agenda 2030  delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. 

La finanza sostenibile trova una sua applicazione attraverso gli investimenti responsabili.  L’ investimento responsabile IR diventa l’ attività basata sui criteri ESG, acronimo di  Environmental, social, governance, sottolineando in tal modo la centralità dei temi  ambientali, sociali e di governance in questa gestione finanziaria. 

L’ analisi ESG acquista rilevanza per la valutazione dell’investimento e del rischio/ rendimento correlato al portafoglio finanziario. Una buona attività di screening permette di  selezionare i titoli da inserire in quest’ultimo, basandosi su criteri negativi (di esclusione) e  positivi (di inclusione). Inoltre, attraverso il rating sociale è possibile valutare il  comportamento ambientale e sociale delle imprese, permettendo di fornire informazioni ai  futuri investitori, influenzando in tal modo le loro scelte. 

L’ orizzonte temporale considerato è di lungo periodo, così da poter valutare la creazione  di valore generato dalle stesse attività. 

L’investimento diventa quindi veicolo per il cambiamento sociale. 

Negli ultimi anni la finanza sostenibile ha avuto una costante progressione, così come il  numero dei soggetti che hanno adottato queste strategie finanziarie.  L'affermazione di queste tipologie d’ investimento è ricavabile dai risultati ottenuti tramite  diversi studi nel settore. 

Attraverso i dati di un’indagine svolta dalla Global Sustainable Investment Alliance è stato  osservato che nel 2018 il capitale investito globalmente negli SRI (Sustainable and  responsible investment) è risultato essere superiore ai 30 mila miliardi di dollari (nello  specifico 30,7), in due anni la crescita degli stessi è stata del 34%, con una maggioranza  degli investimenti in Europa (46%), seguita dagli USA (39%). 

Con riferimento al mercato europeo, l’ edizione dell’European SRI Study pubblicata da  Eurosif a novembre 2018, conferma un’attenzione sempre maggiore verso gli investimenti 

sostenibili. A fronte di un mercato storicamente guidato dagli investitori istituzionali, la  quota retail è in costante crescita, passando dal 3,4% nel 2013 al 30,8% del 2017. Inoltre,  è in aumento la tendenza a integrare considerazioni in merito agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite nelle strategie e nelle scelte d’investimento.  

Più recentemente, nella quinta edizione dell’ Integrated Governance Index dello scorso 14  luglio è emerso come la finanza sostenibile abbia un ruolo sempre più centrale in azienda.  L’Index ha delineato uno scenario in cui aumentano le occasioni di incontro e di  "confronto ESG" tra società e investitori responsabili (il 53% dei rispondenti ha realizzato  roadshow con investitori SRI, contro il 40% della rilevazione precedente). Si consolida,  inoltre, la presenza del CFO agli incontri, mentre circa il 60% delle aziende ha integrato i  temi di sostenibilità nella propria funzione finanza. In particolare, rileva la ricerca, si  assiste all’affermazione delle emissioni green (il 70% di queste sono le obbligazioni  sostenibili dette green bond) e alla comparsa di nuove tipologie di emissioni, come  sustainability bond, transition bond, KPI bond, SDGs bond. 

La costante evoluzione del mercato e la preponderante posizione di questi argomenti,  fanno sì che l’ assunzione di un approccio proattivo diventi uno dei punti salienti per poter  coniugare i risultati economici con quelli socio-ambientali. 

La finanza può diventare, quindi, il vettore per la transizione verso un’economia  sostenibile incoraggiando progetti in grado di generare ripercussioni positive sotto il  profilo ambientale e sociale. Gli investitori, per fare ciò, dovranno concentrarsi sul  finanziamento della cosiddetta "economia reale", costituita anche, e soprattutto, dalle  piccole e medie imprese, supportando le aziende protagoniste della transizione verso un  nuovo modello economico con impatti positivi sulla società e l’ambiente, e improntato alla  “circolarità”. 

Considerando la sensibilizzazione e propensione delle persone verso le predette  tematiche sociali e green, ritengo che il tema della finanza sostenibile abbia grandi  possibilità di divenire sempre più incisivo nel mercato finanziario, con la possibilità di  creare interesse anche per coloro che sono poco vicini a questo mondo, ma molto alle  politiche di sostenibilità.  

Una comunicazione chiara e trasparente potrebbe rappresentare un importante trait  d’union, utile per poter far avvicinare all’economia finanziaria anche le persone più restie,  intensificando le attività di consulenza e di informazione al possibile cliente, in quanto un  rapporto di fiducia e credibilità risulta essenziale e, nonostante tutto, come vogliamo  ricordare: se non si comprende, meglio non investire.  

Altre fonti:  

http://www.consob.it/web/area-pubblica/il-piano-di-azione-per-la-finanza-sostenibile 

https://www.borsaitaliana.it/notizie/finanza-sostenibile/news/forum/economia-circolare pmi-finanza-sostenibile.htm 

https://www.borsaitaliana.it/notizie/finanza-sostenibile/news/forum/finanza-sostenibile ruolo-centrale-azienda.htm 

https://finanzasostenibile.it/wp-content/uploads/2019/11/Manuale-Europa-IT-Web.pdf

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