Attualità Dispositivi di protezione per tutelare la salute delle aziende
Venerdì 04 Dic, 2020

Dispositivi di protezione per tutelare la salute delle aziende

Redazione
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COFFEE TIME LECTURES” è una rubrica curata dal Prof. Andrea Quintiliani, Professore straordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, che raccoglie alcune riflessioni sui temi di Economia e di Finanza aziendale all’epoca del Covid-19.

Le epidemie ci ricordano che l’uomo deve difendersi con dispositivi di protezione, quali: guanti, mascherine, farmaci antivirali e prodotti disinfettanti. Ma l’impresa? Come si protegge? Come gestisce gli effetti pandemici? Come ripristina la propria continuità? Le risposte vanno ricercate nei libri di economia e di finanza aziendale. I tools sono sempre gli stessi: utilizzo degli scenari, best practices, pianificazione e analisi dei dati.

Strumenti che la governance aziendale può adottare per affrontare l’evento pandemico o la minaccia che questo si ripresenti. L’impresa necessita di un sistema di pianificazione della continuità in ragione del Covid-19. Occorre osservare il fenomeno pandemico con occhio critico e immaginare i suoi effetti sulla continuità aziendale; effetti che, verosimilmente, prefigurano un processo di frantumazione degli obiettivi pre-pandemia. La storia ci insegna che il decorso di una pandemia è intermittente, dura in media 800 giorni e i suoi effetti non sono propriamente collaterali: carenza di domanda dei prodotti e dei servizi, illiquidità, personale spaventato e demotivato, assenteismo, carenze di abilità nel risanare l’impresa, svilimento della resilienza, allontanamento dalla mission.

Pertanto, un evento entelechiano come il Covid-19 deve necessariamente essere riconosciuto e mutuato nel piano di continuità dell’impresa.

Commenti
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Giovedì 11 Mar, 2021 Federico

'[...]Mezzo milione tra imprese e lavoratori autonomi potrebbero chiudere l'attività. Oltre all'indispensabile vaccino sanitario, c'è bisogno del vaccino economico', commenta così Carlo Sangalli (presidente di Confcommercio) facendo riferimento alla necessità di fornire indennizzi alle aziende per rimettere in moto l'economia. Si tratta di un momento di crisi che impone una riflessione. Personalmente per quelle attività che si possono (ancora) difendere l'unica arma è mettere al sicuro il lavoratore così da continuare ad andare al lavoro senza correre rischi. Per i lavori d'ufficio si potrebbe fornire un computer o coprire parte della spesa per permettere ai dipendenti di lavorare da casa. Per i lavori in cui è necessaria la presenza in azienda cambiare i turni, ridurre gli orari, mettere in sicurezza il lavoratore, igienizzare i locali e rispettare il distanziamento. In entrambi i casi, però, se fossi un datore di lavoro mi preoccuperei di difendere anche il tono d'umore dei miei dipendenti.

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Giovedì 04 Mar, 2021 Alessia

Articolo estremamente attuale ed interessante

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Giovedì 17 Dic, 2020 Giuliano Coscione

L'argomento è estremamente interessante non solo perché è tremendamente attuale, ma anche perché svolgo un'attività che ha, come focal point,, la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Mercoledì 09 Dic, 2020 Marco

Caro Prof. Quintiliani, trovo il suo articolo molto interessante. Le imprese, specialmente in question periodo di pandemia, andrebbero guidate ed aiutate a capire i processi utili per affrontare la ripresa. I suoi suggerimenti sono preziosi e utili per pianificare al meglio le situazioni di crisi, propriamente citate nel suo articolo.

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Sabato 05 Dic, 2020 Monica

Un Professore e Professionista straordinario, La seguo con ammirazione e interesse. Complimenti!!!!

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Sabato 05 Dic, 2020 Eros

Sempre super professionale! Non si smette mai di imparare dalle Sue lezioni.

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Mercoledì 21 Lug, 2021 Milena

Dall'avvenimento di questo fenomeno pandemico, ci si dovrebbe soffermare soprattutto anche sullo scetticismo sviluppatosi negli individui che formano l'azienda. L'Italia è governata da lunghi processi burocratici e questo provoca un rallentamento delle manovre anche quando si dovrebbe agire tempestivamente ed ancora una volta a rimetterci è il mondo imprenditoriale, che si sente un po' abbandonato, che deve lottare per la continua sopravvivenza, mentre ammirano uno scenario in cui le regole attuate "non sono uguali per tutti". Questo ha causato tanta frustrazione e mancanza di fiducia da parte delle aziende e degli individui che ne fanno parte, che sono il cuore delle attività e della buona riuscita dell'impresa. Una soluzione potrebbe essere quella di sviluppare delle strategie che permettano prima il coinvolgimento emotivo per diminuire l'insicurezza, i dubbi e la paura manifestatasi, magari riprendendo, come ribadito, varie pianificazioni istituite in passato per affrontare alcuni eventi negativi e che dovranno essere magari rivisitate nello specifico per l'evento pandemico, agendo poi sull'economia d'impresa. In poche parole, anche se stiamo affrontando tutti una crisi generale, chi ci rimette in primis, è sempre l'imprenditoria, che d'altronde è il cuore dell'economia del Paese e generatrice di lavoro per tante famiglie, mentre spesso le scelte governative fanno leva sul soddisfacimento dei propri interessi anziché limitare il clima di divergenze istituzionali.

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