Attualità Il ruolo strategico degli investimenti ESG - Environmental, Social, and Corporate Governance
Venerdì 02 Lug, 2021

Il ruolo strategico degli investimenti ESG - Environmental, Social, and Corporate Governance

Redazione
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“COFFEE TIME LECTURES” è una rubrica curata dal Prof. Andrea Quintiliani, Professore straordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, che raccoglie alcune riflessioni sui temi di Economia e di Finanza aziendale all’epoca del Covid-19.

Con il Covid-19 cresce l’attenzione verso i temi ESG (Environmental Social Governance). Le imprese saranno sempre più chiamate a inserire nei loro piani strategici gli obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG), come anche gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Quella del ESG è indubbiamente una tendenza già in atto da tempo; tuttavia, ha subito una forte accelerazione con l’emergenza sanitaria. Il susseguirsi delle diverse ondate epidemiche e delle misure di confinamento hanno spinto le imprese a ridurre le proprie impronte di carbonio.

Il progressivo ridursi del pendolarismo, la diffusione dello smart working, l’emergere di una più attenta consapevolezza circa la gravità di un evento epidemico, la paura ormai sedimentata di un nemico invisibile costantemente in agguato, sono tutti fattori che, post-Covid, potrebbero incoraggiare le imprese a calibrare e gestire il loro impatto in termini ambientali, sociali e di governance. Le tematiche ambientali stanno conquistato l’interesse di una pluralità di investitori attivisti, e molto probabilmente influenzeranno significativamente il mondo dell’economia e della finanza. È innegabile come il mondo della finanza stia ispirando le proprie scelte anche grazie all’adozione e all’utilizzo di “ranking ESG”.

Sebbene nel 2019 le richieste degli investitori attivisti siano diminuite negli Stati Uniti e nel mondo, con l’esplosione del Coronavirus è molto probabile che si verifichi un cambiamento nel trend di lungo periodo. È bene ricordare come le aziende traggano spesso benefici dalle attività che non danno luogo a uscite finanziarie ma che determinano costi esterni.

Questi costi, che non vengono rilevati/contabilizzati ma trasferiti alla società in generale, sono chiamati “esternalità”. È innegabile come l’attività d’impresa possa rilevarsi fonte di numerose esternalità negative, o diseconomie esterne, ad alto impatto ambientale, sociale o politico. L’emergenza sanitaria non deve essere elemento condizionante ma di stimolo per tutte le imprese, affinché tendano a valutare/quantificare le esternalità negative, sia ambientali che sociali. All’indomani dello scoppio dell’evento epidemico, le agenzie di rating hanno comunicato alle aziende che la presenza (o assenza) di piani e obiettivi di sostenibilità potrebbe riflettersi sui prezzi delle loro obbligazioni e sul loro WACC - Weighted Average Cost of Capital.

A sua volta, ciò potrebbe impattare sulla redditività, sul valore d’azienda, sul merito creditizio e sul prezzo delle azioni. In futuro le imprese avranno sempre più bisogno di dimostrare il raggiungimento di obiettivi ESG; in caso contrario, queste potranno trovarsi alla mercé di investitori attivisti e, pertanto, risentirne negativamente in termini di riduzione della redditività e del prezzo delle azioni.

A valle di quanto finora argomentato, è facile presumere che le imprese, in sede di budgeting, dovranno rettificare in aumento e qualificare come permanenti (post-Covid) le voci di costo destinate all’attenuazione delle impronte di carbonio, all’efficientamento degli spazi ad uso ufficio e magazzino e alla rimozione delle criticità legate al pendolarismo.

 

Commenti
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Martedì 06 Lug, 2021 Alessia

Le imprese devono prestare sempre più attenzione ai temi ESG per evitare di avere debolezze e attacchi esterni

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Sabato 17 Lug, 2021 Mariarosaria

Osserviamo una forte enfasi da parte di governi e imprese nell'affrontare le principali sfide ambientali e sociali, il che potrebbe contribuire a rallentare il cambiamento climatico, che forse rappresenta la più grave minaccia a lungo termine per l'umanità, considerabile come una lenta e pericolosa pandemia che richiede un'azione immediata. Inoltre ci aspettiamo dalle aziende maggior trasparenza fiscale e più attenzione alla tutela dei diritti dei dipendenti.

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Giovedì 22 Lug, 2021 Milena

Il Covid-19 deve essere un motivo in più per comprendere l'importanza dell'agire in modo tempestivo, prevenire e non sempre curare, cimentandosi realmente sull'importanza di adeguare l'attività aziendale nel rispetto dell'ambiente, non solo per essere più credibili da parte degli investitori ed assumere maggiore notorietà, ma questo fattore deve toccare nel personale, perché iniziare seriamente a dare piccoli contributi ora, ripagheranno positivamente per il domani. Non dobbiamo pretendere il cambiamento quando non siamo disposti ad effettuarlo e attendiamo dal cielo che avvenga; se vogliamo essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, dobbiamo agire ora, altrimenti, il prossimo fenomeno, non potrà essere controllato e risolvibile, portando tutto all'estinzione e poco conterà tutto il resto. Su questo aspetto, aiuterebbe l'attuazione di una più "rigida" regolamentazione anche da parte del Governo, incentivando l'utilizzo di meccanismi ecosostenibili, magari con attenuazioni fiscali in modo da non impattare negativamente sui cittadini e sulle imprese, cosicché quest'ultime alla loro costituzione, potranno prediligere la redazione di un piano per la protezione dell'ambiente ed essere completamente trasparenti riguardo lo svolgimento dell'attività; potrebbe essere un buon inizio per salvare la nostra Terra. Il fattore "ambiente" non può essere più posto come fattore residuale, ma deve essere "principale" nell'interesse di tutti. La salvaguardia dell'ambiente dovrebbe essere il primo fattore da prendere in considerazione per la crescita reputazionale di un'azienda.

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