Martedì 11 Mag, 2021

I bambini e la DAD

Elio Pariota
Elio Pariota
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Com’è andata con i bambini durante la fase più dura del lockdown?La ricerca targata Unicef-Università Cattolica basata su 1028 questionari inviati ad altrettante famiglie, rivela che in Italia una su tre non è riuscita a sostenere adeguatamente l’apprendimento a distanza dei più piccoli.

Scarso tempo a disposizione dei genitori, carenza di idonei supporti tecnologici, problemi di connettività alla rete Internet tra i disagi riscontrati. Eppure il 70% delle famiglie ha riconosciuto nei propri figli - impegnati a video per diverse ore al giorno - maggiore autonomia nell’uso delle tecnologie per la scuola.

È da qui che bisogna ripartire. Fornire ai bambini competenze digitali non significa renderli asociali, bensì prepararli a gestire una trasformazione irreversibile del nostro vivere che il COVID ha semplicemente accelerato.

Commenti
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Martedì 11 Mag, 2021 Vincenzo Merlino

Mi trovo d'accordo, come tutti i cambiamenti servirà un po' ti tempo affinché tutti ci si abituino, ma il processo è chiaramente irreversibile e la formazione sarà nel prossimo futuro, con gli adattamenti del caso, il giusto mix tra presenza e didattica a distanza che, fortuna dico io, menomale che quest'ultima c'è stata, sennò in questo periodo di COVID i ragazzi non avrebbero potuto ricevere per nulla la formazione. E sarebbe stato un disastro per tutto il settore della scuola/università (docenti e studenti). Quindi avanti con il rinnovamento tecnologico in ambito pedagogico. Buona settimana. VM

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Martedì 11 Mag, 2021 Mario Palmiero

Infatti, Direttore. La trasformazione tecnologica è irreversibile e i ragazzi sono dieci passi avanti i propri genitori. Questo è un vantaggio ma anche un limite che per fortuna sparirà naturalmente con prossima generazione. Scontiamo oggi il gap generazionale di tanti genitori 40/50enni che sono stati ragazzi negli anni ’80 e che lì sono rimasti in quanto a conoscenza tecnologica. Questi stessi genitori tendono a rimanere ancorati alla tradizionalità della scuola in presenza, l’unica che abbiano mai conosciuto, attribuendo alla DAD limiti psicologici e di socialità ben lontani dalla realtà. Che poi si voglia strumentalizzare tutto, distorcere o ingigantire le cose per altri fini, questo è un discordo diverso. I ragazzi sono molti più forti, molto più svegli, e certamente molto più in grado di socializzare attraverso la tecnologia di quanto si voglia lasciare intendere; diamogli gli strumenti, le possibilità e la giusta fiducia (con un occhio sempre attento) e si riveleranno fonte di incredibili sorprese.

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