Venerdì 23 Apr, 2021

La febbre terrestre

Elio Pariota
Elio Pariota
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Inverni bollenti (circa 3 gradi sopra la media) e precipitazioni record. Il 2020 ha fatto registrare un caldo da primato in Europa e finanche in Siberia. Si cerca di porre rimedio in una drammatica corsa contro il tempo. Perché più avanza l’emergenza climatica e più si accentuano divisioni, disuguaglianze, migrazioni di massa e guerre.

Peraltro, il progressivo sfruttamento delle risorse naturali è finora responsabile dell’insorgenza di oltre 3500 conflitti ambientali.Il Presidente americano Joe Biden - in occasione della “Giornata della Terra” - ha riunito in un summit virtuale i 17 paesi responsabili di circa l’ 80% delle emissioni di gas serra con l’obiettivo di azzerare l’inquinamento nel 2050. Più che un auspicio si tratta di un imperativo.

O abbassiamo la febbre terrestre o saremo perduti per sempre.

Commenti
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Lunedì 26 Apr, 2021 Mario Palmiero

A personale memoria, sento parlare di crisi climatica dall’86 quando, ancora ragazzino delle scuole medie, proiettarono in classe un documentario sul buco dell’ozono. Orrore! Emergenza! Sono passati 35 anni e ancora siamo al tempo delle grandi dichiarazioni, in un mondo che dal punto di vista climatico è peggiorato per 100. Certo è vero che negli ultimi anni c’è stata una forte accelerazione della sensibilità ecologica e maggiore attenzione all’allarme lanciato dal pianeta - e si vede - ma ancora gli interessi economici corrono più veloci di quelli ambientali. L’uomo ragiona dell’arco della propria esistenza, poco curandosi delle sorti del pianeta - e delle future generazioni - dopo la sua morte. Bisognerà vedere se la natura sarà abbastanza paziente da aspettare i nostri tempi, o deciderà che in fondo, ma sì, di questi umani se ne può fare anche a meno.

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Lunedì 26 Apr, 2021 Vincenzo Merlino

E' dal 1988, anno della sua costituzione, che l'IPCC [Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)], principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, ci dice ciò che scrive lei, direttore, in questo suo post; come si suole dire, però, "senza soldi non si canta messa". A quanto pare gli Stati e le istituzioni economiche del mondo stanno prevedendo ingenti investimenti green, in quanto il mondo economico-finanziario vede nella transizione ecologica una grossa opportunità di business (produzione di nuove energie "pulite", trasporti sostenibili, mobilità dolce, riconversioni industriali, innovazione tecnologica, nuova edilizia e nuova urbanizzazione, ecc.) e di ripartenza post-covid. Speriamo che il tutto si realizzi, oltre che per interessi economici, anche per mettere finalmente un freno alla deforestazione e alle emissioni continue di gas-serra che stano avvelenando lentamente e inesorabilmente il ns pianeta. Buona settimana. VM

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