Martedì 11 Mag, 2021

L'inferno alle porte dell'Europa

Elio Pariota
Elio Pariota
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Senza acqua potabile, senza cibo; senza riscaldamento con temperature esterne che raggiungono i -15 gradi; vestiti a malapena con qualche indumento di fortuna e con ciabatte ai piedi.

Lungo la “rotta balcanica” - nel gelo del confine Croato-Bosniaco - duemilacinquecento profughi si accampano in condizioni disumane dopo che l’incendio dello scorso 23 dicembre distrusse il loro campo di Lipa.

Chiedono accoglienza a quella Europa considerata la patria dei diritti umani; al contrario, trovano i cani e i manganelli della polizia croata. È l’inferno alle porte di casa.

L’ennesima tragedia umanitaria consumata nell’indifferenza e nella vergogna. Su questo dramma l’Europa ha chiuso da tempo gli occhi. Li riapra alla svelta.

Commenti
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Martedì 11 Mag, 2021 Mario Palmiero

Bloccati in un limbo che è più simile ad un inferno. Un inferno di ghiaccio e morte. C'è da dire però che l'Europa sembra aprire e chiudere gli occhi un po’ come le conviene, e non senza una certa dose di ipocrisia. Forse perché i Balcani sono pericolosamente vicini all’Europa, all’Austria e (ops!) alla Germania? Altrimenti spiegatemi il perché di questa feroce determinazione, di questo voltare lo sguardo quando l’orrore è sotto gli occhi del mondo, in piena contrapposizione con la politica dell’accogliamoli tutti portata avanti verso i popoli provenienti dall’Africa sulla rotta di Lampedusa. Ah, già, forse perché quelli arrivano nel terzo mondo dell’Italia e chissenefrèga…

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