Venerdì 04 Giu, 2021

Lotta alla plastica: ortodossie europee e proteste italiane

Elio Pariota
Elio Pariota
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L’Italia alza la voce contro Bruxelles.

Motivo: dal prossimo 3 luglio la direttiva UE impone ai Paesi membri di mettere al bando tutta la plastica monouso “usa e getta” (piatti,forchette, bottiglie per bevande, tazzine, cannucce e borse di plastica, salviette umidificate, palloncini con relativi bastoni, e chi più ne ha più ne metta).

Niente da fare anche per le plastiche “non pienamente biodegradabili”, (sviluppate dal nostro Paese da sempre in prima linea sui temiambientali): occorre biodegradabilità al 100%! 

Un’ortodossia normativa che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore del packaging cartaceo (50mila addetti) e quello della ristorazione veloce (8 milioni di individui).

D’accordo sull’obiettivo finale, ma c’è modo e modo di condurre la lotta alla plastica.

Commenti
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Venerdì 04 Giu, 2021 Mario Palmiero

Per carità, ben venga la volontà di tradurre in fatti concreti una consapevolezza ambientale che sin da troppo tempo è stata sbandierata solo a parole, ma nemmeno si può immaginare che questa si realizzi in una transizione ecologica traumatica e dagli effetti a dir poco devastanti! Non si possono ignorare bellamente - per sacrificarle sull’altare dell’ideologia e del bel mostrarsi - le pesanti conseguenze che, con una transizione in siffatti termini e tempi, si andrebbero ad abbattere sulle industrie italiane, specie in termini di fallimenti aziendali e disoccupazione. Ma scherziamo? Bisogna creare un sistema che permetta alle nostre aziende una transizione positiva e non inutilmente traumatica. Un esempio su tutti lo coglie immediatamente il Direttore citando l’industria del packaging che rappresenta una delle eccellenze italiane nel mondo, e che legato al settore della ristorazione veloce dà da lavorare appunto ad 8 milioni di persone…. 8 milioni! Assunto che in Italia sembra quasi che la questione preoccupi solo una certa area di destra (e qui mi fermo che non voglio polemizzare su questa sinistra a trazione pentastellata indegna del peggior governo di sinistra), ma gli altri Paesi europei che dicono? Possibile che siamo gli unici a doverci preoccupare delle conseguenze di direttive così ortodosse?

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Lunedì 07 Giu, 2021 Vincenzo Merlino

Ok, non condivido l'ortodossia europea, d'altronde le soluzioni estreme difficilmente vanno bene, ma allo stesso modo qualcuno dovrebbe spiegarmi perché deve essere il consumatore finale a pagare il prezzo del danno ambientale per il principio, anch’esso di stampo comunitario, del "chi in quina paga". Vedasi Direttiva 20215/720/CE sull'utilizzo dei sacchetti di plastica quando si va a fare la spesa al supermercato. Buona settimana. VM

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