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Martedì 11 Mag, 2021

Le imprese zombie

Redazione
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"COFFEE TIME LECTURES" è una rubrica curata dal Prof. Andrea Quintiliani, Professore straordinario diEconomia degli Intermediari Finanziari, che raccoglie alcune riflessioni sui temi di Economia e di Finanza aziendale all’epoca del Covid-19.

È opinione diffusa che le aziende “zombie” siano tali in quanto prive di modelli di business convincenti.

Business model che, in prospettiva, potrebbero rivelarsi pleonastici ovvero desueti in presenza di un eventoepidemico qual è il Coronavirus; in altri termini, le aziende che, pre-Covid, presentavano modelli di businessconvincenti, potrebbero incorrere in crisi di identità, di mercato e finanziarie tali da portarle alla“progressiva zombificazione”.

Per maggiore chiarezza, il virus da Covid-19 potrebbe infettare l’azienda in uno o più dei suoi elementi costitutivi (partner chiave, attività chiave, risorse chiave, proposte di valore, relazioni con i clienti, segmenti di clientela, canali, struttura dei costi, flussi di ricavi) così da comprometterne il funzionamento e da, ultimo, acclararne lo status di “zombie firm” ossia di azienda “moribonda” la cui sopravvivenza è garantita “unicamente” dalle misure pubbliche di sostegno.

Come riscontrato in letteratura, il “processo di zombificazione” potrebbe coinvolgere anche le aziende che a gennaio 2020 registravano buone performance operative ed economico-finanziarie; pertanto, le aziende che presentavano eccellenti condizioni di salute pre-Covid, potrebbero manifestare malesseri verosimilmente letali sul medio-lungo periodo. Le ragioni che spiegano tale fenomeno sono da ricondursi al già richiamato malfunzionamento d’azienda come anche sono da ricercarsi nei prestiti garantiti dallo Stato per far fronte all’emergenza Covid-19. In effetti, l’accesso al credito garantito non solo incoraggia la sopravvivenza delle aziende zombie pre-Covid, ma soprattutto danneggia, in via indiretta, le aziende sane, ossia quelle aziende “in bonis” pre-Covid che, ingiustamente, potrebbero trovarsi a fronteggiare situazioni di concorrenza sleale e/o fenomeni di “credit crunch”. In presenza di un’offerta creditizia fisiologicamente limitata, la restrizione creditizia è un’eventualità plausibile e da non sottovalutare sul medio-lungo periodo.

Insomma, una sorta di “Zombie virus” che si diffonde in parallelo con il “Coronavirus” e che contagia le imprese sane in modo inesorabile; l’unica differenza tra il “Virus Zombie” e il “Coronavirus” è che il primo si diffonde con una carica virale così alta da escludere, a differenza del Coronavirus, la presenza degli “asintomatici”: quando un’azienda si infetta non è mai sana!

Commenti
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Martedì 11 Mag, 2021 Vincenzo Merlino

Concordo sul teorema che una azienda sana non possa sopravvivere “unicamente” facendo leva sulle misure pubbliche di sostegno, ma forse è altrettanto vero come le misure pubbliche in commento muovano dall'obiettivo di limitare al massimo il numero di imprese travolte dai fenomeni turbativi economico-finanziari, soprattutto in questo periodo di grandi shock da Covid-19, evitando così che dissesti produttivi ad effetto domino possano coinvolgere i creditori delle imprese debitrici insolventi, i quali, essendo anch’essi per lo più imprese, entrerebbero in crisi di riflesso non riuscendo ad ottenere quanto loro dovuto. Grazie e buon fine settimana. VM

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