Venerdì 10 Lug, 2020

Belpaese: disastro culturale e beata ignoranza

Elio Pariota
Elio Pariota
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Il disastro culturale del Belpaese è certificato dai numeri dell’Istat nel Rapporto 2020: quasi il 75% dei giovani tra i 30 e i 34 anni ha almeno un diploma, contro l’84% della media europea; nella stessa fascia di età coloro muniti di titoli universitari sono il 27,6% (ultimi in Europa insieme alla Bulgaria), laddove la media nell’Unione si attesta al 40,3%.
Bassi livelli di scolarizzazione? Di più: gli italiani hanno un’idea assai distorta della realtà. Come se la osservassero attraverso un prisma deformante.
Se confrontiamo i dati Istat con quelli elaborati qualche anno fa dall’IPSOS Mori - azienda inglese di analisi e di ricerca di mercato – sui popoli più ignoranti al mondo in base alla percezione di ciò che li circonda, l’Italia figura al 12° posto su scala mondiale (eravamo addirittura primi nel 2014!).
Per dire: il 49% degli intervistati crede che dal 2000 gli omicidi siano in aumento, mentre sono diminuiti di circa il 40%.
Non osiamo immaginare il volto dei grandi geni italiani - da Michelangelo a Leonardo Da Vinci, passando per Dante Alighieri, Galileo Galilei e Giuseppe Verdi - qualora sapessero della beata ignoranza dei loro posteri connazionali.

Commenti
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Domenica 12 Lug, 2020 Vincenzo Merlino

Perfetta e puntuale, a mio avviso, la disamina sul tema dell'amico Mario.La verità è brutta, spaventa osservarla nella sua nudità e ci si stordisce perciò di fesserie, anziché promuovere processi di cambiamento e di miglioramento. Se posso aggiungere un altro spunto di riflessione, direi che, come ampiamente palesato dai dati statistici ufficiali, l'Italia è ormai un Paese VECCHIO, in decadimento in tutti i sensi e in tutti gli ambiti: scientifici, sociali, economici, culturali, ecc. E non si intravedono politiche prospettiche per riportare i giovani al centro dei processi di sviluppo. Se poi aggiungiamo la scarsità della domanda di lavoro da parte delle Imprese e la scarsa qualità dei posti di lavoro attuali, possiamo comprendere del perché i giovani o non studiano o quando lo fanno poi scappano da qui (c.d. "fuga di cervelli" già affrontata in questo Blog del Direttore). Serve LA POLITICA. Quella VERA, però, che ha a cuore il bene del Paese, quella Efficace, Risoluta e Non Ideologica, non già attaccata alle sole logiche del "potere" e al "partitello" di riferimento. Il pesce puzza dalla testa!? O no?!?! Buona domenica a tutti. VM

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Venerdì 10 Lug, 2020 Mario Palmiero

Siamo messi così male? Sì. Per me ci sono essenzialmente tre ragioni, in strettissima dipendenza l'una dall'altra. Punto uno, il taglio dei finanziamenti, continuo, costante. È la causa principale, la più evidente, la più semplice da tirare in ballo, la più devastante. La scienza, la cultura, costano, e parecchio. Si obietta sempre che siamo in tempo di crisi e che quindi bisogna "tirare la cinghia e pensare al presente". Sbagliato: la crisi si risolve con la lungimiranza. Un Paese è ricco perché fa cultura, non fa cultura perché è ricco. Punto due, la politica. Finché tra cultura e politica ci sarà meno dialogo che tra lupi e pecore, la situazione non si risolverà. Perché i politici italiani non investono di più in ricerca? Per due ragioni credo: la mentalità anti-scientifica che regna in Italia, e il fatto che è diffusa la credenza che "la cultura non porta profitto". Fino a quando i politici vedranno un laboratorio come un buco nero che assorbe migliaia di euro per tirare fuori solo un articolo da pubblicare in inglese su qualche rivista che nessuno di loro legge o è interessato a fare, la situazione non cambierà. E qui mi fermo lasciando ogni commento sul livello ancor più basso cui siamo giunti con l’arrivo di personaggi a scaldar poltrone di governo che non hanno competenze valide, non sono preparati per l’altissimo e difficilissimo compito di amministrare una nazione in crisi, non possono vantare livelli culturali di prestigio e nemmeno capacità diplomatiche, gestionali ed esecutive di tutto rispetto. Punto tre, il popolo. Dovremmo semplicemente smetterla tutti quanti con questa grande panzana del popolo italiano costituito da geniali scienziati. L'Italia non è mai stata un paese di geni e di scienza. Abbiamo avuto grandissimi artisti, siamo tradizionalmente ottimi designer e dotati di grandissima creatività, usata nei modi più disparati, dalla moda alla cucina all'architettura. Ma già 700 anni fa Leonardo da Vinci – per richiamare l’esempio del Direttore – è dovuto andare in Francia per far valere il suo talento ingegneristico. E dopo di lui, Fermi, la Montalcini, Dulbecco e praticamente tutti i nostri più grandi scienziati non hanno potuto fare praticamente nulla in patria. Oggi se possibile le cose sono pure peggiori e questo avviene perché la scienza e la cultura non fanno parte del nostro sistema sociale. Troppa gente non sa un fico secco assolutamente di nulla; di politica, di economia, di Costituzione e di diritti civili. Passano il tempo pontificando su ogni argomento non conoscendo nulla di ciò su cui pretendono di argomentare. Non basta: la richiamata dispercezione della realtà rende molti italiani incapaci di andare oltre il loro naso. Si convincono di cose irreali per poi non credere alle cose reali. Se a tutto questo aggiungiamo una tendenza all’arroganza, che rende impossibile per alcuni il rispetto dei diversi livelli di cultura e di intelletto, ecco che la frittata è fatta: “L’uno vale uno” molti lo hanno assimilato col significato di “Tutti siamo pari livello culturale e di esperienza”. Una minchiata col botto. Sui social network, solo rabbia, sconcerto, sterile indignazione, false informazioni, dibattiti basati sul nulla e chiacchiere da bar, mentre impazzano terrapiattisti, rettiliani, No vax, gli anti 5g, i rettiliani, i melariani, i complottari di ogni origine e specie che, a dirla con le parole di Umberto Eco, hanno ottenuto lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel quando poi i social dovrebbero essere uno potentissimo strumento di ricerca per l’abolizione del suffragio universale! Nel 2020 l’ignoranza è una scelta. Ma infondo che ci importa? Stasera c’è Temptation Island in TV…

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