Venerdì 24 Lug, 2020

Con i miliardi di Bruxelles

Elio Pariota
Elio Pariota
528 2

209 mld di euro. Non proprio bruscolini.
Nelle stanze di Bruxelles l’Italia ha chiesto ed ottenuto i quattrini necessari a riaccendere i motori della sua debole economia.
Ma ha pure contratto con i 26 condomini un debito di credibilità che - se disatteso - ci relegherà al di fuori del perimetro di ogni futura discussione politica. Questa montagna di soldi va utilizzata con senso di responsabilità e con grande visione strategica.
Infrastrutture, digitale e ambiente, d’accordo; ma anche e soprattutto opere idonee a simboleggiare un ritrovato protagonismo italiano.
Perché non costruire il porto e l’aeroporto più grandi del mondo? Perché non affascinare l’intero Pianeta con opere ferroviarie a tecnologia futuribile in stile hyperloop?
Si tratta di interventi mirati che generano indotti economici impressionanti.
L’Europa ha fatto la sua parte. Ora tocca a noi dimostrare che siamo un Paese capace, affidabile e visionario.
E che ha voglia di lasciarsi alle spalle la lunga stagione dell’inefficienza e dello spreco.

Commenti
Autore Commento
Sabato 25 Lug, 2020 Vincenzo Merlino

Affascinante questo suo post Direttore, visionario, prospettico e un po' romantico, però, temo, visto i trascorsi nazionali, che prevarranno distorsioni malefiche da "assalto alla diligenza". Spero di sbagliarmi, naturalmente, ma quando fra un anno circa arriveranno (speriamo) questi soldi, mi accontenterei di pragmatismo, onestà, lealtà, chiarezza, sburocratizzazione e controlli (servono purtroppo anche e soprattutto quelli vista la grandissima massa monetaria in gioco), verso una diminuzione REALE delle disuguaglianze sociali, la lotta al declino industriale, la creazione di posti di lavoro, salari e potere d'acquisto dignitosi, e una governance politica che finalmente non sia compressa solo su se stessa e sui propri interessi, ma che abbia visione di insieme e premura per il presente e il futuro dell'Italia. Ce la faremo? Buona domenica a tutti. VM

Autore Commento
Domenica 26 Lug, 2020 Mario Palmiero

Sono assolutamente d’accordo. Basta con questa politica dell’assistenzialismo puro che non genera nulla; sì alle imprese e a chi produce reddito e lavoro! Uno dei veri problemi del nostro Paese è l’incapacità di mettere a terra i miliardi dei programmi di co-finanziamento delle istituzioni europee. Un rischio che potremmo correre anche questa volta, visto che le decine di miliardi andranno spese nella maggior parte entro il 2022. Ma ce n’è uno ancora più strisciante: c’è chi propone, come il Movimento 5 Stelle, di usare i più di 150 miliardi per tagliare le tasse. E questa sarebbe, molto probabilmente, una scelta sbagliata. La sfida è sicuramente ardua, ma è giunto il momento di affrontare i problemi strutturali, troppo spesso dimenticati dalla politica, perché complessi e richiedenti politiche lungimiranti. Occorre guardare al futuro, sebbene appaia molto incerto. Lo stesso nome scelto dalla presidente Von der Leyen, “Next Generation EU” vuole indirizzarci su questa strada. Un futuro per l’Italia che possa svilupparsi all’insegna della sostenibilità, della digitalizzazione, del lavoro, dei giovani e dell’Europa, coerentemente con gli obiettivi dell’Unione. Un piano di aiuti di tale entità non si vedeva dai tempi del piano Marshall, dopo la distruzione del secondo conflitto mondiale. Ma gli aiuti esigono responsabilità! I Paesi “frugali” ci tengono nel mirino e attendono solo un passo falso; questa è l’ultima occasione per dimostrare all’Europa affidabilità e coerenza, lungimiranza e capacità di spesa, di impiego e di costruzione di un grande progetto di rinascita del Paese. Se la manchiamo, come potremo sederci di nuovo al tavolo dei Grandi?

Lascia un Commento
Commento inviato con successo! Ricarica la pagina.