L'Editoriale del Direttore Didattica d'eccellenza, il commento di Marika Franceschelli
Mercoledì 04 Nov, 2020

Didattica d'eccellenza, il commento di Marika Franceschelli

Redazione
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"Didattica d'eccellenza" è una rubrica ideata dal Prof. Costantino Formica, Professore straordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, che promuove esercitazioni pre-tesi sulle competenze trasversali.
I nostri studenti, dopo aver scelto un articolo di giornale, hanno realizzato un elaborato scritto con le loro considerazioni.

Sul credito tirare la corda è pericoloso

a cura di Marika Franceschelli

Gli americani la chiamano “tantrum”, un noto economo tedesco- americano diceva che “in  economia gli eventi ci mettono più di più ad accadere di quanto credi, ma poi accadono più in  fretta di quanto pensavi fosse possibile” ed è proprio questa l’attuale situazione del reddito fisso in  Europa.  

Difficile da credere, ma che c’è chi è disposto a farsi carico di un rischio altissimo di una brusca  caduta dei prezzi dei titoli di Stato seguita al ritorno di una leggera inflazione. Ovunque in Europa i  prezzi delle obbligazioni sono altissimi a fronte di rischi molto elevati per rendimenti minimi o  negativi.  

Oggi la depressione dei rendimenti si sta estendendo persino all’Europa emergente e a titoli privati  con “rating” spazzatura, tutto ciò determinato da diversi fattori. Primo fra tutti è senza dubbio il  fatto che la liquidità delle banche centrali e l’attesa che ne arriverà altra sta tenendo in alto tutte  le barche, ma non solo, le banche commerciali si finanziano a Banca centrale europea e tendono  a comprare e detenere molti titoli di Stato nazionali che hanno rendimenti un po' meno negativi.  In secondo luogo, sono le rigide regole d’investimento dei fondi pensione, costretti ad investire in  una situazione di perdita, piuttosto che mantenere fermo il proprio denaro; parallela è la situazione  dei grandi fondi speculativi che guadagnano finanziandosi a breve termine con tassi molto  negativi, per poi reinvestire su titoli di Stato europei a lungo termine con tassi meno negativi.  

Se da un lato questa situazione è piuttosto critica e di difficile gestione, dall’altro è senza dubbio un  buon momento per la finanza pubblica e per l’accesso al credito di famiglie ed imprese. Ma  quanto questa situazione può durare? Per quanto ancora gli investitori saranno indotti ad assumere  rischi così elevati? Ecco che allora i primi segni di una “tantrum”, di quella goccia che fa  traboccare il vaso, una bizza improvvisa del mercato che scatta al primo innesco. Una guerra  commerciale degli Stati Uniti può portare più inflazione, che porterebbe a sua volta ad una  discesa del valore dei bond. Un rapporto privato di J.P. Morgan mette in guardia che si avvertono i  primi segnali di un deterioramento delle condizioni di liquidità del reddito fisso e di un ritorno di  volatilità, normalmente segni premonitori di un evento che può prendere di sorpresa e distruggere  molto valore. Potremmo trovarci davanti alla situazione che per salvare un sistema finanziario dai  rischi di collasso dovuti ad improvvisi shock della liquidità, la Banca centrale europea potrebbe  incorrere nell’effetto opposto mettendo a rischio l’esistenza delle banche europee. Non solo una  corda che rischia di spezzarsi, ma anche un’austerity finanziaria che porta, se non controllata, ad  un forte sbilancio e ad un collasso dei titoli di Stato, con conseguente sfiducia negli investimenti. 



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