L'Editoriale del Direttore Rischio deculturizzazione
Sabato 11 Lug, 2015

Rischio deculturizzazione

Redazione
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Un quinto degli italiani non partecipa ad alcuna attività culturale. Di più: un esercito di 820mila persone si è aggiunto alla già nutrita pattuglia di connazionali che negli ultimi dodici mesi non ha letto un libro, né si è recata a teatro o a una mostra d’arte; insomma, ha azzerato ogni iniziativa culturale. Il quadro che vien fuori dal Rapporto 2015 di Federculture – la federazione delle aziende culturali italiane – intitolato “Cultura, identità e innovazione” è per taluni aspetti desolante. Il rischio di una vera e propria deculturalizzazione del nostro Paese è concreto. E a nulla vale ricordare che la cultura misura la civiltà di un popolo, è l’espressione della sua libertà, è il motore inesauribile per ogni tipologia di sviluppo, è l’essenza stessa dell’evoluzione umana. Qui non si tratta di fare retorica, né di coniare eleganti enunciazioni di principio. Qui occorre mettere in campo tutta la fantasia di cui si è capaci per ridare slancio ad un grande progetto culturale che attragga gli italiani prima ancora che gli stranieri. Pompei e il Colosseo ancora non hanno un profilo su Facebook o su Twitter; viene da chiedersi come e da chi sono gestiti. Bisogna agire in fretta. La crisi economica, che pure morde, non può e non deve sterilizzare la vivacità culturale di un popolo.
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Lunedì 13 Lug, 2015 Antonio Derinaldis

La cultura è il vero patrimonio dell'Italia. Ognuno di noi nel proprio piccolo come lavoratori, iscritti di partito, volontari della promozione culturale, pro loco, cittadini dovremmo dare un contributo su un tema così importante.

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