Venerdì 22 Mag, 2020

La liturgia del Covid

Elio Pariota
Elio Pariota
301 2

C’è stato un tempo nel quale ai Re di Francia e d’Inghilterra veniva attribuito il potere di guarire gli
appestati e gli scrofolosi con un semplice tocco delle mani.

Miracolo? Piuttosto una gigantesca notizia falsa di epoca medievale, propagatasi nei secoli, che il grande storico francese Marc Bloch ci ha rappresentato nelle pagine del suo saggio “I re taumaturghi”.

Una ipnosi collettiva che ha retto fino a quando è stato possibile dare lievito alla credenza popolare.

La pandemia di questi mesi non si nutre di miracoli, ma di una liturgia ben più potente: quella dell’amplificazione attraverso i media; con aggiornamenti in tempo reale su ammalati, deceduti, guariti… In attesa del vaccino.

La sensazione è che il Covid finirà quando non avremo più voglia di considerarlo letale; quando la stanchezza alla lunga fase di costrizione prenderà il sopravvento sulla nostra resilienza; quando – pur tra mille cautele, agendo con senso di responsabilità e nel rispetto delle norme – decideremo di riprenderci la nostra vita.

Commenti
Autore Commento
Domenica 24 Mag, 2020 Mario Palmiero

Realisticamente credo che non si parlerà più di Covid - almeno dal punto di vista medico - solo quando tutta la popolazione mondiale sarà vaccinata e non si registreranno più nuovi casi. Tuttavia se ne continuerà a parlare ancora per molto in relazione alle conseguenze che ha avuto sull’economia. E allora quando saremo veramente liberi dal Covid? Quando ci sentiremo al sicuro e immuni dalla malattia, o quando ci saremo lasciati alle spalle (per chi riuscirà a farlo) il disastro economico che ne è susseguito? I media fanno il loro mestiere, e continueranno a farlo anche dopo che sarà passata l’emergenza sanitaria e dovremo affrontare (come già stiamo facendo) la ben più lunga e complessa fase economica. Quello che mi chiedo, sono le notizie che alimentano le nostre paure, oppure le nostre paure sono il motore di questo proliferare di notizie? Se fosse la seconda allora davvero basterebbe la capacità di ognuno di noi di analizzare situazioni e contingenze, e di usare la propria testa con un minimo di ragionevolezza ma, per quello che si è visto in questi primi giorni di riapertura, tra assembramenti e ritorni ad una pericolosa socialità pre Covid (non solo tra i giovani) i media avranno ancora un bel da fare e la loro liturgia per quanto non priva di effetti collaterali - sarà quello che manterrà alta l’attenzione. E i molti come sempre, pagheranno per i pochi.

Autore Commento
Sabato 30 Mag, 2020 Vincenzo Merlino

A mio avviso Direttore, precisa analisi la sua, come di consueto. Dicono che esistano le pandemie sanitarie e quelle sociali, due risvolti dello stesso fenomeno. Pare altresì che le più temute dalle persone (inconsciamente?) siano quest'ultime che però, una volta l'opinione comune decide o perlomeno riesce a tenerle sotto controllo dal punto di vista della percezione del rischio, decretino esse stesse la fine del problema (anche se i negativi effetti in realtà continuino a produrre inesorabilmente danni sanitari). Grazie degli spunti di riflessione e buona domenica a tutti. VM

Lascia un Commento
Commento inviato con successo! Ricarica la pagina.