Venerdì 18 Sett, 2020

La vetrina dell'ignoranza

Elio Pariota
Elio Pariota
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Smagriti e col volto segnato dal dolore, pigiama a righe e stella di David sul petto.
Il trucco, i tormenti, le torture, rievocano l’orrore dei campi di sterminio nazista dove furono uccisi 6 milioni di ebrei. I video della sciagurata rappresentazione della Shoah spopolano sul web.

Solo che il set non è cinematografico e gli attori non sono veri attori. Il set è TikTok – il famoso social network cinese – e gli attori sono gli adolescenti di mezzo mondo: quelli
della Generazione Z, i nativi digitali nati tra la fine degli anni ’90 e il 2010. Ragazzi in cerca di una propria dimensione sociale che in Rete alzano l’asticella della provocazione. Per
richiamare l’attenzione? Per sentirsi protagonisti? Chissà. C’è lavoro per la psicanalisi.

Eppure il fenomeno non deve stupire. In un’epoca dove l’etica è un guscio vuoto e dove il dolore viene mercificato nell’arena digitale in un valzer continuo e dissacrante, anche la Shoah – la tragedia delle tragedie – finisce esposta nella vetrina dell’ignoranza. La più opaca e pericolosa di tutte.

Commenti
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Domenica 20 Sett, 2020 Mario Palmiero

Certamente TikTok rappresenta - più degli altri - un social con moltissime anomalie, con caratteristiche e peculiarità nocive per i giovani, soprattutto per quelli maggiormente influenzabili cosa che lo rende particolarmente pericoloso in quanto va ad esercitare le proprie storture sugli individui più deboli e in formazione. E basti pensare al fatto che la c.d. Generazione Zeta è stata la prima generazione di ragazzi che hanno avuto pieno accesso ai social già alle scuole medie, per comprenderne la portata. In questi giorni su Netflix è stato pubblicato un documentario sui social network, sulla loro nascita, il funzionamento con tutto quello c’è dietro, gli obiettivi che si pongono e le conseguenze sulla società. Ne esce un quadro a dir poco agghiacciante. Si chiama “The social dilemma”; ne consiglio a tutti la visione.

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Sabato 19 Sett, 2020 Vincenzo Merlino

Ah...l'etica, questa sconosciuta. Nella vita reale, in quella social in Rete, alla radio, in televisione, eccetera. La Rete, poi, come disse non molto tempo fa il Prof. Umberto Eco "ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere". Urge a mio avviso una regolamentazione seria per tenere a bada 'sta ignoranza forsennata. Buon fine settimana e grazie Direttore per le sue "pillole" settimanali di suggestione e di riflessione. VM

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