L'Editoriale del Direttore L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: “CRIOPRESERVAZIONE”
Sabato 19 Nov, 2016

L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: “CRIOPRESERVAZIONE”

Elio Pariota
Elio Pariota
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Portare a termine la nostra esperienza di vita nel tempo che ci è stato concesso? Macché. Animo gente, la musica è cambiata. La “criopreservazione” è con noi, peraltro a costi relativamente contenuti. Dietro questa parola impronunciabile vi è una sofisticata tecnica di ibernazione che ci eviterà l’obitorio e ci spedirà dritti e congelati in un mondo che verrà, magari spostato di due o tre secoli. In Gran Bretagna è successo in questi giorni: una 14enne ammalata di cancro e poi morta, è riuscita a farsi ibernare negli Stati Uniti - con il consenso del genitore e attraverso una sentenza dell’Alta Corte londinese - nella speranza di prolungare il proprio percorso terreno in un futuro programmato. E mentre già divampa la polemica alimentata da favorevoli e contrari - condita da evidenti implicazioni di carattere etico e religioso - mi chiedo: vale la pena sottrarsi al proprio destino o ad un ipotetico Grande Disegno Divino, “risvegliandoci” in un futuro dove potremmo riscoprirci ancor più soli, culturalmente e tecnologicamente impreparati a ogni forma di relazione sociale, per non dire di sopravvivenza? Credo francamente di no. La vita è bella così com'è, con le sue imperfezioni, con le sue ingiustizie, con i suoi guasti, con i suoi dolori e con le sue gioie. Ma è il presente che dobbiamo vivere, non il tempo dei nostri posteri.
Commenti
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Sabato 19 Nov, 2016 Michela

E dell'anima ne vogliamo parlare? Andare contro natura la ritengo una cosa estremamente pericolosa.

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Lunedì 21 Nov, 2016 massimo

posto che dubito fortemente della possibilità del "risveglio", resta comunque da capire quale interesse possa avere una persona di vivere tra 200-300 anni il "pezzo" di vita residuale, ovvero in un mondo sconosciuto popolato da sconosciuti. Già nelle moderne società odierne osserviamo quale sia il livello di distanza tra un individuo e un altro, talvolta nelle stesse famiglie. Mi pare francamente folle, e più che l'ibernazione suggerirei l'indagine psichica di chi intende rivolgersi verso questa soluzione.

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