L'Editoriale del Direttore Difendiamo Schengen
Sabato 23 Gen, 2016

Difendiamo Schengen

Elio Pariota
Elio Pariota
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Non so voi, ma io respingo questa idea che si sta affacciando in Europa: abbandonare gli accordi di Schengen. Siamo matti? Ritorneremmo indietro di venti anni senza alcun apprezzabile vantaggio. La follia di chi teorizza certe scelte fa leva sull’equazione – falsa – che limitare la circolazione di persone e merci nell’Unione Europea equivarrebbe a maggior sicurezza per noi tutti. Smettiamola. Sappiamo bene che il terrorismo lo si combatte con un’oculata azione di intelligence che è soprattutto interna, laddove la protezione dei cittadini passa per un controllo maggiore su tutto il perimetro dei 28 Stati della UE, cioè nei confronti dell’esterno. Senza contare che anche la sola limitazione di Schengen sgretolerebbe uno dei capisaldi della costruzione europea mettendo a rischio la tenuta dell’euro. Per non parlare dei costi economici: sull’onda emotiva degli ultimi attentati sei Stati hanno reintrodotto controlli alle proprie frontiere; si calcola che - grosso modo – tutta l’area ha perso in pochi giorni i primi 60 miliardi di euro da mancati scambi, dal rallentamento causato dalle procedure di controllo, dalla deperibilità dei prodotti e così via. Cedere alle pressioni di quei Paesi che vogliono rivivere grandeur nazionali sarebbe un errore gravissimo. Schengen è il pilastro dell’integrazione europea, è un valore da custodire, non un balzello di norme da cestinare in tutta fretta.
Commenti
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Lunedì 25 Gen, 2016 umberto

Vede, Direttore, all'epoca di vent'anni fa come dice Lei, ci siamo rimasti tutti. Al di là dei buoni propositi e dell'abolizione dei controlli sistematici alle frontiere interne, agli accordi di Schengen è mancata, e manca tutt'ora, una politica europea comune degli stati membri. L'UE, così come è strutturata non ha una identità geopolitica, se confrontata con le altre potenze mondiali; non è stata in grado di fronteggiare le passate crisi economiche con le ristrutturazioni dei debiti, con misure di sostegno economico, così come non trova soluzione condivisa per il problema dell'immigrazione. E' ancora vincolata da vecchi trattati, i quali a loro volta imbrigliano i governi degli stati membri. In questo contesto, i nazionalismi hanno gioco facile nel promuovere la protezione dei propri confini, territori ed interessi. E a questo punto, se non condivisibili, sono però più che comprensibili. Pensi poi al terrorismo, alla disoccupazione. Situazione molto difficile che l'Unione Europea non può affrontare senza una politica interna, coesa e decisa, pena l'adozione autonoma di misure straordinarie da parte dei singoli stati. E poi, suvvia, se viaggio, non credo che il poliziotto austriaco al valico del brennero, che mi chiede la carta d'identità, leda un valore da custodire o sgretoli un caposaldo della costituzione europea. Cordialmente.

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Sabato 23 Gen, 2016 Alberto Temporin

Questo è solol'inizio piu avanti si bloccherà la circolazione dei capitali e poi verranno requisite le ricchezze personali con la scusa di pagare il debito pubblico . Chiaramente non verranno requisiti i soldi dei politici unici responsabili del debito. E il tutto verra fatto in modo che non ci sia neanche una rivoluzione ma sarà accettato per il bene comune.

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Sabato 23 Gen, 2016 Giovanni Travaglini

Salve, ho trascorso 40 anni della mia vita lavorando e combattendo contro terrorismo e tentativi di sovvertire la democrazia nel mondo. Non posso sopportare l'idea di vedere distruggere ciò che con tanta fatica è stato costruito. Concordo in pieno con il Suo pensiero. Giovanni Travaglini

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Sabato 23 Gen, 2016 Giulia

Ovvietà. I sostenitori dell abolizione dell' area Schengen per il mero motivo di limitare la perpetrazione dei reati la devono finire. Finiamola, tutti, di nasconderci dietro a questo mito, che lo " straniero" è criminale. Ormai è ampiamente superato il pensiero popolare che solo lo " straniero" commette reati. Viva la libera circolazione delle persone, del commercio, delle idee e dell'innovazione. E se proprio dovessimo cambiare qualcosa, invece di tornare 20 anni indietro, perché non facciamo che l' autorità anticorruzione diventi il funzionante e funzionale strumento di controllo di laicità dei traffici?

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