L'Editoriale del Direttore L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: GENERAZIONE Y, IL LAVORO CHE VERRÀ
Sabato 24 Sett, 2016

L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: GENERAZIONE Y, IL LAVORO CHE VERRÀ

Elio Pariota
Elio Pariota
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Nati tra il 1980 ed il 2000, attualmente si trovano nella fascia d'età 15-35 anni. Sono i Millennials, quelli della Generazione Y, giovani interamente formati e imbevuti della cultura digitale. Secondo una ricerca UBS nei prossimi anni cambieranno le regole del gioco nel mercato del lavoro. Niente più progressioni di carriera lineari; al contrario, spiccata propensione all’autonomia gestionale e decisionale, oltre ad una totale disponibilità a cambiare più volte tipologia di lavoro nel corso della propria vita. Insomma tra qualche anno ne vedremo delle belle. Noi della Generazione X, nati tra il 1963 e il 1980, che abbiamo aguzzato l’ingegno per acquisire conoscenze informatiche e favorire l’avvento di Internet, entro un paio di decenni saremo al capolinea. Non solo anagraficamente, ma pure culturalmente, chiamati di continuo ad accettare le regole di un mercato lavorativo liquido e globale che impone nervi saldi e zero certezze. Di più. Esige flessibilità tout court  al punto che i limiti fisici degli ambienti di lavoro verranno sistematicamente travalicati. Si potrà lavorare da dove si vuole diventando “comodamente ubiqui” e sviluppando insieme all’impresa committente progetti “on demand”. E se lo stress diventerà altissimo ci penseranno apposite app sullo schermo del nostro computer a suggerirci quando prenderci una pausa. E’ il segno dei tempi. Sperando non siano bui.
Commenti
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Domenica 25 Sett, 2016 Roberta Ferri

Anche io faccio parte della generazione x e non nascondo un po' di preoccupazione. I tempi cambiano e noi abbiamo il dovere di tenere il passo se non vogliamo restarne fuori. Le nuove generazioni saranno i nostri Maestri... io cerco di imparare da loro!

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Domenica 25 Sett, 2016 Rosetta

Da genitore di due ragazzi appartenenti alla generazione Y , non mi preoccupo più di tanto, oltre all' ambiente sociale, siamo stati noi i loro coach e li abbiamo addestrati ad essere poliedrici, competenti, cosmopoliti abituandoli all' ubiquità, perché per loro ciò che viene visto attraverso il web può essere esplorato fisicamente. Hanno una grande dimestichezza con la tecnologia, con i sociale media, ripassano il latino con le app, stanno in classe con le LIM e prendono le presenze strisciando il badge.Dalla nostra società e dalla classe politica non ricevono esempi di saggezza e di tranquillità, sono spettatori di attentati terroristici, di episodi che vanno dallo spiccato spirito di solidarietà come l' accoglienza al più spiccato senso di egoismo come la corruzione, capiscono la faziosità, il fanatismo della politica che nulla più ti assicura e quindi bisogna essere individualisti, flessibili, resilienti e sapersi orientare come l' ago si orienta nella bussola per ciò che ti offre la vita!

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Sabato 24 Sett, 2016 Membro Generazione X

Viste le premesse, da rappresentante della cosiddetta Generazione X sono sinceramente preoccupato!

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