L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: Il boicottaggio di Natalie
Sabato 21 Apr, 2018

L'editoriale del direttore Elio Pariota: Il boicottaggio di Natalie

Elio Pariota
Elio Pariota
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Lo schiaffo di Natalie Portman, bella e brava attrice dal doppio passaporto israelo-americano, è di quelli che lasciano il segno.

Il suo rifiuto a ritirare il premio Genesis - riconoscimento da 1 milione di dollari assegnato ogni anno a chi, per i risultati professionali e per la dedizione ai valori ebraici, è fonte d’ispirazione alle nuove generazioni – sa molto di boicottaggio politico.

Il motivo del rifiuto sarebbe collegato a non meglio precisati “recenti avvenimenti” con protagonista il governo di Tel Aviv. Forse le uccisioni di manifestanti palestinesi da parte di soldati israeliani?

Oppure le deportazioni di migliaia di rifugiati africani? Mi sa che questa insofferenza che serpeggia a tutti i livelli dell’ebraismo mondiale sia destinata a proliferare.

Qui non si tratta di discutere lo status di Israele, le sue ragioni storiche e le immani sofferenze patite dal suo popolo; ma si tratta di riconoscere che il pugno duro del conservatorismo – giustificato da esigenze di sicurezza nazionale – alla lunga rischia di alienare simpatie e solidarietà internazionale.

Il boicottaggio della Portman – che certamente non nutre simpatie per i nemici di Israele – è indicativo. Ed è molto di più di una bizza da star.

Commenti
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Sabato 21 Apr, 2018 carmine piscopo

Caro Direttore, le tue suggestioni sono acute ed ultronee. Quando si dice star si suppone levità, epidermide, vaghezza, assenza di pensiero, vuoto di sostanza. Il discrimine è sempre d’obbligo anche per l’adam! Sono d’accordo con te di non discutere sullo status d’Israele; ma, i valori umani ed i principi etici sono sovranazionali e motivano oltremodo la risoluta rinuncia anche ad un lusinghiero e lauto premio. Ritengo che non vi sia nulla di eroico nella decisione di Natalie Portman.

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Domenica 22 Apr, 2018 roberto

scelta giusta per quanto da Lei indicato, una sua valutazione che per il quale ha un significato lanciato ad una persona con uno scopo di fargli capire il modo giusto di combattere non i valori umani ma l'ipocrisia.

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