Venerdì 17 Apr, 2020

Il conto salato della guerra al Covid

Elio Pariota
Elio Pariota
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Oltre a mietere un gran numero di vittime questo maledetto virus ci ha fatto toccare con mano cosa significhi il restringimento delle libertà personali.
Non è solo questione di vivere reclusi tra le mura domestiche; è maturare ora dopo ora la consapevolezza di non poter fare le cose più banali senza obbligo di rendiconto.
Proprio così: una forzata e temporanea spoliazione della propria identità; una progressiva consegna ad un controllo sociale del tutto anomalo nelle società democratiche; una crescente accettazione di una orwelliana schedatura delle nostre azioni e della nostra vita.
E' il conto salato della guerra contro un nemico invisibile e pericoloso. Una guerra da vincere, costi quel che costi.
Dunque è giusto così. Per ora.

Perché quando torneremo alla normalità non ci sarà soltanto da ricostruire un'economia fatta a pezzi dalla crisi, ma occorrerà recuperare in fretta le nostre libertà costituzionalmente garantite.  Libertà che nessun decreto e nessun Coronavirus potranno sopprimere a lungo.

Commenti
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Domenica 19 Apr, 2020 Vincenzo Merlino

E' vero Direttore, noi che siamo fortunati e stiamo bene (ancora), ci sentiamo fustigati e come agli arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato, ma personalmente quello che più mi sta rattristando di questa epidemia, e profondamente, è la disumanità sconcertante relativa alle persone che stanno morendo di cui la società non si sta e non si è saputa probabilmente prendersi cura al pieno delle sue possibilità, e tutti i parenti degli stessi deceduti che vedono per l’ultima volta (e vedranno, ma per quanto tempo ancora?) i loro cari sulle loro gambe dentro ospedali o centri di riposo, salvo poi ritrovarseli dopo qualche tempo, senza nel frattempo potergli stare vicino, coricate all'interno di una cassa da morto. Morire in solitudine senza nemmeno il diritto di poter vedere i propri cari a mio avviso è orribile. Buona domenica a tutti. VM

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Venerdì 24 Apr, 2020 Mario Palmiero

Certamente quando tutto sarà passato, avremo imparato a dare maggior peso e valore a tante cose che prima davamo per scontate. La libertà prima di tutto; anche la libertà di scendere al bar per un caffè, prima automatica abitudine, ora quasi un dono prezioso. Questa quarantena forzata, insomma, avrà avuto almeno il pregio di farci vedere il mondo sotto una nuova luce. Qualche giorno addietro ho letto il titolo di un editoriale che diceva: “Eravamo felici, e non lo sapevamo”. Una frase che ci deve far riflettere, perché è proprio così, e solo ora ce ne possiamo rendere pienamente conto.

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