L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: “Incubo turco per lo Zio Sam“
Sabato 23 Lug, 2016

L'editoriale del direttore Elio Pariota: “Incubo turco per lo Zio Sam“

Elio Pariota
Elio Pariota
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Le cronache raccontano di una Istanbul semideserta, dove i democratici, i liberali, l’intellighenzia sembrano spariti. Il giro di vite di Erdogan contro i presunti golpisti è feroce. Lo smantellamento della repubblica laica e l’islamizzazione della Mezzaluna getta un’ombra sinistra anche sul futuro delle donne, apostrofate nelle strade da uomini baffuti e “invitate” a mettere il velo. Ma ciò che toglie il sonno agli Stati Uniti è ben altro. L’incubo ricorrente è una Turchia proiettata ad Est, aperta al mondo arabo musulmano e verso l’Iran con il quale mantiene ottimi rapporti commerciali e politici. Senza contare che l’eventuale espulsione dalla Nato – per ora prontamente smentita dal Dipartimento di Stato americano in omaggio alla migliore stagione di realpolitik – spingerebbe il Paese tra le braccia della Russia, quella Russia che con l’abbattimento di Saddam Hussein gli USA avevano cercato di emarginare in Medio Oriente. L’eventuale asse Ankara-Mosca-Teheran è molto più di un’ipotesi remota; e certificherebbe in modo netto il fallimento della politica estera a stelle e strisce degli ultimi decenni. Ecco perché Donald Trump fa breccia nell’opinione pubblica. Dipingendo un’America stretta tra crimine, immigrazione, crisi economica e declino mondiale, tocca il nervo debole del cittadino medio. E ne riscopre l’intima vulnerabilità.
Commenti
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Sabato 23 Lug, 2016 Antonio

La debolezza USA affonda un piede in un Europa inconsistente. Primai guidava il mondo con a forza dell''eccellenza, con la fabbrica dei sogni di Hollywood si esportavano modelli positivi, con la silicon valley si esaltava il modello economico di mercato. Gli sconfitti Russia e Cina hanno mantenuto il potere militare e la seconda ha interpretato l'economia globale con spietato opportunismo facendo vacillare il predominio a stelle e strisce. Africa, Arabia ed il subcontinente indiano non hanno avuto mai molto grande rilievo geopolitico ma ovviamente reclamano la propria parte. Il sud america, il loro giardino di casa è sempre debole e contraddittorio. Un mondo con troppe tensioni, un modello economico che mostra tutte le sue contraddizioni ed una leadership che dopo 30 anni non ha più frecce al suo arco. Lo scacchiere è complicato, ma come è logico quanto più aumenta la tensione tanto più gli effetti sono manifesti. Flussi migratori, tensione fra gli stati, tensione tra i popoli, odio, intolleranza e violenza. Uno scenario inedito ed imprevedibile, anche se come sempre all'aumentare della tensione quelle a riaprirsi sono le vecchie ferite... Meglio pregare contro tutto questo odio!

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Domenica 24 Lug, 2016 Pacifista

incubo o non incubo per gli USA, io vedo in queste strategie internazionali solo un grande business sulle spalle della povera gente. Siamo pedine manovrate, non importa da chi, restiamo solo pedine...

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Lunedì 25 Lug, 2016 Antonio Derinaldis

Situazione paradossale. E' un'emergenza europea e mondiale della totale assenza della democrazia e dei diritti dell'uomo. Terrorismo, colpi di stato e povertà. E' l'uomo ormai in crisi.

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