Venerdì 08 Mag, 2020

La Corte Suprema di Zuckerberg

Elio Pariota
Elio Pariota
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20 esperti internazionali provenienti dal mondo della politica, del diritto, dell’informazione , della tutela dei diritti umani e così via. Ne saranno 40 a regime e parleranno complessivamente 29 lingue.
E’ il Comitato di controllo voluto da Facebook, al quale gli oltre 2 miliardi di utenti del social network potranno appellarsi in merito a cancellazioni di contenuti e profili, nonché alla rimozione di fake news e post incitanti all’odio. Le decisioni di questa sorta di “Corte Suprema dei contenuti” saranno definitive e vincolanti.
Il colosso di Mark Zuckerberg è lanciato sulla strada di una autoregolamentazione all’insegna della trasparenza e – soprattutto - dell’indipendenza.
Resta da comprendere la portata reale di tale iniziativa.

Quale sarà il confine tra libertà di parola e censura?
E’ credibile la creazione di uno standard planetario al quale tutti gli individui dovranno uniformarsi pur avendo storia, usi, culture e sensibilità diverse?
Non sappiamo.
Quando si ha che fare con la libertà di espressione – declinata in tutte le sue forme – la cautela diventa un obbligo.

Commenti
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Venerdì 08 Mag, 2020 Vincenzo Merlino

Buonasera Direttore, che sui social girino troppe troppe fake news e post incitanti all’odio, penso che ormai sia un dato più che oggettivo. Che un eventuale smaltimento controllato di tutta questa "immondizia comunicativa" debba essere in qualche misura agita, penso anche sia pacifico, ma come giustamente ci fa notare e sui cui vi è tanto da riflettere, è sui requisiti che una iniziativa di questa portata debba avere nel rispetto di tutte le parti in gioco. Il tema è sicuramente ostico e complesso. Libertà di espressione, è vero, ma anche libertà di essere informati ed eruditi da fonti affidabili, di qualità, eticamente responsabili e di non essere manipolati per altri svariati fini come purtroppo sovente accade se ci si ferma alla prima e unica notizia scorsa sul web. Buon fine settimana. VM

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Domenica 10 Mag, 2020 Mario Palmiero

Io la trovo un’ottima cosa, ed è giusto che questa iniziativa parta proprio da colui che ha indirettamente contribuito in larga parte a tutte le devianze che sono scaturite dal dare in mano a miliardi di utenti uno strumento così forte e incontrollabile come Facebook. Nel massimo rispetto per storia, usi, culture e sensibilità diverse, questo costituendo comitato di controllo avrà il compito di alzare un argine a tutto questo; poi si andrà a discutere nel merito cosa avrà fatto e come, ma intanto se già pone un freno al dilagare delle fake news, alle azioni di incitamento all'odio individuale e collettivo, a quell'universo deviato e ahimè deviante dei terrapiattisti, dei complottisti del 5G, dei rettiliani, delle scie chimiche e dei microchip impiantati sotto pelle per il controllo dell’uomo a distanza, allora ben venga. Umberto Eco nella sua lectio magistralis dedicata alla sindrome del complotto, ha detto: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Verissimo. È arrivato il momento di metterli a tacere.

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