L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: L'era transumanista
Venerdì 18 Mag, 2018

L'editoriale del direttore Elio Pariota: L'era transumanista

Elio Pariota
Elio Pariota
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Chip, sensori ed elettrodi installati nel corpo umano. Altro che fantascienza, l’uomo bionico è già tra noi.

Sono già molti che vivono con protesi metalliche intelligenti in grado di fare cose che noi poveri umani mai potremmo immaginare.

Senza accorgercene siamo entrati nell’era transumanista che dalla saldatura tra uomo e macchina fa discendere la nostra trasformazione in superuomini, in umanoidi, in cyborg.

Se poi anche un genialoide imprenditore come Elon Musk – fondatore dell’azienda aerospaziale SpaceX e della casa automobilistica Tesla – ha preconizzato che l’unico modo per salvare il genere umano dall’avanzata delle intelligenze artificiali è l’evoluzione verso i cyborg, allora significa che il conto alla rovescia è già iniziato.

Non allarmiamoci. Pare che collegare il cervello umano a dispositivi esterni ci rafforzerà non poco, permettendoci – tra l’altro - di sconfiggere handicap e malattie, contrastare l’avanzare del tempo e renderci più intelligenti.

Così va meglio. Umanoidi sì, ma almeno con più sale in zucca.

Commenti
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Sabato 19 Mag, 2018 SalVi Salvatore VICIDOMINI

Direttore buona sera. Il tema del suo post-contributo è notevolmente combaciante con un mio piccolo e agile scritto (free eBOOK che si legge in meno di 3h) del 2017 che parla proprio di tali argomenti ▼ https://www.researchgate.net/publication/320677486 ▼ Il tema è certamente complesso e arduo, trattandosi anche di #credo. Spero di non essere stato inopportuno e intanto grazie per l'eventuale attenzione. s.v.

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Domenica 20 Mag, 2018 carmine piscopo

Caro Direttore, oltre trenta anni fa J.David Bolter, nell’esilarante saggio dal titolo emblematico ”L’uomo di Turing”, aveva avvisato l’umanità che l’uomo non sarebbe stato più lo stesso dopo le famose “pagine bianche” lasciate dallo scienziato inglese. La sfida tremenda ed impietosa tra intelligenza artificiale e intelligenza umana è deflagrata, poi, come un inusitato, impetuoso e travolgente uragano da parte dei tecnici addetti a trasformare il naturale/biologico in simbionte/neuromante, per assicurare all’umano il cyborg artificiale mediante la perfusività dell’innesto biotecnologico, la connettività miniaturizzata, l’interfaccialità biocompatibile, l’ingegneria proteica, le nanotecnologie con silicio e cellule staminali in una sorta di ibridazione umanoide, con la conseguenza, non sappiamo fino a quanto fausta, di ridefinire il biologico naturale in forme di sintesi di post, trans, infra, iper – umano, dando vita persino ad un’inedita dromologia col potenziamento e la velocizzazione delle antiche competenze della meschina creatura umana. I neuroscienziati, inoltre, ci avvertono che il tapino mortale umano, nel suo lungo percorso vitale, utilizza appena, nella migliore riuscita, un quinto delle potenzialità insite nel suo genoma. Tu dici di non allarmarci. C’è di che riflettere, invece, per una profezia che annuncia la fine della storia e dell’ultimo uomo. Accontentiamoci del nostro adam, facendolo diventare Adamo, in forza della saggezza esperienziale e delle virtù che ci ha consegnato il Signore della storia.

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