L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: L'Europa dal fiato corto
Sabato 30 Giu, 2018

L'editoriale del direttore Elio Pariota: L'Europa dal fiato corto

Elio Pariota
Elio Pariota
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Questa Europa ha il fiato corto. Ieri si è letteralmente schiantata sullo scoglio migranti.

Un accordicchio, né più né meno, è stato trovato dopo una lunga notte contrassegnata da toni aspri e da sfottò.

Alla fine la montagna ha partorito il topolino. L’Italia resta da sola e in prima linea con il problema dell’accoglienza, altro che storie.

Non che il nostro premier potesse fare chissà cosa, ma almeno ci avesse risparmiato il patetico tentativo di trasformare un nulla di fatto in un successo.

L’egoismo degli Stati membri ancora una volta ha prevalso sulle nobili intenzioni dei Padri Fondatori di un’Europa unita dalla quale ci si aspetta ben altra visione comune.

E invece – alle prese con uno dei più drammatici esodi della storia dell’umanità (stime ONU prevedono un’ondata migratoria di 50 milioni di persone nel giro di qualche decennio) – il Vecchio Continente rispolvera antiche e nuove divisioni, riconfigura inedite e pericolose alleanze, contraddice il suo spirito cristiano e solidaristico.

Si ha l’impressione, oggi più che mai, che questi leader europei giochino a chi la spara più grossa. Sulla pelle non solo dei migranti, ma di tutti noi.

Commenti
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Sabato 30 Giu, 2018 carmine piscopo

Caro Direttore, l’hai azzeccata anche questa volta: un’Europa che non c’è volta le spalle anche ad un minimo di umanità; e sai perché? Perchè ha rinnegato “in nuce” le sue vere radici cristiane, elidendole dal suo stesso Statuto fondativo e, così, negando in radice la possibilità di essere, come la volevano i Padri fondatori, autentica Federazione Politica. A prevalere è la supremazia della fagocitante teutonica Nazione che riemerge sovranista e sprezzante, con il geloso supporto di quella gallica. La Germania, subito dopo il secondo conflitto mondiale, si è appropriata persino della classica Paideia greca, per monito e vessillo di una insperata ripresa. Così va questo mondo retto dal suo principe; non ha fatto i conti, però, con il Signore della storia.

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Lunedì 02 Lug, 2018 Antonio Derinaldis

Gentile Direttore, credo che l'Europa sia autenticamente in uno stato da "fiato corto" perchè vedo la grande crisi del popolarismo e del socialismo europeo. Vedo ovviamente la crescita di un'Internazionale Populista o meglio la nascita di una Lega Europea delle Nazioni (sovranismo). E' ora ormai il tempo che il grande compromesso storico si compia a livello europeo dove il PPE sia fisiologicamente alleato del PSE , cioè un Internazionale Democratica Popolare che si contrapponga a quella Populista. Solo così possiamo recuperare un'identità europea cristiana e solidaristica.

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Mercoledì 04 Lug, 2018 Mario Palmiero

Certo è che il flusso non si ferma e a centinaia continuano a sbarcare o a morire. Per il Mediterraneo o dalla via balcanica migliaia e migliaia di esseri umani in fuga da (più o meno presunte) guerre e fame si riversano in Europa, dove invece si paventano le soluzioni più variegate: chi agita il pugno di ferro e chi sventola ramoscelli di ulivo. Chi usa le manette o chiude le frontiere, chi vuole affondare i barconi, elevare muri e stendere filo spinato. Chi propone quote obbligatorie o vuole accogliere tutti. C’è perfino chi, folgorato sulla "via di Dublino”, si congratula con i concittadini per l’umanità verso le masse migratorie, salvo poi ri-bloccare le frontiere quando serve e pretendere centri di smistamento. Il virtuosismo dell'ipocrisia da una parte, e la dabbenaggine degli italiani dall'altra; se la montagna avesse partorito un topolino, già sarebbe stato un grande successo.

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