L'Editoriale del Direttore Pandemie globali. Allarmi no, prevenzione sì
Venerdì 07 Feb, 2020

Pandemie globali. Allarmi no, prevenzione sì

Elio Pariota
Elio Pariota
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Cambia il mondo, cambiano i virus. Che mutano geneticamente esponendo l’umanità al rischio di pandemie globali.

Un secolo fa una pandemia influenzale causò 100 milioni di morti in tutto il mondo.

Se pensiamo che oggi siamo il quadruplo della popolazione di allora... Guardiamo ai tempi più recenti: nel 2003 il virus della Sars si diffuse in 24 ore in 5 Paesi; nel giro di qualche mese in 30 Paesi e in 6 continenti. Dobbiamo allarmarci? Assolutamente no; ma prevenire il pericolo quello sì.

Anche perché – come insegna l’attuale fase di studio sul nuovo coronavirus cinese – i vaccini non si producono con uno schiocco di dita. Ci vuole del tempo.

Una pandemia può causare il tracollo delle economie; e avrebbe ripercussioni anche sul trasporto di beni di prima necessità, come cibo e farmaci.

Dunque, a minaccia globale risposta globale. Occorrono piani intergovernativi preventivi che coinvolgano sanità pubblica, produttori farmaceutici, trasportatori, responsabili del settore alimentare, forze dell’ordine e così via. La guerra ai virus mutanti va affrontata con determinazione, lucidità e con risorse finanziarie crescenti. Diamo subito fuoco alle polveri.

Commenti
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Sabato 08 Feb, 2020 Vincenzo Merlino

Ben trovato Direttore, fortuna che in mezzo all'attuale mare magnum di "immondizia informativa", digitale e non, strumentale e non, esistono riflessioni intelligenti e sensate come questi suoi post. Inoltre vorrei instillare un ragionamento sul tema "coronavirus", e cioè quello dei rischi e delle opportunità; ad esempio lo smart working, tipologia di impiego che consente ai dipendenti di lavorare da casa, è letteralmente esploso in Cina a causa del virus. Grazie a tutti e buon fine settimana. VM

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Domenica 09 Feb, 2020 Mario Palmiero

Una megalopoli di 11 milioni di abitanti chiusa al mondo e in isolamento, un virus che si diffonde come un cancro nel Paese, un contagio inarrestabile che travalica i confini nazionali e minaccia il pianeta. Sembra la trama di Resident Evil - il noto filone cinematografico in salsa disaster movie che tanto ha appassionato milioni di spettatori nel mondo - e invece è realtà. Wuhan come Racoon City, e questa volta non c’è nulla di appassionante. Ma come si dice, caro Vincenzo, di necessità virtù! Come fai notare, le misure di prevenzione alla diffusione del coronavirus hanno costretto quasi tutte le aziende cinesi a riorganizzarsi. Le città sono diventate deserte, le strade vuote e le aziende pure; l’unica alternativa per rimanere comunque operativi è stata il lavoro da remoto. A tal proposito, secondo Bloomberg, è in atto il più “grande esperimento di telelavoro del mondo”, una lezione da cui trarre dei vantaggi, anche per l'ambiente. Insomma, il dilagare del virus potrebbe incentivare il telelavoro che è già in crescita. Di fatto, in questo caso, il lavoro da remoto rimane così l’unica soluzione – e la più comoda – per non fermare il flusso operativo. Curioso se si pensa che gli Stati Uniti, già nel 2000, guardavano al telelavoro come a un piano di emergenza da attuare nel caso di una pandemia. Tra l’altro il lato vantaggioso della questione non finisce ai confort del lavoro da casa. Come fa notare Gizmodo - il quarto blog più popolare al mondo per l'aggiornamento e la copertura sul settore tecnologico - lavorare da remoto fa bene anche all’ambiente in quanto è uno dei modi più semplici ed economici per ridurre le emissioni di gas serra e ridurre l’impronta di carbonio del singolo individuo che, ad esempio, non ha necessità di utilizzate l’automobile per recarsi al lavoro. Ma stiamo divagando. Come sostiene il Direttore, al di là delle soluzioni o innovazioni collaterali, la guerra ai virus mutanti va affrontata con determinazione, lucidità e con risorse finanziarie crescenti, sì. Poco allarmismo quindi, zero psicosi e maggiore prevenzione. E agli amici cinesi, se posso permettermi, consiglierei una maggiore igiene alimentare, che questa è già la seconda volta in pochi anni che ci fanno un bel regalo…

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Domenica 09 Feb, 2020 Vincenzo Merlino

Ciao Mario, bella e per me condivisibile la tua dissertazione sul lavoro da remoto. Grazie e buona settimana. Vincenzo

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