L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: Quanto vale il capitale umano qualificato
Venerdì 05 Giu, 2015

L'editoriale del direttore Elio Pariota: Quanto vale il capitale umano qualificato

Elio Pariota
Elio Pariota
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Senza girarci troppo intorno: il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha ragione quando afferma che le imprese italiane sono affette da asimmetria informativa allorquando devono assumere forza lavoro. Nel senso che non selezionano in misura adeguata la qualità finendo per corrispondere un pressoché uguale trattamento economico indipendentemente dal possesso del titolo di laurea. All’estero funziona diversamente. Il merito è merito e i titoli posseduti garantiscono, potenzialmente, il meglio. Lì il titolo di studio – che abbia o meno valore legale - rappresenta un potente selezionatore nell’approccio al mercato del lavoro, anche perché trova piena applicazione la regola aurea dell’economia: più un bene è scarso (la laurea) maggiore è la sua remunerazione. Vale dunque la pena di interrogarsi in maniera seria e profonda su quanto valga in Italia lo stock di capitale umano qualificato giacché si rischia di non premiare in misura apprezzabile i laureati rispetto ai diplomati, fatte salve le dovute eccezioni. Un Paese che non sa selezionare è condannato all’impoverimento. E con esso alla fuga degli elementi migliori verso altri lidi.
Commenti
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Sabato 06 Giu, 2015 marcello

Caro direttore sarebbe così bello se in Italia esistesse il merito...

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Martedì 23 Giu, 2015 Gaetana Cuccurese

"Il merito è merito" ma devo ammettere, mio malgrado, che i titoli posseduti non garantiscono il meglio, troppo spesso riservato in Italia a chi ha "meriti diversi" da quelli che si conquistano sulla strada del dovere...per il "dover essere", della continua gavetta e costante formazione. Ha ragione Marcello quando esclama: "sarebbe così bello se in Italia esistesse il merito"...nell'attesa che venga ad esistenza, auspichiamoci di poter essere sempre all'altezza delle nostre aspettative, anche se disattese e di rimanere fedeli alle nostre passioni e a quel "volli, sempre volli, fortissimamente volli" che riempie di contenuto e di soddisfazione ogni traguardo raggiunto con onestà intellettuale e rigore morale.

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