L'Editoriale del Direttore L'editoriale del direttore Elio Pariota: Sull’altare della giustizia
Sabato 11 Apr, 2015

L'editoriale del direttore Elio Pariota: Sull’altare della giustizia

Elio Pariota
Elio Pariota
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Tutto in tre minuti. Tanto è bastato a Claudio Giardiello per trasformarsi da bancarottiere in pluriomicida. Una gragnuola di proiettili per far fuori tre persone (un magistrato, un avvocato e un ex socio) e ferirne altrettante. Il Tribunale di Milano – nel quale si è aperta un’evidente falla nei sistemi di sicurezza – ha vissuto scene da far west. Dunque, al terrore organizzato si aggiunge anche quello di matrice paranoica. Perché nel caso in specie si tratta proprio di questo, giacché sull’altare della giustizia sono cadute anche persone che giudici non erano. Fa riflettere, però, la levata di scudi da parte dei vertici della Magistratura sul clima pesante che investe il lavoro dei propri operatori e sui tentativi di delegittimare un importante pezzo dello Stato che i costituenti vollero autonomo e indipendente. Credo, in tutta franchezza e col rispetto dovuto, che l’occasione per ricordare a tutti noi lo straordinario e vitale compito dei magistrati di assicurare la giustizia - e per questa via il corretto funzionamento del sistema democratico nel nostro Paese – non doveva essere questa. La tesi che vede la strage come indiretta conseguenza di un disegno complessivo di denigrazione della Magistratura non mi convince. La delegittimazione dei magistrati – che è aberrante per definizione e va contrastata al di là di ogni ragionevole dubbio - è frutto dei rapporti avvelenati degli ultimi decenni. Legarla al gesto di un folle è un colossale errore.
Commenti
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Lunedì 13 Apr, 2015 susy

http://m.napolitoday.it/cronaca/nuove-procedure-sicurezza-tribunale-di-napoli.html Ecco la risposta di Napoli dopo i fatti di Milano. Cosa ne pensate? Può essere questa una soluzione?

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Lunedì 13 Apr, 2015 Domenico Barbuto

Condivido Direttore. Gesti folli, purtroppo, ce ne sono tanti. E quello di Milano rientra in questa categoria. Piena solidarietà ai Magistrati, agli avvocati a tutti coloro che, nel compimento del proprio dovere, si trovano particolarmente esposti a rischi di questo tipo. Ma, in questa vicenda, la strategia ha, senza dubbio, lasciato il passo alla follia.

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Lunedì 13 Apr, 2015 Antonio Derinaldis

Ma è mai possibile tutto questo? E' mai possibile che la risposta delle autorità competenti sia quella di dire: "non abbiamo più risorse per la sicurezza"... Italia da rifondare.....

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Domenica 12 Apr, 2015 Mario

Si, ma non si può sottovalutare nemmeno il fatto che il processo in questione, quello in cui era coinvolto l'omicida, andava avanti da molti anni. La lentezza della nostra giustizia è un elemento che va preso in considerazione, anche nel clima di tensione che coinvolge sempre più spesso la macchina di giustizia italiana

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Sabato 11 Apr, 2015 Giuseppe Cataldi

Caro Elio, sono perfettamente d'accordo, ed è la prima cosa che ho pensato anche quando ha parlato il Capo dello Stato, con tutto il rispetto! Il Palazzo di Giustizia di Milano non è il Palazzo dei magistrati ma di tutti gli operatori della giustizia e anche di tutti i cittadini, e, come tu ricordi, sono morti anche un avvocato ed un semplice testimone. Excusatio non petita...... GC

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