L'Editoriale del Direttore Alla luce del lampione
Sabato 01 Giu, 2019

Alla luce del lampione

Elio Pariota
Elio Pariota
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“Devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento”. Victor Angulo Córdoba – 11enne peruviano della città di Moche – deve aver preso alla lettera questa celebre frase di Abraham Lincoln. Di famiglia poverissima, privo dell’energia elettrica in casa e con soltanto una debole candela, non ci ha pensato su due volte: zaino in spalla è sceso in strada a fare i compiti accucciato sul marciapiede, alla luce del lampione. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la scena e il video ha fatto il giro del mondo. Ma il destino a volte è bizzarro: quel video non è passato inosservato ad un ricchissimo filantropo del Barhein che ha deciso di finanziare la ricostruzione della casa del ragazzino e la riparazione della sua scuola. Victor ha una gran fame di istruzione. Studia perché da grande vuole fare il poliziotto. E sa che, prima o poi, il suo momento arriverà.

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Sabato 01 Giu, 2019 Gianluca Gallina

Victor, ha già vinto. Il suo scopo, lo studio, gli ha permesso di compiere l'azione madre per raggiungerlo.Possiede già, quella che io chiamo visione d'insieme.Bravissimo, kid.

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Sabato 01 Giu, 2019 Elena D Ambrosio

La volontà vince tutte le difficoltà. Victor lo ha dimostrato con la sua decisione di andare a studiare in strada. Chi davvero crede nei suoi obiettivi non si lascia limitare dagli ostacoli; anzi, sono proprio quelli a fortificare il valore del risultato.

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Sabato 01 Giu, 2019 Elena

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Sabato 01 Giu, 2019 Vincenzo Merlino

Il gesto di Victor, il gesto di un vero eroe. Chapeau!

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Sabato 01 Giu, 2019 carmine piscopo

1 giugno 2019. Siringa al post del Direttore Elio Pariota “Alla luce del lampione. Immagine: il bambino Victor Angulo Cordoba studia alla luce del lampione. Anche questo è scritto nell’adam primigenio: il conatus della conoscenza, la volontà di sapere che il principio della saggezza. Pure noi, subito dopo il secondo conflitto mondiale, abbiamo studiato al lume della candela sempre fievole e … nessuno è venuto in nostro soccorso: non è acrimonia. Oggi, per contro, nell’era della globalizzazione avvolgente – e per fortuna – esiste ancora uno spirito generoso, un magnate mecenate che, affacciandosi al web di questo infinitesimale pianeta, riesce a commuoversi e dare una mano a chi è in difficoltà. La virtù dell’altruismo, però, rimane compito precipuo di una corretta paideia irenica che, al momento, latita nell’universo mondo.

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Domenica 02 Giu, 2019 Mario Palmiero

Per fortuna in questo nostro mondo interconnesso i social ogni tanto servono anche a questo, come nel caso di quel pensionato durante il primo anno della crisi in Grecia, Giorgos Chatzifotiadis, 77 anni, fotografato davanti a una banca, crollato dopo aver fatto invano il giro di quattro banche per ritirare la pensione di sua moglie. Un imprenditore australiano James Koufos, di origini elleniche, vide quella foto sui social e, riconosciuto un compagno di scuola del padre, decise di pagare di tasca propria la pensione di Chatzifotiadis per un anno e più, utilizzando proprio i social network per rintracciarlo. Nella storia del piccolo Victor, certamente bellissima e commuovente, i social giocano lo stesso ruolo virtuoso. L’impegno del bambino mi ricorda tanto un film del 2013 del documentarista francese Pascal Plisson, “Vado a scuola”. Il film racconta come 4 ragazzi, tra gli 11 e i 13 anni, in 4 angoli sperduti della terra affrontino ogni giorno ore di cammino, a rischio della loro stessa vita, pur di arrivare a scuola. E come lo facciano sempre con il sorriso sulle labbra, consapevoli di quanto l’istruzione sia la loro grande, irripetibile possibilità. Per quanti avevano criticato il film classificandolo come irreale e mieloso, questa è la dimostrazione di quanto, nonostante il cinismo di tanti, spesse volte la bellezza della realtà superi la finzione.

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Giovedì 27 Giu, 2019 emanuela grippo

Questa è una storia meravigliosa. Mi auguro sia vera . Storie come queste ci aiutano a credere che un mondo migliore può sempre esistere. Emanuela Grippo

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