L'Editoriale del Direttore Dietro ai dazi di Trump
Venerdì 04 Ott, 2019

Dietro ai dazi di Trump

Elio Pariota
Elio Pariota
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Sette miliardi di euro. E’ la stangata di Trump sull’export europeo verso gli USA. Colpiti i vini francesi, l'Emmental svizzero, i formaggi e i salumi italiani, il whisky scozzese. All’Italia la pronuncia del WTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio che di fatto ha legittimato gli Stati Uniti a brandire l’ascia della guerra commerciale) costerà circa mezzo miliardo di euro. Le contraddizioni sono da film Oscar: il presidente americano ritrova proprio nel WTO un potente alleato dopo averne ripetutamente tentato di svuotarne i poteri; l’Unione Europea si riscopre nel mirino statunitense nonostante l’obbedienza nell’applicazione delle sanzioni contro la Russia; il depauperamento delle relazioni internazionali della Casa Bianca - giustificate dallo slogan “American First” - finisce per ricompattare la strategia russo-cinese  in aree tradizionalmente influenzate dagli USA. Dietro ai dazi di Trump si disvela un’America rancorosa, ritratta, meno credibile e in perenne campagna elettorale. E che forse ha poca voglia di essere considerata ancora il pendolo del mondo.

Commenti
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Venerdì 04 Ott, 2019 Vincenzo Merlino

“American First”, "Prima gli Ungheresi", "Prima gli Italiani", ecc., ecc. Le politiche economiche neo imperialiste, dirigiste autarchiche e mercantiliste hanno già prodotto due guerre mondiali nella storia non troppo remota. Eppure pare che proprio questa storia non ci abbia insegnato nulla; come purtroppo spesso avviene. Speriamo solo che le decisioni dissennate di Trump e dei suoi discepoli (anche italiani ed europei), alla ricerca dell’avido consenso e del potere personalistico, non dispieghino gli stessi effetti funesti del ‘900. Grazie Direttore e un caro saluto. VM

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Domenica 06 Ott, 2019 carmine piscopo

5 ottobre 2019. Siringa al post del Direttore Elio Pariota “Dietro ai dazi di Trump”. Caro Direttore, è risaputo che l’economia e la finanza non esprimono una sana antropologia, ma unicamente calcolo algido e lotta spietata. Lo strapotere che esercita il WTO, complice di Trump, genera odiose ostilità e sanzioni efferate all’intera Europa. Hai ragione a sostenere che il “pendolo del mondo” è evanescente, perché sta fra egemonia ed equilibrio. Il vero pendolo, però, lo sorregge il Signore della storia, dopo le dure repliche hegeliane delle vicende umane. La vera giustizia non è di questo mondo. Necessita vieppiù, in questo nostro spaccato epocale, una paideia di valori alti e di finalità etiche.

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Domenica 06 Ott, 2019 Mario Palmiero

Condivido in parte il pensiero dell’amico Merlino circa le conseguenze cui può portare un certo tipo di politica se estremizzata, pur considerando di vitale importanza l’interesse nazionale. Invero in guerra ci siamo già, ammettiamolo; Trump ne è esempio e motore, ma è solo una parte di un quadro molto più grande. Certo non è il tipo di guerra cui siamo giunti nel secolo scorso, né ritengo sarebbe possibile il ripetersi di una simile esperienza - almeno nel blocco americano ed euro-asiatico - ma non per questo è una guerra portatrice di meno vittime. “Morti economici”, così li chiamano adesso, come per ingentilirne il significato. Tra l’altro parrebbe che questi dazi finirebbero per danneggiare anche l’economia americana, in modo particolare le aziende che producono beni utilizzando acciaio o alluminio, per esempio le case automobilistiche, il cui aumento delle tariffe sulle materie prime andrebbe ad aumentare i costi di produzione. Quindi azioni e reazioni contraddittorie per l’Europa ed il WTO, sì, sicuramente, ma se riferite agli stessi Stati Uniti che Trump vuole proteggere, direi sconcertanti e controproducenti. Ci deve essere dell’altro.

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