L'Editoriale del Direttore Il rossore della vergogna
Sabato 19 Gen, 2019

Il rossore della vergogna

Elio Pariota
Elio Pariota
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Ancora maltrattamenti. Ancora la solita triste notizia di percosse ai danni di bambini nelle scuole dell’infanzia italiane. Ieri Isernia, precedentemente Reggio Emilia, ma il fenomeno si diffonde da un capo all’altro della Penisola. Calci, pugni, spintoni, umiliazioni; taluni “educatori” - forse preda di chissà quali frustrazioni - si trasformano in veri e propri aguzzini di bimbi innocenti. Nella maggior parte dei casi sono i genitori a denunciare e a chiedere l’intervento della magistratura. La scuola dell’infanzia appare stordita dall’incessante fuoco mediatico che la espone al pubblico ludibrio, giacché l’ottimo lavoro di tanti operatori viene opacizzato dalle scellerate condotte di pochi. È la storia di sempre. Solo che qui ci sono di mezzo piccoli di età anche inferiore ai 5 anni. Si facciano appropriati test psicoattitudinali per scegliere coloro che svolgeranno la delicata funzione educativa. Si disponga per legge l’obbligo di utilizzo di telecamere negli asili. Ma si faccia presto. Perché l’inerzia altro non genera se non il rossore della vergogna.

Commenti
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Sabato 19 Gen, 2019 edoardo

...ha ben detto Direttore, basterebbero delle semplici telecamere nelle strutture, telecamere a cui dovrebbero avere accesso TUTTI i genitori, ed il fenomeno sparirebbe all'istante!!! ...e gli educatori che sbagliano, per legge, dovrebbero essere "corretti" direttamente dai genitori dei piccoli maltrattati...cinque minuti di sane regole e gli passa subito la voglia di comportarsi male nuovamente!!! buona domenica. edoardo

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Sabato 19 Gen, 2019 agnese

i maltrattamenti possono causare danni irreversibili a vario livello, se vengono commessi a danno di un minore coinvolgono una persona che deve ancora costruire la propria identità . la violenza non deve essere una forma di comunicazione tollerabile, quindi sono a favore delle denunce e delle telecamere e inoltre di una formazione continua

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Sabato 19 Gen, 2019 Gianluca

...e se maltrattassero i figli di coloro che lo fanno abitualmente, costoro: come si sentirebbero?

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Domenica 20 Gen, 2019 Nunzia De maio

Sono d'accordo in parte! Se il reclutamento dei docenti prendesse in esame test psicoattitudinali prima di ogni altra cosa, Se nella scuola lo stato investisse, riconoscendo in essa il futuro della nazione. Se il ruolo della scuola Dell infanzia fosse realmente riconosciuto, se non si formassero sezioni pollaio con aggiunte giornaliere di più alunni a causa di mancanza di supplenti. Se tra le innumerevoli funzioni: PTOF, RAV, continuità, orientamento e così via si aggiungesse un ruolo che preveda la supervisione didattica, la formazione e il supporto psicologico per docenti ed alunni, la scorciatoia umiliante delle telecamere non sarebbe necessaria. La telecamera nella scuola, come per i sorvegliati speciali, sarebbe una grande ed ulteriore umiliazione per la figura dei docenti già così poco curata e plecuderebbe la fiducia sulla quale deve fondarsi una qualunque relazione educativa.

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Domenica 20 Gen, 2019 carmine piscopo

Risposta alla nota del Direttore Elio Pariota “Il rossore della vergogna”. Immagine: dito puntato su un bimbo del nido. Caro Direttore, questa è materia oltremodo delicata e assai scottante. Ormai la dignità elevata dell’educatore è svilita a pura funzione sociale-economica. La lunga infanzia-fanciullezza dell’uomo - l’unico essere immaturo alla nascita - ha postulato nella lunga storia dell’umanità – e maggiormente nell’evo attuale – non solo conoscenze sode e competenze conclamate di professionalità, ma soprattutto “cura”, cioè vocazione ad essere prima uomo e poi formatore. Il grande Erik H.Erikson ci ha insegnato che l’uomo è “...le gioie e le ire della sua infanzia”. Terrore acuto e inquietudine costante debbono accompagnare la tenerezza paidetica di coloro che intendono dedicarsi all’edificazione dell’umano dell’uomo.

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Lunedì 21 Gen, 2019 Mario Palmiero

La notizia passa velocemente, insieme a milioni di altre notizie di ogni genere, il giorno dopo ce ne dimentichiamo. Non c'è analisi, non c'è approfondimento del caso specifico, raramente seguono seri ed efficaci interventi sociali, giuridici, politici, mediatici. Importa solo la notizia in sé, ma non ci si sofferma. E'una notizia come tante, e poco importa che, ciclicamente, i telegiornali ne siano pieni. Cos'è, una "cecità emotiva" che ci rende ciechi e sordi alle sofferenze dell'altro, in particolare a quelle dell'infanzia? L'insegnante non vede la fragilità e la paura del bambino; la Giustizia non vede la gravità del maltrattamento; la Società ne minimizza le conseguenze. Se partiamo dal valido e autentico presupposto che "il bambino è il padre dell'Uomo", allora dobbiamo tutti impegnarci per proteggere la meraviglia dell'infanzia e creare una cultura che definisca il bambino un bene prezioso da custodire per l'Umanità tutta. Anche con azioni decise. Quindi sì alle telecamere negli asili e sì ai test psicoattitudinali, ma almeno ogni anno e non solo al momento dell'assunzione.

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Domenica 27 Gen, 2019 emanuela grippo

educare, insegnare, essere empatici ed avere carisma sono predisposizioni ed attitudini naturali. La sensibilità non si acquista con un semplice attestato di competenza o un' esperienza maturata per i soli anni di servizio.

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