L'Editoriale del Direttore La vergogna del volo
Venerdì 20 Dic, 2019

La vergogna del volo

Elio Pariota
Elio Pariota
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Prendere l’aeroplano? Condotta di cui vergognarsi! Tuonano così i movimenti no-aerei del Nord Europa – dagli scandinavi ai tedeschi, passando per i belgi e gli olandesi – contro chi si azzarda a scorrazzare per i cieli. L’accusa non riguarda il fattore sicurezza, bensì i presunti danni all’ecosistema. Per costoro gli aeroplani con le loro emissioni di CO2 sarebbero tra i principali artefici del peggioramento climatico; e a nulla serve far notare che, al momento, il settore contribuisce ad una piccola percentuale delle emissioni globali. Macché; secondo i detrattori l’aviazione civile, entro una ventina d’anni, potrebbe contemplare addirittura 8 miliardi di viaggiatori con effetti devastanti sul clima e sull’ambiente.  Dunque si preferisca il treno, con buona pace dei bilanci delle compagnie. Le quali, annusando il pericolo, cominciano a correre ai ripari; talune, ad esempio, utilizzando biocarburanti. La “vergogna di volare” - così è stato battezzato il boicottaggio dei velivoli per scongiurare le emissioni dannose – fa proseliti alimentata dal tam tam dei social. Finirà in una bolla di sapone? Può darsi. Frattanto abituiamoci ad allungare il tempo dei nostri percorsi. Magari illudendoci di allungare quello delle nostre vite.

Commenti
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Venerdì 20 Dic, 2019 Emanuela Grippo

Gentile redazione. Vorrei ricordare e citare territori estremamente dimenticati, rovinati ; in uno stato di abbandono e assenza delle istituzioni o per giochi di potere e maledetta mano dell' uomo mettendo a rischio la salute; attraverso pratiche abusive hanno contaminato l' acqua e l aria; togliendo ai giovani occhi di intravedere futuro e speranza. Un santo Natale che qualcheduno possa passare a benedire quei territori che sono stati destinati alla rovina e all' Inferno per colpa di chi? Grazie Emanuela Grippo

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Sabato 21 Dic, 2019 carmine piscopo

21 dicembre 2019. Stilla al post del Direttore Elio Pariota “La vergogna del volo”. Immagine: aereo che inquina. Caro Direttore, i nauti dei “social” mestano aria nei mortai, a causa dell’insulso vuoto che genera solo iperfatazione su zavorra di effimero e di esagerato egotismo al punto da esaltarsi quali tanti tycon. Come tu dici – e come confermano le indagini acclarate – nel presente momento epocale l’inquinamento dei voli e pressoché insignificante. Quel che succederà tra venti anni non è dato prevederlo e lo affidiamo al Signore della storia. Il fulgore inventivo dell’umano escogiterà una diavoleria di carburante meno deleterio per la massa infinita di viaggiatori aerei. La questione, però, è seria; se non si pone mano ad una soda e dignitosa paideia pubblica sicuramente svanirà la creatività del vetusto adam.

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Sabato 21 Dic, 2019 Vincenzo Merlino

Per me, se posso scegliere, treno tutta la vita, anche se mi sembra alquanto forzato e forse un po' strumentale (?) additare al trasporto aereo effetti così nefasti, verrebbe da dire quasi esclusivi, sull'ambiente e sul clima. Ma allora su questa scia, ad esempio, del traffico veicolare ne vogliamo parlare? Buone Festività. VM

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Domenica 22 Dic, 2019 Mario Palmiero

A voler pensar bene, i movimenti no-aerei del Nord Europa vogliono sensibilizzare un settore strategico che nel futuro - con lo sviluppo di nuove tecnologie più ecologiche - ha grandi margini di miglioramento in tema di efficientazione del volo, dei consumi e dell’inquinamento. Diversamente sono dei pazzi invasati. La verità è che a l’aereo non c’è alternativa: se nel breve raggio gli può far concorrenza il treno ad alta velocità, nel medio e lungo raggio non c’è nulla che possa rimpiazzarlo. E non è solo una questione di turismo - e del resto la gente vuole viaggiare sempre di più e sempre più lontano in barba a tutti i gufi della globalizzazione - ma di economia globale e non certo delle sole compagnie di volo. Vogliamo spaccare il pianeta in due emisferi? E comunque sia, a onor del vero, si fa più allarmismo di quanto sia necessario. Negli ultimi anni sono già incrementati in maniera notevole gli studi per riuscire finalmente a dare alla luce motori elettrici o ibridi da utilizzare in aviazione, così come da subito la messa a punto di carburanti alternativi. Quella che fino a poco tempo fa sembrava un’utopia, potrebbe diventare realtà nel giro di pochi anni. Airbus, ad esempio, sta sviluppando un nuovo motore ibrido per ridurre le emissioni di CO2; probabilmente i primi modelli verranno commercializzati tra il 2030 e il 2035, inizialmente per voli su scala nazionale. Per le lunghe percorrenze magari dovremo invece attendere un po’ di più ma si sta lavorando in tal senso. Insomma, siamo già in piena conversione green dell’aviazione, non facciamo – come dice il direttore Feltri – i “Gretini”!

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