L'Editoriale del Direttore Per una storia più recente
Sabato 04 Mag, 2019

Per una storia più recente

Elio Pariota
Elio Pariota
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Settantaquattro anni dalla fine del secondo conflitto mondiale. Settantaquattro e non sentirli. Mettiamola così: se chiedessimo oggi a tantissimi giovani – non necessariamente Millenials – di fornirci uno spaccato degli eventi più importanti dal ’45 in poi, andrebbero in difficoltà. Perché la storia si insegna partendo dalla notte dei tempi finendo per comprimere ciò che invece andrebbe esteso. Mi riferisco allo studio del Novecento - secolo di Totalitarismi (comunismo, fascismo e nazismo) e di immani tragedie belliche – la cui seconda metà è frettolosamente trattata per ovvie ragioni temporali. Risultato: un pezzo importante della nostro recente passato, dal quale si sono edificate società democratiche ispirate a valori di solidarietà e di uguaglianza, rischia di diventare un illustre sconosciuto. Giusto ridare nelle scuole dignità alla storia come disciplina fondamentale per la formazione degli alunni. Ma che sia una storia più recente. La memoria non può andare troppo all’indietro, altrimenti precipita nell’oblio.

Commenti
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Sabato 04 Mag, 2019 Stefano Biagiotti

Bellissima riflessione... aggiungerei solo che: "E' possibile progettare il futuro solo conoscendo il passato"... e allora quale futuro ci aspetta? Un cordiale saluto e grazie Direttore per le sue sempre gradite riflessioni. Stefano Biagiotti

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Sabato 04 Mag, 2019 Io

E' giusto che nelle scuole primarie si parta dalla notte dei tempi, i bambini devono sapere chi è l'uomo. Credo che poi alle secondarie bisognerebbe dare per scontato la storia fino alla dissoluzione dell'impero romano, per ripartire dal c.d. risveglio dell'anno 1000. I temi del '900 li farei affrontare negli ultimi 2 anni della maturità, in quanto richiedono un grado di conoscenza e maturità maggiore per essere realmente compresi. Piuttosto, fin dalle primarie, darei maggior rilievo all'Educazione Civica, cercando di dare il giusto e meritato risalto alla nostra Costituzione e magari arrivando alle superiori con nozioni di cognizione dell'Unione Europea.

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Sabato 04 Mag, 2019 Valentino Manocchio

Certamente non bisogna andare molto lontano con gli eventi, basta ricordare l'11/09 per capire come siamo caduti in basso rispetto ad una crociata o ad una guerra mondiale per capire nn tanto dal numero delle vittime innocenti come l'evento ti faccia capire che non c'è più nazione vs nazione ma bestia contro uomo e come questi sappiano manipolare le coscienze e le menti altrui. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=148677312847143&id=100031146260649 E la domanda sorge spontanea e se anche la storia passata fosse stata manipolata? ANATOLIJ TIMOFEEVIČ FOMENKO Libri

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Sabato 04 Mag, 2019 Franco

Certo.....i programmi di 5a sono stringati e si arriva ad aprile che forse, si parla di 2a guerra mondiale. Il problema che negli anni precedenti in 3a, ad esempio , investono troppo tempo nello studio dei Greci, Romani, il V secolo. Se "prendessero le misure" si arriverebbe già a settembre della 5a a parlare di Piano Marshall e studiare la Guerra Fredda, il dopoguerra italiano ha un'importanza incredibile. Molti di noi oggi vivono in costruzioni edificata nel primo dopoguerra grazie alla ripresa italiana, gli aiuti dello Stato.

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Sabato 04 Mag, 2019 emanuela grippo

La storia è parte del nostro presente , passato e futuro. Ci porta indietro a ricordare, ci porta avanti a riflettere e ci conduce avanti per progredire.Emanuela Grippo

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Domenica 05 Mag, 2019 Marco

Condivido la già citata riflessione su: "non c'è futuro senza passato"... E faccio un appunto. Vero è che nelle scuole si arriva molto di rado alla storia moderna, ma altrettanto vero è che la televisione ci bombarda (scusate la parola che può sembrare inopportuna) continuamente, e a volte anche a sproposito, con la storia (o forse sarebbe meglio dire LE STORIE) dei totalitarismi... Sarebbe forse meglio parlare di come l'economia influenza continuamente la politica? O di come illustri teorici hanno in passato (e anche nel presente) affermato che le guerre non convengono più perché la guerra più proficua si combatte con le agenzie di rating (tanto per dirne una)? Ecco, la storia potrebbe anche essere studiata così.. E sarebbe una storia senz'altro più veritiera...

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Domenica 05 Mag, 2019 Mario Palmiero

Sono d'accordo con Franco, quando dice che bisogna prendere "nuove misure" per fare in modo che i ragazzi delle quinte classi possano incominciare l'anno se non nell'immediato dopo guerra come suggerisce, ma certamente nemmeno dall'inizio del '900. Condivido anche con l'amico che si firma "Io" il pensiero che sia giusto partire dalla preistoria perché i ragazzi devono sapere chi è l'uomo, ma non di meno gli ultimi 70 anni hanno plasmato la società attuale ben più degli ultimi 700 quindi, direi, ben venga una riformulazione di programmi scolastici ormai obsoleti, cosi come la reintroduzione dell'educazione civica sin dalle prime classi.

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Domenica 05 Mag, 2019 simonetta

Concordo sul fatto che il programma scolastico debba essere rivisto per permettere ai ns. ragazzi di studiare in maniera più approfondita la storia contemporanea dalla quale nessuno può prescindere. Ritengo sia necessario fornire ai giovani gli strumenti necessari perché possano ragionare e diventare, domani, uomini e donne consapevoli che certi errori non si devono ripetere. Fare in modo che nessuno mai metta in discussione o calpestare i valori fondamentali sui quali si basa la nostra Costituzione è un preciso dovere che le generazioni attuali hanno nei confronti di quelle future, soprattutto perché ormai sono sempre meno i testimoni diretti dell'eccidio che si è compiuto durante la seconda guerra mondiale. E forse chi sostiene che la storia passata sia stata manipolata sicuramente non ha mai letto "Se questo è un uomo" di Primo Levi o "il treno dell'ultima notte" di Dacia Maraini, giusto per citarne due. Oggi assistiamo al ritorno del populismo, la chiusura delle frontiere, la ghettizzazione del diverso (dal colore della pelle alle inclinazioni sessuali) la rinascita delle destre estreme in tutta Europa, il negazionismo e la nuova contrapposizione tra USA e Russia per il controllo politico (e militare) dei territori asiatici e nord africani. Si, direi che è più che urgente insegnare ai ragazzi ciò che avvenne durante "Il Secolo Breve" (Eric J. Hobsbawm).

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Lunedì 06 Mag, 2019 Carmine Piscopo

Caro Direttore, la storia è storia e basta, se insegnata ed appresa con il sapore e la gioia che imprime la storiografia accreditata. Non è colpa dei Millennials se non conoscono gli spaccati epocali del nostro Paese e degli altri; la responsabilità del vuoto storico nella cultura scolastica italiana è unicamente dei ministri dell’istruzione che si sono succeduti dopo Benedetto Croce alla Minerva. E’ all’approvazione delle Camere l’”Educazione civica” di 33 ore da assegnare al docente di Diritto e di economia. Si capisce che è un espediente politico. Non è il diritto che fonda l’uomo; bensì è l’uomo che elabora il diritto e lo modifica seconde le evenienze storico-sociali. Chi conosce bene storia e filosofia sa che la “zampa” degli eventi, ossia l’”incidente del futuro” è sempre pronta a colpire, oggi più di ieri, per la commistione di realtà e simulazione che ha prodotto la civiltà virtuale. L’intellettuale sa che la “ragion di Stato” è prevalente rispetto alle “istanze delle genti”, come sostengono i giusnaturalisti. La scuola, oggi, non offre le risposte alle domande essenziali e non sa trasmettere più la passione per il sapere.

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Giovedì 09 Mag, 2019 Felicia

Gent.mo Direttore, non sono propriamente d'accordo con quanto afferma, credo che le nuove generazioni abbiano il diritto di poter rivivere tutta la storia, senza che essa sia frammentata in recente e passata. Essa va vissuta e accolta per quello che è stata e che sarà; sono inoltre convinta che non si possa parlare di memoria che cade nell'oblio, ma quanto piuttosto di docenti capaci di farla amare e riviverla; credo che il segreto sia proprio lì.

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