L'Editoriale del Direttore Pubblico sfogatoio
Sabato 15 Giu, 2019

Pubblico sfogatoio

Elio Pariota
Elio Pariota
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Si scrive “punching bag”; si legge “sfogatoio pubblico di stress”. In pratica un sacco da box di colore giallo, attaccato ad un palo stradale, che diventa oggetto di calci e pugni. Uno scherzo? Macché. Ai cittadini di New York l’idea è piaciuta. Loro che di stress si nutrono non vedevano l’ora di scaricare le proprie frustrazioni su qualcosa che non configurasse un reato.  Pensiamoci: tra situazioni sentimentali traballanti, scossoni professionali, problemini di salute, si è tutti potenzialmente esposti a perdere la pazienza. Mettiamoci poi un traffico inferocito e clacson strombazzanti ed ecco servito il manuale del perfetto nevrotico. Il punching bag da noi funzionerebbe? Chissà. Le cronache quotidiane ci restituiscono un corpo sociale dai nervi sempre più tesi. L’esperimento non sarebbe poi così peregrino.

Commenti
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Sabato 15 Giu, 2019 Bruno Bellò

Caro Direttore, vorrei fare un'affermazione molto semplice: auguro a tutti noi di poter stare lontani da questo "sfogatoio pubblico di stress". Bisognerebbe invece, recuperare una dimensione umana in ogni campo del nostro vivere che riguarda l'ambiente del lavoro, della scuola, del sociale, della famiglia. Abbiamo forse perso per strada, in questo mondo tecnologico e globale il concetto del vivere in una comunità che guarda si ai bisogni individuali senza, però, dimenticarsi che una società sana deve essere costruita su degli obiettivi di benessere sociale di tutti i suoi componenti. Saluto cordialmente Bruno Bellò

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Sabato 15 Giu, 2019 carmine piscopo

17 giugno 2019. Stilla al post del Direttore Elio Pariota “Pubblico sfogatoio”. Immagine: donna si sfoga con Public Punching Bag. Caro Direttore, pure lo sfogo personale è geneticamente dentro l'adam primigenio come dotazione implicita originaria propria della polvere terrena di cui è impastato l'uomo ( Freud direbbe "intruglio di pulsioni perverse"). L'Adam-o, però, è "altera res": è esercizio di virtù che si realizza con una buona Cultura-Saggezza di base e con una paideia etica che salvano dalle nevrosi del nostro evo complicato, ma, al tempo stesso, sublime.

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Domenica 16 Giu, 2019 Mario Palmiero

Certo comprendo benissimo la necessità di sfogarsi in qualche modo per scaricare stress e nervosismo; tenersi tutto dentro fa male al fisico e alla mente, oltre al fatto che si rischia di fare la fine di Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” del ’93, e non mi sembra il caso. Tuttavia mi vergognerei come un ladro nel prendere a pugni questo punching bag lì, in mezzo alla strada e sotto gli occhi di tutti; già mi ci vedo con il mio completo blu e cravatta, e tutti che mi osservano con l’espressione del “ma guarda te ‘sto poveraccio”… Ridicolo. Piuttosto mi iscrivo ad un bel corso di Fit boxe serale o compro un sacco da appendere a casa dove sfogarmi lontano da tutto e da tutti. A tal proposito trovo ottima l’idea di quelle aziende (America docet) che allestiscono per i propri dipendenti locali ad hoc con sacchi, guantoni e quant'altro per consentire loro di scaricare lo stress durante le pause o a fine giornata.

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Giovedì 27 Giu, 2019 emanuela grippo

Oltre al punching bag, aggiungerei gesti di amore, solidarietà ,generosita', non escluderei una visita dallo psicoterapeuta, una visita ad un centro di benessere e una cena a lume di candela, guardando il mare.Emanuela Grippo

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