L'Editoriale del Direttore Quel cibo gettato via
Sabato 24 Nov, 2018

Quel cibo gettato via

Elio Pariota
Elio Pariota
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In Italia ogni anno gettiamo nella spazzatura 3 kg di cibo a testa. Euro più euro meno, parliamo di circa 8,5 miliardi; lo 0,6 per cento del Pil. Nel mondo si va assai peggio:  a fronte di quasi 800milioni di persone che soffrono la fame viene eliminata la metà dell’intera produzione agricola. Uno spreco economicamente inaccettabile ed eticamente riprovevole. Il 21esimo anniversario della giornata della colletta alimentare che si celebra oggi assume, dunque, una enorme valenza. La Fondazione Banco Alimentare Onlus racconta sul proprio sito che - grazie ai 5 milioni e mezzo di italiani che hanno donato cibo tramite i 13mila punti vendita e i 145mila volontari - sono state raccolte 8.200 tonnellate di alimenti nel 2017, poi dirottate ai bisognosi. Una boccata d’aria pura in un’epoca contrassegnata dall’avanzare della povertà e delle disuguaglianze sociali. “Il cibo che si butta via è come se lo si rubasse dalla mensa del povero”, fu l’amaro appello di Papa Francesco. Questa ventata di solidarietà ne raccoglie in pieno il senso.

Commenti
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Sabato 24 Nov, 2018 Vincenzo Merlino

Grazie mille Direttore per questo post. Ecco, volevo dirle semplicemente questo, perché è un tema quello qui trattato che mi sta particolarmente a cuore e che nel mio piccolo, a lavoro e in famiglia, cerco di promuovere sempre con piccoli gesti quotidiani. Buon fine settimana VM

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Sabato 24 Nov, 2018 Gianluca Gallina

Ogni tanto, dovremmo fermarci a pensare a quello che facciamo, comportandoci non come degli automi, ma come degli autentici esseri umani.Se incominciassimo da questo, le cose preziose, come il cibo in questione, acquisterebbero un valore inestimabile, qual è.Saluti Direttore.

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Lunedì 26 Nov, 2018 Mario Palmiero

Un plauso all'iniziativa della Fondazione Banco Alimentare che in questo momento è sicuramente la Onlus più attiva in Italia in tema di assistenza alimentare. Sono cose che testimoniano quanto anche nel nostro Paese stia crescendo una sensibilità che mette insieme lotta (economica) allo spreco alimentare e assistenza (civica) alle persone in difficoltà. Insomma, parrebbe la quadratura del cerchio. D’altra parte è proprio la recente Legge 19 agosto 2016, n. 166 ("Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi") che testimonia quanto anche le istituzioni abbiano colto e tradotto normativamente questa crescente sensibilità. Le semplificazioni burocratiche ivi previste, infatti, dovrebbero appunto facilitare le donazioni di cibo (e farmaci!) attraverso la predisposizione di un fondo per finanziare progetti anti spreco, l’allargamento della platea degli operatori che potranno ritirare le eccedenze, e la definizione di linee guida ad hoc per i gestori delle mense. Certo, al contrario di quanto ha fatto la Francia, non è prevista alcuna sanzione per chi, invece di puntare al recupero, continua a scegliere la soluzione rapida e comoda di buttar via quello che non è stato consumato, ma l’augurio - e sarebbe bello - è che prima o poi si arrivi al recupero spontaneo da parte di tutti gli operatori interessati, senza l’obbligo e il timore di una sanzione.

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