L'Editoriale del Direttore Quel muro che unisce
Sabato 20 Lug, 2019

Quel muro che unisce

Elio Pariota
Elio Pariota
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Gli uni a destra, le altre a sinistra. Maschietti e femminucce vanno in spiaggia su un lido di Trieste divisi da un muro. Come in pieno Ottocento, quando ancora la città era sotto il dominio asburgico. Alla spiaggia “La Lanterna” -  conosciuta da tutti più comunemente con il nome di "Pedocin" – il muro che separa i bagnanti in base al loro sesso sembrerebbe un inusitato contrappasso rispetto ai nostri ormai consolidati modelli sociali. Pare che più di un turista abbia sospettato un improvviso avvento oscurantista in Italia. Macché. Questa peculiarità – tramandata da generazioni – è condivisa da tutta la popolazione, maschile e femminile, che ne rivendica l’intima validità: “Nessuno tocchi quel muro”, ammoniscono i triestini. E come dar loro torto? Le donne hanno abitudini e interessi che sovente non coincidono con quelli degli uomini. Ovvio che qualche ora di consapevole distanza finisca per rilassare gli animi di tutti. Dunque alla Pedocin si è più realisti del Re. Con quel muro che straordinariamente unisce, anziché dividere.

Commenti
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Sabato 20 Lug, 2019 Emanuela Grippo

Cara redazione. Buongiorno. I confini e i limiti , i pregiudizi mentali non si superano mai. Ma quale progresso? Un Italia spaccata in due, un PIL alto da un lato e condizioni economiche, socio sanitarie , istruzione e trasporti dall altro lato pari al Terzo mondo . E poi tutti scendono in piazza a chiedere L ' autonomia, ma L 'autonomia di che e da chi? Evasione fiscale, corruzione, privilegi e potere che divampa da un lato e situazione di totale assenza di Stato, di diritti, di servizi e analfabetismo e deformata mentalità dall ' altro lato. Ebbene Trieste alza un muro per banalità di genere? Napoli innalza un muro a Via Marina, in prossimità del porto dove i tossicodipendenti si vanno a iniettare siringhe nellle bene . A Napoli si innalza un ulteriore muro per dividere la spiaggia libera della "povera gente" da quella di coloro che hanno un ruolo in società . Un Italia divisa tra banalità e degrado , tra ignoranza , rassegnazione e sopraffazione ad opera di una criminalità che divampa e qualità della vita zero è un' Italia abitata da ricchi. E la nostra etica dov'è è andata a morire? E la nostra classe dirigente, il sistema ecclesiastico chiuso nelle loro " torri d' avorio" . Grazie Emanuela Grippo

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Sabato 20 Lug, 2019 carmine piscopo

20 luglio 2019. Goccia paidetica al post del Direttore Elio Pariota "Quel muro che unisce". Immagine: muro di Pedocin a Trieste divide femmine da maschi. Caro Direttore, l'adam e l'eva primigeni, pure diversi tra loro, furono un corpo unico in origine, perchè sfuggissero alla siderale distanza qualitativa tra Creatore-Amore e creatura infida, superato l'estremo scoglio della discontinuità ontologica con gli altri viventi, per divenire corresponsabili dell'eterna creazione e del costante mantenimento di questo mondo spettacolare. Solo l'insipienza politica ha imposto leggi e divieti che il Signore della soria umana ha negato fin dalla genesi. Duemila anni di Kerigma evangelico non sono bastati a sostenere solidarietà e condivisione all'iperbolica potenza creativa umana, perchè, se vogliamo, siamo tempesta che non sa inchiodare la speranza alla Passione, consegnando la nostra esistenza alla sospensione tra forza e ragione. Pedocin segna la sconfitta dell'idea endomondana di salvezza, tra gli infiniti tentativi inani di un impossibile presente nuovo. Questo, in siringa, ci suggerisce una corretta Paideia: altro che tentativi sterili di riforma del sistema formativo in Italia.

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Domenica 21 Lug, 2019 Loredana

Il muro che unisce è quasi un ossimoro che supera l'apparenza. È il confine del "bagno". Dello spazio "riservato". Mi piace. Aumenta la significatività delle differenze. Le esalta perché è giusto esaltarle, allo scopo di apprezzarle. L'omologazione, l'appiattimento forzato non credo sia la dimostrazione del reale rispetto, ma dolo una abitudine forzata. E allora ben venga un po' di distanza. La stessa che necessita quando dobbiamo apprezzare un quadro nella sua totalità. Buongiorno a tutt*

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Domenica 21 Lug, 2019 Mario Palmiero

Ecco come travisare un post simpatico che racconta sostanzialmente un fenomeno di costume e nient’altro, in un qualcosa di politico o, peggio, di politicizzato. Mia cara signora Grippo, ma che c’entra “un PIL alto da un lato e condizioni economiche, socio sanitarie, istruzione e trasporti dall'altro lato pari al Terzo mondo”; ma che significa “Trieste alza un muro per banalità di genere, Napoli innalza un muro a Via Marina, in prossimità del porto dove i tossicodipendenti si vanno a iniettare siringhe nelle vene”… Semplicemente, c’è questo stabilimento balneare triestino che da quando è stato istituito nel 1903 (primo stabilimento balneare pubblico) ha adottato una divisione progettata inizialmente come staccionata per ragioni di privacy - in sostanza - per impedire “atti contrari alla decenza” e in perfetto stile asburgico, salvaguardando così il gentil sesso. Ricordiamolo, siamo nel 1903 e questi erano i costumi del tempo. Il post del Direttore Pariota vuole semplicemente, e con simpatia, evidenziare come questo muro nonostante i cento e più anni trascorsi ed il mutare nel tempo di usi, costumi e - soprattutto - del comune senso del pudore, sia ancora qui, e questo non per la “volontà superiore” di dividere chicchessia, bensì per la volontà degli stessi triestini che, addirittura con un referendum nel 1943, hanno voluto il mantenimento del muro. E secondo voi perché i triestini hanno voluto il mantenimento del muro? Ecco la domanda che sollecita la rubrica di oggi. Tutto qui. E già che ci sono, mia cara signora, ecco il mio pensiero frivolo e leggero. Un bagno per soli uomini e sole donne? Ma che meraviglia! Qualche ora di reciproco relax, ognuno impegnato nelle proprie attività preferite, quali che siano, e dopo tutti insieme a pranzo felici e più uniti di prima.

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Domenica 21 Lug, 2019 Pier Paolo Bottin

Mi pare che chi non sia triestino e, prima con mamma nel bagno femminile e poi con papà nel maschile, faccia fatica a comprendere. Xè una Tradizion. Chi vuole altro, può andare al bagno Le Ginestre o a Sistiana. Il rispetto della tradizione deriva da una praticità dei costumi che convive con la massima libertà a 100 metri, di distendersi tra il marciapiede del lungomare e il mare di Barcola, tra un chiosco di gelati e un edicola. Trieste, sotto amministrazione italiana, dal 1954.

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Domenica 21 Lug, 2019 Vincenzo Merlino

Forse bisognerebbe comprendere, laddove ce ne siano state, le ragioni socioculturali o di mera opportunità che hanno spinto i triestini, ricordiamo, nei primi del '900 ancora sotto il predominio asburgico, a erigere un muro dentro il mare. Questo aspetto e i diversi punti di vista dei commenti di questo post mi riportano alla mente un celebre aforisma: "Niente è assoluto e tutto è relativo" (i.e. un muro divide o ci offre una opportunità di libertà in più verso la controparte?). Buona settimana. VM

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