L'Editoriale del Direttore Razzista 100%
Sabato 14 Sett, 2019

Razzista 100%

Elio Pariota
Elio Pariota
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Non si affitta ai meridionali. Lo slogan ritorna a intervalli regolari. Stavolta é toccato a una ragazza di Foggia subire il livore della discriminazione. Deborah Prencipe in  quella casa da prendere in affitto a Milano con la sua compagna non ci entrerà mai. L'ha tradita la carta d'identità. C'è scritto che è nata Foggia, anche se da otto anni vive in Brianza. E questo basta e avanza a giustificare il diniego della proprietaria a concederle l'appartamento in locazione. Deborah si è sentita apostrofare di essere incappata in una razzista al 100%; e che i meridionali, i neri e i rom sono tutti uguali nelle loro nefandezze. Amen. L'ondata di solidarietà sul web alla 28enne foggiana lascia il tempo che trova. Anzi, suona anche un po' beffarda in quest'Italia ancora troppo ipocrita e benpensante alle prese con il più pericoloso dei suoi demoni. Per sconfiggere il quale occorrerà molta lucidità e altrettanta determinazione.

Commenti
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Sabato 14 Sett, 2019 Vincenzo Merlino

Razzista al 100%? Che schifezza! Ho provato sulla mia pelle l'essere meridionale in terra lombarda. Nel Bel paese ci sono molto più “razzisti 100%” di quanto si possa pensare. Altro che popolo italiano, qui ci si odia tra paeselli della stessa provincia. Buon fine settimana. VM

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Sabato 14 Sett, 2019 Emanuela Grippo

Nascono dissidi; divisioni ; separazioni; conflitti ; equivoci per stupidità e banalità . Chi nasce meridionale ha una grande consapevolezza di avere condizioni e possibilità minori per L egoismo dei potenti. Anche chi vive in periferia di Milano; perché la gran Milano ha una periferia non ridotta proprio alla grande ha la stessa consapevolezza di colui che è meridionale. Emanuela Grippo

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Sabato 14 Sett, 2019 Marco

Non capisco dove sia lo scandalo. Stiamo scoprendo solo ora che l'Italia non è un paese unito? Già tra comuni della stessa regione esistono asti e rivalità (non solo sportive)! E che dire poi di quello che i cittadini della cosiddetta "provincia" pensano (non troppo sommessamente) nei confronti dei cittadini residenti nei capoluoghi di regione? L'Italia è un paese tendenzialmente anarchico, più che razzista. Ognuno fa per se. Le regole più o meno imposte sono sempre state mal digerite. Ho sentito spesso dire: "perché dobbiamo per forza fare quello che ci impone Roma"? E questo l'ho sentito dire sia da cittadini del nord che da cittadini del sud. Allora perché meravigliarsi che tutt'ora ci sia ancora qualcuno che stupidamente sia diffidente nei confronti dei meridionali? Giuro che ho sentito gente del sud dire che i nordisti sono "intrallazzatori e inaffidabili". Tutto ciò ovviamente si riflette anche in politica. I governanti di centro-destra vanno in giro per il mondo a screditare il presidente del consiglio di centro-sinistra e viceversa... Invece di lavorare uniti per la causa italiana abbiamo avuto presidenti della Camera che fino a poco tempo prima di diventarlo avevano denunciato alle Nazioni Unite il loro stesso paese... Cosa andiamo cercando, quindi?

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Domenica 15 Sett, 2019 carmine piscopo

14 settembre 2019. Briciola al post del Direttore Elio Pariota “Razzista al 100%”. Caro Direttore, l’egotismo razzista è insito nell’adam primigenio ed è patologia inguaribile, perché inflattiva e compulsiva, soprattutto nel nostro evo antropocenico ed autogene avvolgente alimentato com’è da montagne di fake news. Il grande Salvemini propose l’utopico taglio del Mezzogiorno d’Italia in una notte nera, all’insaputa di tutti, nel grande Oceano. La donna, salviniana pretta, non è da dileggiare, ma da negligere, per la distanza siderale che la separa dalla vera Cultura che si costruisce solo con una soda Paideia pubblica pregna di Saggezza vera.

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Domenica 15 Sett, 2019 Mario Palmiero

Un ben ritrovati a tutti e un saluto affettuoso al Direttore Pariota che torna ad offrirci spunti di riflessione in questa sua rubrica settimanale. Razzismo. Leggo i commenti degli amici intervenuti prima di me e per certi versi non posso che condividerne in gran parte il pensiero, specie quando Marco sottolinea le rivalità e gli asti esistenti all’interno della stessa regione - non solo sportivi - specie tra i così detti “cittadini” e “provinciali”. E allora, davvero, di che ci stupiamo. Negare l’esistenza di un razzismo diffuso a più livelli vuol dire essere ipocriti. O vivere fuori dalla realtà. Personalmente non ho alcun dubbio che la signora di Robecchetto con Induno, paesello di 4.000 anime della provincia di Milano (Provincia uguale provinciale? Persone più arretrate dei cittadini? E vai di luoghi comuni, ma, tant’è…) non ho alcun dubbio, dicevo, che la signora pensasse davvero quelle cose, nonostante le sue lunghe e profuse scuse in diretta alla nota trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio Due. Persona per sua stessa dichiarazione fuori da qualunque social, chiusa nella quotidianità di un piccolo paese, si è dimostrata il classico leone da tastiera, spavalda fintanto che resta nascosta ai più, improvvisamente vergognosa e pentita quando è colta di sorpresa da un’esposizione mediatica a lei sconosciuta. Ci vuole tempo, tutto qui. Tempo e cultura. Non possiamo pretendere di più in un Paese dove solo dieci anni fa lo stesso Salvini - che oggi ben si assicura di prendere le distanze dalle affermazioni della signora per convenienza politica o meno - nei raduni della Lega insultava il sud con la ben nota canzoncina “Senti che puzza… ecc… ecc…”

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Lunedì 23 Sett, 2019 Daniele

Conscio del fatto che sia oramai facile cadere nel tranello continuo a combattere la curiosa moda dell'etichettare fenomeni con ipocirisia e falsi nomignoli. RAZZISMO è un sotantivo maschile che definisce in modo chiaro e innegabile un atteggiamento umano (bada bene esclusivo dell'essere più intelligente) discriminatorio verso un suo simile a suo dire colpevole di appartenere ad una razza inferiore. Ora, io sono nato e cresciuto a Milano, non mi sento di appartenere ad una razza nordista che non so esistere,, come non conosco una razza italiana, né tantomeno americana. Ammetto l'esistenza delle razze biologiche, che ringrazio iddio di averci dato, ma in un mondo ogni giorno, fortunatemente più piccolo, definire "razza" la diversa discendenza provinciale è ahimeè un gran segno di arretratezza. Io preferisco, e invito tutti, a chiamare il fenomeno di cui sopra con il suo nome proprio: INGNORANZA e spesso VILGIACCHERIA. Questo è ed è ciò che tanti nostri illuminati (pseudo)"comandanti" invitano a cavalcare nel nome di una superiorità che, ahimè, in primis non riesco assolutamente a riconoscere in loro e nei quali invece si auspicherebbe poterla individuare (almeno una intellettuale). Peranto viva la diversitò progenitrice di cultura e abbasso l'ingoranza e il pressapochismo. Magari essere meridionale come Verga, Pirandello, Camilleri, invece che un nordista come Salvini o peggio ancora Caldaorli.

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