L'Editoriale del Direttore Spaesamento genealogico
Sabato 13 Apr, 2019

Spaesamento genealogico

Elio Pariota
Elio Pariota
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Un bambino con due mamme e un papà biologici. E’ accaduto in Grecia, ma la tecnica era già stata sperimentata con successo qualche anno fa in Messico da una equipe americana. Si tratta di una fecondazione in vitro utilizzando gli ovuli di due donne diverse (di cui uno affetto da patologie è da trasferire in quello di una donatrice sana) e il seme del padre. L’obiettivo è nobile: evitare la trasmissione di gravissime malattie genetiche. La scienza va avanti, ma i dubbi etici sono destinati a pesare come macigni: si va da chi teme che possa spianarsi la strada alla creazione di figli su misura; a chi si domanda se e quando, raccontare al proprio figlio com’è nato; passando per coloro che temono di mettere al mondo una prole più sana, ma confusa sulla propria identità. Onde evitare questo “spaesamento genealogico” gli esperti sollecitano un dialogo costante. Tutto vero. Ma ho la vaga sensazione che il nostro modello sociale sia assai più incline ad accettare malattie mortali piuttosto che bambini con tre genitori.

Commenti
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Sabato 13 Apr, 2019 Biagio Giliberti

Grazie Direttore, come sempre, con la tua sensibilità e misura, ci aiuti a riflettere oltre gli schemi precostituiti.

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Sabato 13 Apr, 2019 carmine piscopo

Puntura al post del Direttore Pariota “Spaesamento genealogico. Immagine: Simboli di donna + uomo+ donna = bambino. Caro Direttore, questa è tematica da ricerca di frontiera scientifica che indaga, fino ad oggi inanemente, sull’arcano enigma della vita così come ci è stato consegnato da miliardi di anni. L’insidia velenosa portata al vetusto ordine erotico umano della procreazione è follia zarathustriana ed è immane sfida prometeica all’infinito ed inusitato potere del Creatore che, col suo alito, ha dato vita e parola anche all’adam di cui si è innamorato. Le sfide della conoscenza sono legittime, ma non hanno fine; altrimenti, la scienza diventerebbe, eo ipso, eretica ed eterodossa, ossia incapace di offrire certezze che sono sempre relative al tempo in cui sono esperite. Il sommo poeta Dante Alighieri ci ammonisce:” State contenti, umana gente al quia, chè, se potuto aveste veder tutto, mestier non era parturir Maria”.

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Domenica 14 Apr, 2019 Mario Palmiero

“In un futuro non specificato la scienza è arrivata al traguardo dell’eugenetica. In laboratorio è possibile creare esseri umani perfetti e sempre più genitori decidono di affidarsi alla scienza per avere figli sani, belli e intelligenti. La discriminazione genetica è reato ma, inevitabilmente, cominciano ad attuarsi processi di distinzione genetica che dividono gli individui tra validi e non validi, ossia quelli nati con geni naturali: i primi sono ai vertici della società mentre i secondi sono relegati a svolgere lavori umili”. Questa è la trama di “Gattaga”, film di fantascienza del 1997 che, a quanto pare, ha semplicemente anticipato uno scenario sociale non fantascientifico - come nelle intenzioni dell’autore - ma futuribile, e nemmeno tanto avanti nel tempo visti gli enormi passi avanti fatti dalla scienza biomedica negli ultimi 20 anni. Il post del Direttore Pariota questa volta si è soffermato su un argomento che mette insieme scienza, etica, società e - non ultimo per chi ci crede - religione. Insomma robetta… Secondo me questa tecnica non è altro che la versione 2.0 dell’utero in affitto, ma con la differenza che mentre dietro il ricorso ad una madre surrogata potrebbe esserci astrattamente una qualche “scelta d’amore” (anche se nella quasi totalità dei casi si tratta di una scelta che ha ben poco di amorevole e tanto di economico), qui siamo davanti alla calcolata volontà di creare un figlio su misura. E allora quanto ancora prima che si possa decidere se averlo biondo o bruno? Quanto ancora prima che il film diventi realtà? Questo per rimanere su un piano esclusivamente laico e “geneticamente etico”, per così dire. Per chi come me crede, invece, che al mondo ci sia qualcosa di altro ed ulteriore del semplice Mare della Materia, è semplicemente un’aberrazione contro natura.

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