L'Editoriale del Direttore Studenti, la querelle del tempo libero
Sabato 15 Dic, 2018

Studenti, la querelle del tempo libero

Elio Pariota
Elio Pariota
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Compiti a casa per le vacanze. Un ossimoro che risveglia mai sopite polemiche. È giusto darli? O meglio lasciare tempo libero ai nostri ragazzi per coltivare altri interessi? Fa discutere l’invito ai docenti del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a considerare il bisogno di riposo a studenti e famiglie limitando i carichi di lavoro a casa. Studi internazionali sull’argomento rivelano che  -rispetto ai loro coetanei in giro per il mondo - i ragazzi italiani passino in media più tempo a fare i compiti tra le mura domestiche. Poco male. Le medie lasciano il tempo che trovano: non tengono conto ne’ delle differenti condizioni economiche che favoriscono o meno l’applicazione allo studio, ne’ della diversa organizzazione scolastica in uso ai vari Paesi (orari lunghi con disponibilità di mense, spazi per fare sport, eccetera). Tuttavia credo che il Ministro abbia ragione: meno compiti a casa si può. Qui non si tratta di restituire ore allo studente per intontirsi sullo smartphone. E neppure per fargli recuperare quella affettività familiare che è tutta da dimostrare. Qui è in gioco la capacità di un sistema scolastico di mettere in atto percorsi culturali diversificati che risveglino curiosità e interesse. Meglio qualche compito a casa in meno e qualche visita al museo in più.

Commenti
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Sabato 15 Dic, 2018 Gallina Gianluca

Gentile direttore, la nostra città e ricca, anzi ricchissima di storia.Una storia, che non deve assolutamente dimenticata, anzi, valorizzata.Propongo, durante le vacanze, secondo un giusto metro di misura, di andar a riscoprire le proprie origini, attraverso visite guidate a musei e chiese, e altro.Saluti.

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Sabato 15 Dic, 2018 Bruno Bellòò

La scuola, tra l'altro, ha il compito di far crescere nella consapevolezza lo studente. Perchè non pensare nei periodi di vacanza di far riflettere e lavorare "gli studenti" su un argomento d'interesse generale in tutte le scuole della nostra italia, quindi far discutere tutti i giovani su un specifico argomento che dovrebbe essere reso pubblico. Ad esempio, un argomento potrebbe essere: La nostra terra. Se cambiassimo prospettiva e vedessimo la nostra terra, i nostri boschi, i nostri paesaggi, le nostra montagne, le nostre città come dei quadri da esporre, forse presteremmo più attenzione non solo alla loro bellezza, ma soprattutto alla incombente necessità della loro salvaguardia e conservazione. Il mondo è piccolo, fragile, proteggerlo è uno dei nostri doveri e coinvolgere le nuove generazioni è fondamentale.

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Domenica 16 Dic, 2018 Simonetta Zaccara

Gentile Direttore, buongiorno. io ritengo che questo provvedimento lasci il tempo che trova, mi sembra più che altro un ulteriore proclama elettorale ai quali negli ultimi mesi ci siamo abituati. Se l'intento è quello di rivoluzionare la scuola, penso si sia partiti dalla fine invece che dall'inizio. Il Ministro purtroppo non ha detto " vi diamo meno compiti per andare al museo " ma "vi diamo meno compiti per fare ciò che vi pare" , e qual è il messaggio che passa, ancora una volta, , è che la scuola viene sempre in secondo piano, facciamo prima altro, poi forse, se avanza tempo, studiamo. Se penso agli insegnanti di mia figlia i quali chiedono a noi genitori di portare a turno, risme di carta per fotocopie, pennarelli o carta igienica, direi che l'intervento del Ministro mi fa, a dir poco, sorridere. Questo come altri, penso sia un intervento disorganico. Non si capisce quale sia la vera strategia o visione a lungo termine, o se ve ne sia una, sul tema scuola e istruzione, così come su tutto il resto. Se vogliamo che le nuove generazioni siano più coinvolte e consapevoli occorre tornare ad investire nella scuola, non andare nella direzione opposta come si è fatto purtroppo negli ultimi decenni. Il paradosso è, che per poter fare ciò è necessario avere una classe politica a sua volta consapevole e formata, della quale purtroppo siamo orfani proprio per effetto di quelle politiche di riduzione degli investimenti in istruzione e innovazione.

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Sabato 12 Gen, 2019 Kurt

Sono un docente di matematica in un ITIS. Non ho dato compiti per le vacanze, consigliando delle attività da svolgere, differenziate per livello di profitto e metodo di apprendimento personale, mettendo a disposizione la mia piattaforma di e-learning. Gli studenti non hanno fatto nulla, nemmeno i più "meritevoli". Nulla, il vuoto assoluto. Senza obbligo e minacce non faranno mai altro che instupidirsi davanti a spara-spara o Messenger. È una generazione che non merita neppure che si faccia la raccolta differenziata per salvar loro il mondo.

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