Venerdì 23 Ott, 2020

L'Italia del forcone

Elio Pariota
Elio Pariota
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L’Italia terra di assassini e pedofili? Di delinquenti della peggior specie? Certo che no. Eppure – secondo un sondaggio Swg per Huffington Post - sarebbe proprio questa la percezione che il 37% degli italiani (era il 25 % dieci anni fa) ha del proprio Paese. Con tanto di desiderio di metter mano alla pena capitale per regolare i conti con i malfattori.

Sennonché i numeri di un recente studio Eurostat raccontano un altro film. Raccontano che da trent’anni a questa parte gli omicidi siano scesi dai 1800 del 1990 ai 345 del 2018. E raccontano pure che l’Italia è il Paese più sicuro d’Europa con i suoi 0,6 omicidi
ogni centomila abitanti; un’inezia in confronto ai 5,6 della Lettonia, agli 1,7 di Lituania ed Estonia, agli 1,4 della Francia, agli 1,2 dell’Inghilterra…

Nulla da fare: quattro italiani su dieci invocano il forcone. Agnostici al garantismo buonista, soggiogati da paure e insicurezze ancestrali, spalancherebbero volentieri le porte alla barbarie di Stato. Se una buona parte della società attende che il Boia faccia giustizia, siamo messi davvero male.

Commenti
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Domenica 25 Ott, 2020 Vincenzo Merlino

Concordo con il ragionamento dell'amico Mario, ma nella stessa misura non gradirei affatto una sistematizzazione della morte per mano del ns. Stato. Buona settimana. VM

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Sabato 24 Ott, 2020 Mario Palmiero

I dati Eurostat parlano chiaro, non v’è dubbio, ma allora cos’è questo sentimento? Secondo me - e non ci sarebbe da stupirsene - è il frutto di una percezione; la percezione nemmeno tanto ingiustificata dell’impunità e della non certezza della pena. Il pensiero semplice semplice che ne deriva è “se non posso avere giustizia, se non c’è certezza, se le pene sono inadeguate, se il sistema giudiziario è una macchina lenta e farraginosa, se – detta terra terra – denuncio un crimine e il giorno dopo invece che in galera trovo il delinquente fuori la porta di casa, se tutto mi sembra costruito per portare all’impunita allora sai che c’è di nuovo? Meglio morti”.

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