Venerdì 03 Lug, 2020

Quella furia assassina tra le mura domestiche

Elio Pariota
Elio Pariota
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In Italia ogni due giorni si consuma un omicidio in famiglia. Sono 158 quelli verificatisi nel 2019 all’interno della prima cellula sociale: 75 al Nord, 30 al Centro e 54 al Sud.
Le cifre impietose messe nero su bianco dall’Eures restituiscono uno spaccato da brivido: mentre gli omicidi legati alla criminalità organizzata vanno diminuendo, quelli riconducibili alla sfera familiare rappresentano circa la metà del totale.
Di più. Negli ultimi quattro anni - su 682 vittime - due su tre erano donne e una su dieci era minorenne.
Uno sconquasso tra le mura di casa; una tragedia dalle molteplici radici che coinvolge coniugi, conviventi, partner, amanti; una furia assassina – generata da gelosie, tradimenti, morbosità passionali e così via - che miete vittime innocenti (il 6,2% del totale del quadriennio aveva meno di 5 anni).
Ai sociologi l’arduo compito di comprendere cosa stia accadendo nell’ormai obsoleto focolare domestico.
Devastato dalla folle, cieca e violenta pretesa di possesso verso l’altro, figli compresi.

Commenti
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Domenica 05 Lug, 2020 Vincenzo Merlino

Prendersi cura: - Dizionario (etimologia): “interessamento solerte e premuroso per un oggetto, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività: dedicare ogni c. alla famiglia, all’educazione dei figli, ai propri interessi; avere c., prendersi c. di qualcuno o di qualche cosa, occuparsene attivamente, provvedere alle sue necessità, alla sua conservazione: avere c. della propria persona, dei proprî oggetti”. - Filosofia (Heidegger): “L’uomo è l’unico essere capace di prendersi cura del benessere. La sua esistenza non è riducibile a pura presenza, il rimanere a guardare se stessi e il proprio intorno e lasciarsi vivere, l’essenza dell’uomo è possibilità, apertura, ec-sistentia, trascendenza, dono: tutti valori che, solo se realizzati, fanno gustare la felicità di un’esistenza autentica. È proprio dell’uomo quindi, prendersi cura del proprio essere e di quello altrui”. - Scienza dell’educazione (Università degli Studi di Enna): “Atto intenzionale volto a promuovere il perfezionamento, il cambiamento, il miglioramento. La cura è l’azione costituente dell’uomo per la promozione della persona.” - Assistenza (Codice deontologico dell’assistenza infermieristica): “L’assistenza è una professione che si presta per il sollievo della sofferenza e difesa della vita e pone alla tutela della salute. L’infermiere cura l’assistito con dedizione, ma anche con rispetto (ovvero si riconosce l’assistito detentore di diritti) indipendentemente dalle proprie idee politiche o religiose. Il concetto di advocacy (appoggio, difesa) convive nella norma accanto al termine amore.” Prendersi cura degli altri dovrebbe essere un’azione costituente e valorizzante per l’uomo, come sintetizzato dai passaggi di studio di diverse discipline sopra riportati; e, invece, ascoltiamo e assistiamo sempre più a fatti orrendi ed efferati per di più compiuti all’interno delle quattro mura domestiche, negli ospedali, dai vicini di casa, ecc., luoghi e situazioni, cioè, dove ognuno di noi vorrebbe e dovrebbe sentirsi al sicuro, se non proprio amato e protetto. Servono i sociologi, è vero Direttore, ma temo proprio che nel mondo di oggi non bastino. C’è di che ver paura. Buon fine settimana. VM

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Domenica 05 Lug, 2020 Mario Palmiero

Per quanto mostruosi ed efferati, questi comportamenti rientrano comunque nella natura dell’uomo; sì, certamente sono da ricondurre alla sua parte più brutale e crudele, ma sono pur sempre parte di essa. Quello che invece mi lascia assolutamente inorridito e sgomento - e non ne rinvengo traccia in altre specie animali – è la violenza verso i propri figli. Un marito, una moglie, una compagna sono sempre come dire “esterni” a se stessi, ma i figli sono parte di te, come è possibile uccidere la propria carne? Eppure sembra quasi cronaca ordinaria e l’omicidio dei gemellini di Gessate ne è solo l’ultimo esempio, l’ultimo orrore. Non voglio credere che anche questo rientri nella natura umana; preferisco pensare che sia una follia demoniaca. Con buona pace dei sociologi.

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