Venerdì 11 Dic, 2020

Un futuro da cyborg

Elio Pariota
Elio Pariota
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La ricerca dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma e del Politecnico delle Marche è scioccante: trovate tracce di microplastiche nella placenta umana. L’analisi sulla placenta di sei donne sane – tra i 18 e i 40 anni – ha evidenziato particelle di materiale artificiale grandi come un batterio.

Frammenti di smalto per unghie, di creme per il viso avvolgono il feto alterando con molta probabilità il sistema immunitario. Un dramma. Dunque che ne sarà dei nostri nipoti? Saranno ancora umani oppure le entità inorganiche che contaminano le cellule produrranno bambini cibernetici?

Non abbiamo più tempo. O si dichiara guerra totale alle microplastiche, o ci aspetta un futuro da cyborg.

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Domenica 13 Dic, 2020 Mario Palmiero

Ci puoi scommettere che non accadrà, amico Merlino. Chi potrebbe fare qualcosa adesso pensa ad altro, al guadagno del momento, alla sua vita e ai suoi interessi, tanto, “se accadrà qualcosa sarà tra molti anni”. E invece non è tra molti anni ma desso, e certe cose che sembrano sempre lontane e vaghe, improvvisamente non lo sono più quando poi ti colpiscono direttamente. Come la malattia, anzi, “LA Malattia”, che ti prende dalla sera alla mattina e non capisci come, non capisci perché, non capisci perché a te; che porta via genitori ai figli e figli ai genitori, come fosse una punizione divina. Ma non c’è nulla di divino. Forse non possiamo dire che anche le malattie cui siamo tutti esposti non sono che la conseguenza di quello che respiriamo, di quello che mangiamo, di quello che beviamo? E questa non è una cosa che “succederà tra tanti anni”. Pensiamo già solo al ciclo alimentare per confermare - purtroppo - quanto evidenzia il Direttore e dimostrare che non basta eviscerare il pesce, amico Merlino. L’acqua, ad esempio. Il concetto che le microplastiche e le nanoplastiche fossero presenti nei mari è da qualche tempo entrato nell’immaginario collettivo, pensando però agli oceani lontani come nel caso del “Pacific Trash Vortex” che hai richiamo. Ma le microplastiche e le nanoplastiche sono ubiquitarie nei mari, nei fiumi e nei laghi di tutto il mondo, compresa l’Italia. Un recente studio ha evidenziato che i tre laghi subalpini, lago Maggiore, Iseo e Garda risultano considerevolmente contaminati da microplastiche, costituite prevalentemente da polietilene, polistirene e polipropilene. È ben documentato in letteratura che le microplastiche e le nanoplastiche sono in grado di entrare nel ciclo dell’acqua, poiché vengono trasportate dalle nubi che, condensando, precipitano al suolo sotto forma di pioggia o neve o altro. Le dimensioni così ridotte permettono loro di penetrare negli strati più profondi del terreno e di raggiungere le falde acquifere; a questo punto, entrano nelle nostre case come acqua potabile, sia in quella del rubinetto, sia in quella imbottigliata. Una volta ingerite, le particelle di plastica hanno la capacità di attraversare gli spazi intercellulari dell’epitelio intestinale o mediante altri meccanismi di trasporto ancora poco noti, e di accumularsi nei linfonodi o in altro organi con conseguenza tossicologiche scientificamente ancora poco studiate ma, credo, di facile intuizione… Il domani è già oggi; e non è lo spot di una qualche tecnologia avveniristica. È l’allarme del Pianeta.

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Domenica 13 Dic, 2020 Vincenzo Merlino

Scampi alla griglia in plastica, zuppa di scorfano alla plastica, acciughe e sgombri al forno con plastica; dallo studio dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) e dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (IAS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova, già è emersa questa triste e pericolosa contaminazione di micro-plastiche, esaminando oltre 300 organismi rappresentativi di diverse specie di pesci e invertebrati consumati abitualmente sulle nostre tavole come cozze, scampi, scorfani, acciughe e sgombri, anche se dallo stesso studio pare che la plastica non ce la mangiamo in quanto si concentra nell’intestino e il pesce abitualmente lo consumiamo eviscerato, ma da ciò che emerge dal suo post, Direttore, forse non è così?!? E poi come dimenticarci del Pacific Trash Vortex, ovverosia dell’enorme chiazza di immondizia del Pacifico grande come un'isola creata dal continuo accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) la cui estensione non è ben nota, ma che le stime indicano dai 700.000 km² a più di 10 milioni di km² (cioè da un'area più grande della Penisola iberica a un'area più estesa della superficie degli Stati Uniti), formatasi a partire dagli anni ‘80 per l'incessante inquinamento da parte dell'uomo e dall'azione della corrente oceanica Vortice subtropicale del Nord Pacifico? E non vogliamo parlare dell'emergenza climatica (novembre 2020 il mese più caldo di sempre) e degli eventi atmosferici sempre più incessanti ed estremi (oggetto quest'ultimi di danni e tristi cronache italiche proprio nei giorni appena passati). Da tutto ciò dovremmo imparare una buona volta del tutto che è ora di re-ingegnerizzare su scala globale il nostro modello socio-economico-industriale. Chissà se i soliti noti, sulla scia dei profitti forsennati (ma che ci faranno con tutti 'sti soldi accumulati...) saranno d'accordo: più che a un futuro da cyborg, appunto, dovremmo tendere a mio modesto avviso ad un futuro più green (ma veramente e senza ipocrisie, capziosità e interessi individuali). Ma purtroppo temo proprio che non accadrà…Buona settimana. VM

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