Studio Erasmus in piena emergenza Covid: la testimonianza di Giorgio Raniolo
Lunedì 27 Lug, 2020

Erasmus in piena emergenza Covid: la testimonianza di Giorgio Raniolo

Redazione
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Una nuova testimonianza che ci è stata inviata da Giorgio Raniolo, studente in scienze motorie che ha svolto una mobilità Erasmus per studio in Romania presso l’Università di Craiova, da febbraio a giugno 2020.

La partenza e i primi giorni a Craiova

Era Febbraio 2020 e stavo ultimando i preparativi per lasciare la mia città e trasferirmi in Romania fino alla fine del semestre. Mi sentivo carico e agitato.
Avevo sentito parlare bene degli scambi Erasmus e le mie aspettative erano molto alte: sapevo di andare ad affrontare un’avventura fantastica.

I primi giorni a Craiova sono stati molto pieni ed intensi.
Ricordo che arrivai di domenica e, non appena entrai nel dormitorio studentesco dove avrei alloggiato, fui fermato da un ragazzo che andava di fretta e che, vedendomi, mi chiese se fossi io il nuovo ragazzo Erasmus. Risposi di sì e, dopo esserci presentati, mi incoraggiò a sbrigarmi a lasciare le valigie perché “gli altri” ci stavano aspettando.
Ebbene, tutti gli studenti in mobilità a Craiova dal primo semestre, informati dell’arrivo di nuovi studenti come me, si erano adoperati per organizzare una grigliata di benvenuto all’interno di un parco attrezzato.
La mia timidezza e la scarsa fiducia sul mio livello di Inglese non mi impedirono di conoscere ragazzi da tutte le parti del mondo e di passare una giornata emozionante. Ero partito col piede giusto.
Conversare ed esprimersi in un'altra lingua, relazionarsi con altre culture, usanze e diversi modi di vedere la vita è stata la parte fondamentale della mia esperienza.

La Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Craiova che mi ha accolto si è rivelata molto seria e preparata ad assistere studenti stranieri, proponendomi laboratori pratici oltre che a fornirmi del materiale di studio ad-hoc.
E’ stato molto bello e interessante frequentare i laboratori perché sono stato coinvolto in attività ludico-sportive e attività adattate per persone affette da sindrome di Down. Sono riuscito pure a seguire un allenamento della celebre squadra di pallamano femminile di Craiova, affiancando il noto allenatore Bogdan Burcea.

La voglia di continuare nonostante l'emergenza

Purtroppo, dagli inizi di Marzo, con l’avvento del Covid, la situazione era destinata a cambiare.
Non appena entrò in vigore il lockdown, le scuole, le università e quasi tutte le attività commerciali iniziarono a chiudere. Molti studenti lasciarono il dormitorio per tornare alle proprie case nei loro paesi e nel giro di poche settimane ci ritrovammo dimezzati.
Durante quelle settimane non ho comunque perso gli stimoli che mi spingevano a rimanere, non c’era ragione di tornare e lasciar perdere tutto anche perché sarebbe stato rischioso viaggiare.
Ho sfruttato il mio tempo dedicandomi più allo studio e organizzando sempre qualcosa di diverso con gli altri ragazzi, nei limiti del possibile.

Arrivò Giugno, la mia esperienza stava per concludersi; gli ultimi esami online e si iniziava a pensare al rientro in Italia, tuttavia, la Romania aveva risposto bene alla pandemia e la situazione stava migliorando.
Appena sapemmo che il traffico ferroviario avrebbe riaperto a scopi turistici, io e gli “ultimi superstiti” decidemmo di spendere i nostri ultimi giorni insieme in giro per il paese, nel rispetto delle norme sanitarie in vigore.

Mi ritengo fortunato ad aver vissuto questa esperienza, così come è stata, seppur durante questo periodo di emergenza mondiale. Porterò sempre nel cuore la Romania e le persone stupende che ho conosciuto.

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