Corso di Alta Formazione in “cure complementari e palliative: pratica delle terapie ossidative con o2 pl in collaborazione con: istituto internazionale barco (ricerca e terapie ossidative)

Descrizione

Cenni sulla terapia con Ossigeno Poliatomico Liquido®

Il metodo consiste in una somministrazione parenterale di una miscela acquosa (100 cc), dove l’acqua per soluzioni iniettabili svolge funzione di solvente per una miscela allotropica dell’ossigeno in fase gassosa, ottenuta attraverso un generatore di ozono. Per questo fino al 2001 la terapia era indicata come Ozono Liquido (cartella 1). In seguito tecniche qualitative chimiche più precise ed accurate dimostrarono che l’ozono liquido non solo era privo di ozono, ma conteneva discrete quantità di ione superossido (O2-) insieme a tracce di altri ROS (Specie Altamente Reattive dell’Ossigeno). Alcuni chimici in base alla sua fase liquida e alla sua peculiare attività chimica ionica presente a bassissime temperature, la indicarono col termine di Ossigeno Poliatomico Liquido®, per poi passare per motivi pratici all’acronimo (OPL®).

La somministrazione di OPL® è di tipo endovenosa e in alcuni casi intramuscolari come nel caso delle ulcere degli arti inferiori. La somministrazione endovenosa di OPL® è effettuata attraverso le vene del braccio (è auspicabile l’uso della vena basilica) utilizzando aghi molto sottili di 25 G. La somministrazione endovenosa di 100 cc di OPL® non supera i 1200 ml/h ed è regolata attraverso una macchina peristaltica o a nastro, inoltre la stessa macchina è dotata sia di rivelatore di microbolle che di pressione della miscela da iniettare. La procedura di somministrazione richiede i normali accorgimenti antisepsi consigliati dalle linee guida vigenti, tuttavia la miscela OPL® non produce rischi infettivi in quanto è di per sé dotata di attività antifunginea, antibatterica ed antivirale, caratteristiche queste utilizzate per la terapia di questi stati infettivi.

Il CNR di Pisa più volte ha intrapreso studi qualitativi sulla presenza di ROS nella miscela OPL®,  in cartella 2, redatta dal CNR di Pisa, sono elencati tutti i sistemi chimici utilizzati per evidenziare sia la presenza che la misurazione dello ione superossido presenti nella miscela OPL®, dimostrando che il radicale libero più rappresentato nella miscela OPL® è l’anione paramagnetico superossido (O2-), mentre altri ROS sono presenti in tracce.

Sempre nella cartella 2 è descritta la macchina produttrice della miscela OPL®. Essa è composta da due tecnologie già esistenti e ancora in opera nelle terapie umane. La prima tecnologia è il generatore di miscela allotropica dell’ossigeno in uso per l’ozono-terapia, costituita da tubi di scarica tipo Siemens, la seconda è la pompa peristaltica o a nastro, in uso per la somministrazione di liquidi o farmaci per via parenterale. A tal proposito, presso l’Istituto di Farmacologia di Pisa, sono stati testati i materiali plastici quando vengono in contatto sia con la miscela allotropica gassosa dell’ossigeno e sia con la miscela OPL® (cartella 3), dimostrando che il contatto con i tubi, costituiti da PVC e con i filtri semipermiabili in polisulfone (punto di contatto tra acqua per soluzioni iniettabili e miscela gassosa allotropica), non induce alcun rilascio di ftalati o altri materiali plastici potenzialmente dannosi.Lo ione superossido può essere quantitativamente rilevato attraverso un sistema rilevatore microgrammi/potenziale redox, tuttavia si preferisce una miscela acquosa satura contenete 0,5 g/litro di ione superossido, rendendo così facilitata la quantità di ione superossido somministrato. Lo ione superossido (O2-) a differenza dell’ossigeno molecolare (O2) non ha bisogno del mezzo di trasporto emoglobina-sangue, ma è in grado di diffondere attraverso i liquidi biologici, fenomeno definito “sciame ionico”, raggiungendo tutti i tessuti e penetrando le cellule anche in assenza di una adeguata circolazione sanguigna o microcircolatoria. Questo tipo di ossigenazione mediante superossido (O2-) a livello microvasculotissutale può essere chiaramente documentata e valutata mediante l’uso del laser Doppler e il Transcutaneo, misurando sia la risposta venulare ed arteriolare, che la Tensione transcutanea di O2 e CO2 nei tessuti. Più volte, presso l’Università di Pisa, nel laboratorio di biologia molecolare dell’Università di Medicina del Prof. Mario Petrini, ora Preside della stessa Facoltà, sono stati effettuati  i test in vitro di tossicità della miscela OPL® (in cartella 4), gli ultimi test di tossicità in vitro della miscela OPL® dimostrando sia l’assoluta mancanza di tossicità sulle cellule e sia l’assoluta mancanza di potenza cancerogena. Studi in vivo, su pazienti oncologici, hanno dimostrato che la somministrazione in continuo (24/24) di OPL®, della durata anche di mesi, ottenuta mediante elastomero e/o pompa collegata ad un catetere venoso centrale, oltre a potenziare l’effetto della chemioterapia, non presentava nessun effetto collaterale (cartella 5). In seguito, nel 07.04.2010 con il verbale del Comitato Etico Centrale (CEC) della Fondazione Salvatore Maugeri con N° Archivio 627 CEC e con il protocollo “valutazione di efficacia dell’infusione venosa Ossigeno-Ozono Liquido in pazienti affetti da neoplasie in fase avanzata non più responsive a trattamenti eziologici, Approva/Parere Favorevole. Approva la sperimentazione in base alla documentazione ricevuta in data 17.03.10, approvava la sperimentazione con OPL® Cartella 6. La terapia radicalica paramagnetica con OPL, benché si basi sulla somministrazione endovenosa, non si avvale del trasporto emoglobinico, ma attraverso la costituzione di uno “sciame ionico” di ioni superossido (O2-) è in grado di diffondere in tutti i tessuti, anche quelli completamente esclusi dal sistema vascolare e, penetrando  nelle cellule, sollecita i normali sistemi ossidativi mitocondriali implicati nella produzione di energia, come la fosforilazione ossidativa, che in particolari stati patologici, (non ultime le cellule neoplastiche), sono considerevolmente rallentati se non bloccati Liquido® in campo medico è dettato da due considerazioni generali, una basata sul fatto che lo ione ha effetti diretti e indiretti sul metabolismo ossidativo cellulare e l’altra sul fatto che ha effetti biologici ben valutabili. Alcuni studi in vivo hanno dimostrato che oltre alla totale assenza di effetti collaterali, l’OPL®  rappresenta un buon coadiuvante nelle normali terapie consigliate dalle linee guida vigenti, senza sostituirle. (cartella 7). In questi ultimi mesi in alcuni Paesi, una volta riconosciuta in vitro l’attività antiproliferativa dei  ROS (Specie Altamente Reattive dell’Ossigeno) si sta passando, con varie tecniche di generazione di ROS, al loro utilizzo in vivo per la cura di alcuni particolari neoplasie con risultati confortanti. 

Finalità

Pertanto la terapia radicalica ossidativa con OPL® è indicata in tutti gli stati patologici che richiedono un maggiore apporto di ossigeno nelle cellule. L’uso della terapia ossidativa con Ossigeno Poliatomico Liquido® in campo medico è dettato da due considerazioni generali, una basata sul fatto che lo ione ha effetti diretti e indiretti sul metabolismo ossidativo cellulare e l’altra sul fatto che ha effetti biologici ben valutabili. Alcuni studi in vivo hanno dimostrato che oltre alla totale assenza di effetti collaterali, l’OPL®  rappresenta un buon coadiuvante nelle normali terapie consigliate dalle linee.

Strumenti didattici

Una volta perfezionata l’iscrizione, il corsista riceve le credenziali necessarie per accedere alla piattaforma telematica, dove potrà ritrovare tutti gli strumenti didattici elaborati a sua disposizione:

  • Lezioni video on-line;
  • documenti cartacei appositamente preparati;
  • bibliografie;
  • sitografia (link di riferimento consigliati dal docente per
  • approfondimento);
  • test di valutazione.

Titoli per l'ammissione

Laurea in Medicina, Laurea in Infermieristica