Master in Medicina legale: il danno alla persona nei suoi aspetti medico-legali e giuridici

Finalità

Il Master si propone di fornire una preparazione altamente qualificata in un contesto in cui la formazione curriculare prevista dai vari corsi di laurea è ad oggi per lo più orientata alla conoscenza dei soli principi generali del danno alla persona.
Il corso prevede infatti l'approfondimento della specifica tematica, indispensabile per operare in un settore caratterizzato - specie in questi ultimi anni - da una costante evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale e per la massima interazione tra le scienze mediche e giuridiche. Attraverso l'acquisizione dello specifico bagaglio culturale derivante dall'offerta didattica teorico/pratica - con apporto multidisciplinare - che caratterizza il percorso formativo del Master, i corsisti potranno maturare quella qualificazione tecnica oggi imprescindibile per chi quotidianamente deve risolvere problemi relativi alla valutazione del danno alla persona nei vari ambiti, ivi compreso quello della responsabilità professionale medica.
I professionisti così formati potranno quindi esprimere le competenze acquisite in ambito giudiziario e assicurativo nei confronti di enti pubblici e privati quali: Autorità Giudiziaria, INAIL, ASP, Unità di risk management ospedaliere e universitarie, compagnie di Assicurazione, soggetti privati, ecc.; ed in particolare espletare: attività medico-legali peritali e di consulenza tecnica d'ufficio e di parte, arbitrati, attività di mediazione e di consulenza ed assistenza legale nello specifico settore, attività nei processi di liquidazione del danno.
 

Strumenti didattici


 

Titoli per l'ammissione

Sono richiesti i seguenti titoli di ammissione:

  • diploma di laurea quadriennale del previdente ordinamento;
  • diploma di laurea triennale e/o laurea magistrale;

Ai sensi e per gli effetti dell’Art 1, punto 10 della Legge 08 gennaio 2002, n. 2, al corso possono essere ammessi anche coloro che sono in possesso di diplomi, conseguiti in base alla normativa precedente, dagli appartenenti alle professioni sanitarie di cui alle leggi 26 febbraio 1999, n. 42, e 10 agosto 2000, n. 251 e 01 febbraio 2006 n. 43, che risultino iscritti all’albo professionale, ove previsto.