Università Prendere una seconda laurea lavorando: come gestire studio e lavoro
Mercoledì 15 Apr, 2026

Prendere una seconda laurea lavorando: come gestire studio e lavoro

In breve:

  • Come gestire studio e lavoro: consigli pratici su come organizzare il tempo, costruire una routine sostenibile e portare avanti gli esami senza sacrificare la tua vita professionale.

  • Quanti CFU puoi recuperare dalla prima laurea: spieghiamo come funziona il riconoscimento dei crediti già acquisiti e in quali casi puoi ridurre il numero di esami da sostenere per il secondo titolo.

  • Quali sbocchi professionali apre una seconda laurea: dal cambio di carriera all’accesso a nuovi concorsi pubblici, vediamo perché sempre più lavoratori scelgono di investire in un secondo percorso universitario.

  • Come cambia il tuo punteggio nelle graduatorie: se stai puntando alla scuola o alla pubblica amministrazione, capirai quanto vale concretamente un secondo titolo in termini di punti. 

Hai già una laurea e un lavoro, ma senti che ti manca qualcosa? un titolo diverso, nuove competenze, o magari più punti in graduatoria. Prendere una seconda laurea lavorando è una scelta sempre più comune, e non è così impossibile come potrebbe sembrare.

La sfida vera non è solo scegliere il corso giusto, ma capire come organizzarsi per portare avanti studio e lavoro senza sacrificare né l’uno né l’altro.

Prendere la seconda laurea lavorando: le sfide da superare

Chi lavora a tempo pieno sa bene che le ore nella giornata non bastano mai, ma con la giusta organizzazione, si può fare.

La prima cosa da accettare è che dovrai conciliare studio e lavoro, non potrai studiare come un universitario tradizionale: dovrai trovare “il tuo passo” e un ritmo sostenibile, distribuire il carico di studio nel tempo e imparare a sfruttare ogni finestra disponibile.  

Organizza il tempo in modo realistico

Prima di iscriverti, analizza la tua settimana tipo: quante ore puoi davvero dedicare allo studio? È meglio pianificare 8-10 ore settimanali e rispettarle, che promettere 20 ore e non mantenerle.

Alcuni strumenti per provare a rispettare la tua routine di studio settimanale come studente lavoratore sono: 

  • Un calendario condiviso tra impegni lavorativi e sessioni di studio

  • App di time tracking per monitorare il tempo realmente dedicato allo studio

  • Un piano semestrale con le date degli esami segnate in anticipo 

Scegli un percorso flessibile

Non tutti i corsi di laurea si adattano allo stesso modo a chi lavora: è meglio prediligere programmi di studio che permettano di organizzare lo studio in autonomia, con materiali accessibili online e sessioni d’esame distribuite nel corso dell’anno. 

Università come UniPegaso offrono sedi d’esame in tutta Italia: puoi trovare maggiori informazioni sulle sedi disponibili, così puoi organizzarti in base alla tua città e ai tuoi impegni. Per saperne di più visita la pagina delle sedi UniPegaso.

Comunica con il tuo datore di lavoro

In molti casi, i datori di lavoro sono favorevoli alla formazione continua dei dipendenti. Parlarne apertamente può aprire le porte a permessi studio, alcuni dei quali sono previsti e dall’art. 46 del CCNL, orari flessibili o persino a forme di sostegno economico.

Gestisci lo stress con metodo

Studiare e lavorare insieme può essere particolarmente impegnativo se non si gestisce bene il confine tra le due sfere. Stabilisci orari precisi per lo studio, rispetta i momenti di riposo e non sottovalutare l’importanza di staccare ogni tanto. La costanza nel lungo periodo vale più di qualsiasi maratona notturna sotto esame. 

Quali CFU vengono riconosciuti quando vuoi prendere una seconda laurea?

Uno dei vantaggi concreti di avere già una laurea è la possibilità di far valutare i CFU (Crediti Formativi Universitari) già acquisiti. Questo significa che, in molti casi, non dovrai ripartire da zero.

Il riconoscimento dei CFU è disciplinato dai regolamenti dei singoli atenei e dipende dalla coerenza tra il piano di studi precedente e quello del nuovo corso. Non esiste una regola universale: ogni caso viene valutato individualmente dalla commissione didattica dell’università. 

Come funziona il riconoscimento in pratica

Quando presenti domanda di iscrizione a un secondo corso di laurea, puoi richiedere la valutazione dei CFU già acquisiti. L’ateneo esaminerà il tuo libretto universitario e deciderà quali esami sono riconoscibili in base a:

  • La coerenza tematica tra il vecchio e il nuovo corso di studi

  • Il numero di CFU dell’esame e il settore scientifico-disciplinare

  • I contenuti del programma d’esame sostenuto

In termini pratici, questo vuol dire che se, ad esempio, hai già sostenuto esami di Diritto Privato, Economia Politica o Psicologia Generale, ci sono buone probabilità che vengano riconosciuti in un secondo percorso affine. Più è simile l’ambito disciplinare, maggiore è la possibilità di riconoscimento. 

Prendere una seconda laurea triennale o magistrale: cambia qualcosa?

Se punti a una seconda laurea triennale, puoi ottenere il riconoscimento degli esami equivalenti già sostenuti. Se invece vuoi conseguire una laurea magistrale (e hai già una triennale), il processo di ammissione tiene conto dei CFU del percorso triennale ai fini dei requisiti di accesso.

In ogni caso, è preferibile contattare direttamente l’ateneo per una valutazione personalizzata. Puoi farlo facilmente attraverso il servizio di orientamento: per un quadro preciso sulla tua situazione.

Prendere una seconda laurea lavorando: le opportunità professionali 

Prendere una seconda laurea lavorando non è solo una questione accademica: è una mossa strategica per la tua carriera. Che tu voglia cambiare settore, avanzare nella tua professione attuale o accedere a concorsi pubblici con requisiti specifici, un secondo titolo può fare una differenza concreta. 

Cambio di carriera o ampliamento delle competenze

Sempre più professionisti scelgono una seconda laurea per spostarsi in un ambito diverso da quello in cui hanno iniziato. Ad esempio, un ingegnere che si laurea in Psicologia del Lavoro, un economista che ottiene una laurea in Scienze dell’Educazione, un informatico che completa un percorso in Giurisprudenza: sono tutti esempi reali di persone che hanno usato il secondo titolo per allargare il proprio orizzonte professionale.

Le aree più richieste per una (seconda) laurea sono:

  • Scienze dell’educazione e della formazione

  • Psicologia e scienze cognitive

  • Economia e management

  • Giurisprudenza e scienze giuridiche

  • Comunicazione e marketing

Accesso ai concorsi pubblici e abilitazioni professionali

In molti ambiti, in particolare nella scuola, nella pubblica amministrazione e nella sanità, il titolo di studio richiesto per partecipare a determinati concorsi o per ottenere specifiche abilitazioni è ben preciso. Una seconda laurea può essere la chiave per aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse.

Ad esempio, per insegnare in determinate materie nelle scuole secondarie, è necessario avere una laurea magistrale nella disciplina corrispondente alla classe di concorso. Chi ha una prima laurea in un ambito diverso potrebbe aver bisogno di un secondo percorso per soddisfare questo requisito.

A questo punto ci si potrebbe chiedere “con la seconda laurea come cambia il punteggio nelle graduatorie?” Nelle graduatorie per l’insegnamento (GPS e GaE), il punteggio tiene conto del voto di laurea, dei titoli accademici aggiuntivi e dei servizi svolti. Una seconda laurea magistrale può portare punti aggiuntivi, soprattutto se è coerente con la classe di concorso per cui ti iscrivi in graduatoria.

Nelle graduatorie della pubblica amministrazione, invece, ogni bando ha i propri criteri: in alcuni casi il secondo titolo viene valutato come titolo aggiuntivo, in altri è il titolo principale che conta. È sempre fondamentale leggere con attenzione il bando di riferimento e, eventualmente, valutare una seconda laurea ad esempio in economia. 

In linea generale, avere più titoli di studio aumenta la tua competitività nei concorsi, soprattutto quando si compete in ambiti affollati. Il voto finale della seconda laurea ha lo stesso peso di quello della prima, quindi vale la pena puntare a un risultato di qualità.

Perché scegliere un percorso su misura per chi lavora

Prendere una seconda laurea mentre si lavora non è una corsa ad ostacoli, è una maratona che si vince con la giusta preparazione. La chiave è trovare un percorso che si adatti alla tua vita, non il contrario.

UniPegaso offre percorsi di laurea triennale e magistrale pensati anche per chi ha già una vita lavorativa strutturata. Con sedi d’esame in tutta Italia e un sistema di studio flessibile, puoi costruire il tuo piano di studi in base ai tuoi impegni reali.

Se vuoi capire qual è il percorso più adatto a te, inclusi i possibili riconoscimenti di CFU e le agevolazioni economiche disponibili, il primo passo è parlare con un esperto. Richiedi informazioni e scopri come costruire il tuo percorso verso la seconda laurea. 

FAQ

È possibile prendere una seconda laurea magistrale lavorando?

Sì, assolutamente. Molte persone conseguono una laurea magistrale mentre lavorano, specialmente quando il percorso è organizzato in modo flessibile. Scegliere un ateneo che permetta di gestire il percorso in autonomia permette di conciliare impegni lavorativi e di studio. Atenei come UniPegaso sono strutturati proprio per rispondere a questa esigenza. 

Quali sono i requisiti per iscriversi a una seconda laurea?

Per iscriversi a un secondo corso di laurea triennale, di norma basta essere in possesso del diploma di maturità (o di una laurea triennale già conseguita, che può portare al riconoscimento di CFU). Per una seconda laurea magistrale, è necessario avere già una laurea triennale o magistrale e soddisfare i requisiti curriculari previsti dal corso a cui ci si vuole iscrivere. Ogni ateneo può avere criteri specifici, quindi è sempre consigliabile verificare direttamente. 

Il voto della seconda laurea conta quanto quello della prima nelle graduatorie?

In genere sì. Nelle graduatorie pubbliche, sia quella della scuola che quelle di altri concorsi, il voto di laurea viene calcolato allo stesso modo indipendentemente dal fatto che si tratti del primo o del secondo titolo. Ciò che cambia è il punteggio totale attribuito al titolo, che dipende dal bando specifico. In alcuni casi, un secondo titolo viene valutato come titolo aggiuntivo con un punteggio autonomo. 

Ci sono agevolazioni economiche per chi vuole prendere una seconda laurea?

Sì, esistono diverse forme di agevolazione, che variano in base all’ateneo, alla situazione reddituale e al tipo di percorso scelto. Ti consigliamo di contattare il servizio di orientamento per avere un quadro completo sulle opzioni disponibili nel tuo caso.