Università Carriera in etica dell'intelligenza artificiale: le opportunità lavorative e i settori di impiego
Mercoledì 11 Feb, 2026

Carriera in etica dell'intelligenza artificiale: le opportunità lavorative e i settori di impiego

In breve:

  • L'etica dell'intelligenza artificiale si occupa di garantire che i sistemi AI siano sviluppati e utilizzati in modo trasparente, equo e rispettoso dei diritti fondamentali.

  • Per lavorare in questo settore servono competenze tecniche (programmazione, machine learning), competenze umanistiche (filosofia, diritto) e soft skills comunicative.

  • I settori di impiego spaziano dalle aziende tecnologiche alla pubblica amministrazione, dalla sanità alla finanza, dalla consulenza alla ricerca.

  • Le principali figure professionali sono l'AI Ethicist, il Data Ethicist e l'AI Ethics Officer. 

Che cos'è l'etica dell'intelligenza artificiale?

L'etica dell'intelligenza artificiale è un campo multidisciplinare che studia le implicazioni morali, sociali e legali dell'AI per garantire che i sistemi intelligenti siano sviluppati e utilizzati in modo responsabile. Si tratta di applicare principi etici fondamentali al contesto specifico delle tecnologie AI, affrontando questioni come il bias algoritmico, la privacy dei dati, la trasparenza dei processi decisionali e la responsabilità nelle scelte automatizzate.

Secondo l'IBM, l'etica dell'AI è un framework che guida data scientist e ricercatori a costruire sistemi di AI in modo etico, a beneficio della società nel suo complesso. Sono quattro i principi fondamentali su cui si basa: trasparenza, equità e non discriminazione, privacy e sicurezza dei dati e responsabilità. 

Trasparenza

I sistemi AI devono operare in modo comprensibile, evitando il fenomeno della "scatola nera". Utenti e parti interessate devono poter capire come e perché un algoritmo prende determinate decisioni. Questo principio è essenziale per costruire fiducia e identificare eventuali errori o discriminazioni. 

Equità e non discriminazione

L'AI deve operare senza perpetuare o amplificare bias storici. Ad esempio, un sistema di selezione del personale, se addestrato su dati che riflettono discriminazioni, rischia di riprodurre e amplificare questi pregiudizi. L'obiettivo è garantire che tutti gli individui siano trattati in modo giusto, indipendentemente da attributi sensibili come etnia, genere, età o religione.

Privacy e sicurezza dei dati

Con l'AI che elabora enormi quantità di informazioni personali, la protezione dei dati diventa prioritaria. Lo sviluppo etico richiede misure robuste per salvaguardare le informazioni sensibili e rispettare normative come il GDPR.

Responsabilità (Accountability)

Deve essere sempre chiaro chi è responsabile delle decisioni prese da un sistema AI. Questo principio richiede che tutte le fasi del ciclo di vita di un sistema – dalla progettazione all'implementazione – siano soggette a controllo rigoroso e verificabile.

Le questioni etiche dell’intelligenza artificiale

Le questioni etiche principali che un esperto di AI deve affrontare sono: 

  • il bias algoritmico (quando i dati di addestramento contengono pregiudizi)

  • l'impatto sul lavoro (automazione e disoccupazione tecnologica)

  • la manipolazione dell'informazione (deepfake e disinformazione)

  • le decisioni in contesti critici come sanità e giustizia, dove le conseguenze di errori possono essere gravi.

Con l'approvazione del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), entrato in vigore nell'agosto 2024, l'Unione Europea ha stabilito il primo quadro normativo completo al mondo per l'intelligenza artificiale, classificando i sistemi AI per livello di rischio e imponendo obblighi specifici per garantire sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali. 

Cosa fa un esperto di etica dell'intelligenza artificiale?

Un esperto di etica dell'intelligenza artificiale svolge un lavoro che combina analisi tecnica, riflessione filosofica e gestione organizzativa. Garantisce che i sistemi AI siano sviluppati e utilizzati in modo etico, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Nel dettaglio, le attività quotidiane possono includere:

  • Analisi e valutazione dei sistemi AI: esamina algoritmi, modelli e dataset per individuare potenziali bias, discriminazioni o rischi per la privacy. Utilizza strumenti di auditing e test di fairness per misurare l'equità dei risultati prodotti dall'AI.

  • Sviluppo di framework etici: collabora con team tecnici e legali per creare linee guida, policy aziendali e procedure operative che integrino principi etici nello sviluppo AI. Questo include la definizione di criteri di stop per progetti che presentano rischi eccessivi.

  • Conduzione di impact assessment: prima del lancio di nuovi prodotti o servizi basati su AI, conduce valutazioni d'impatto etico e sociale per identificare potenziali conseguenze negative. 

  • Formazione e sensibilizzazione: organizza workshop e sessioni formative per dipendenti, sviluppatori e manager per diffondere la consapevolezza sull'importanza dell'etica nell'AI e sulle best practice da adottare.

  • Monitoraggio e audit continuo: i sistemi AI evolvono nel tempo attraverso il machine learning, quindi è necessario un controllo costante delle loro performance etiche. L'esperto verifica che non emergano nuovi bias e che i sistemi continuino a rispettare gli standard stabiliti.

  • Gestione della compliance normativa: con l'entrata in vigore dell'AI Act europeo, assicura che l'organizzazione rispetti gli obblighi previsti dalla normativa, documenta i processi decisionali e prepara la documentazione per eventuali audit esterni. 

  • Mediazione tra stakeholder: facilita il dialogo tra team tecnici, management, utenti finali ed enti regolatori, traducendo concetti etici complessi in linguaggio accessibile e viceversa.

Quali competenze servono per lavorare nell'etica dell'AI?

Per eccellere nel campo dell'etica dell'intelligenza artificiale serve un mix unico di competenze tecniche, umanistiche e trasversali. 

Competenze tecniche

  • Conoscenze informatiche di base: non serve essere programmatori esperti, ma è essenziale comprendere come funzionano gli algoritmi di machine learning, le reti neurali e i processi di addestramento dei modelli AI. Linguaggi come Python e framework come TensorFlow possono essere utili.

  • Data science: capacità di analizzare dataset, identificare bias nei dati e comprendere come i dati di training influenzano i risultati dell'AI. Familiarità con strumenti di data visualization e tecniche di auditing algoritmico.

  • Intelligenza artificiale e machine learning: comprensione dei principali modelli (supervised learning, unsupervised learning, reinforcement learning), delle loro applicazioni e dei loro limiti. 

  • Cybersecurity e privacy: nozioni su crittografia, protezione dei dati, conformità GDPR e tecniche di anonimizzazione. Comprensione dei rischi legati alla sicurezza informatica nei sistemi AI.

Competenze umanistiche ed etiche

  • Filosofia ed etica applicata: solida conoscenza delle principali teorie etiche e capacità di applicarle a dilemmi concreti posti dall'AI. Studio dei principi di giustizia, equità e dignità umana.

  • Diritto e regolamentazione: familiarità con il quadro normativo europeo e nazionale sull'AI, privacy e protezione dei dati. Conoscenza dell'AI Act, del GDPR e delle normative settoriali pertinenti.

  • Scienze sociali: comprensione dei contesti sociali, culturali e politici in cui operano i sistemi AI. Conoscenze di sociologia, antropologia e psicologia per valutare l'impatto delle tecnologie su diverse comunità.

  • Ricerca e analisi critica: capacità di condurre ricerche approfondite, analizzare letteratura scientifica e documentazione tecnica, valutare criticamente affermazioni e assumere posizioni argomentate.

Soft skills trasversali

  • Pensiero critico e problem solving: capacità di analizzare situazioni complesse da prospettive diverse, identificare problemi etici non evidenti e proporre soluzioni praticabili che bilancino le esigenze in campo.

  • Comunicazione efficace: saper spiegare concetti etici complessi a pubblici tecnici e non tecnici, scrivere report chiari e concisi, presentare raccomandazioni a stakeholder di vario livello. 

  • Collaborazione interdisciplinare: lavorare efficacemente in team eterogenei, mediare tra esigenze tecniche e principi etici, costruire consenso tra parti con priorità diverse.

  • Empatia e sensibilità culturale: comprendere l'impatto delle decisioni AI, riconoscere i propri bias impliciti e promuovere approcci inclusivi nello sviluppo tecnologico.

  • Adattabilità e apprendimento continuo: il campo dell'AI etica evolve rapidamente. Serve curiosità intellettuale, disponibilità ad aggiornarsi costantemente su nuove tecnologie, normative e dibattiti etici emergenti.

Quali sono i lavori nell'etica dell'intelligenza artificiale?

Il campo dell'etica dell'AI ha dato vita a diverse figure professionali specializzate, ciascuna con responsabilità e competenze specifiche. Le principali sono:

AI Ethicist

L'AI Ethicist è il professionista che valuta le implicazioni etiche, morali e sociali dell'intelligenza artificiale nelle organizzazioni. Questa figura multidisciplinare collabora con team di ingegneri, designer e manager per integrare considerazioni etiche in tutte le fasi dello sviluppo AI.

Le sue responsabilità possono includere: 

  • analizzare i sistemi AI per identificare potenziali bias e discriminazioni

  • sviluppare linee guida etiche aziendali ("ethics by design")

  • condurre valutazioni d'impatto etico prima del lancio di nuovi prodotti

  • formare i dipendenti sull'uso responsabile dell'AI

  • garantire la conformità con normative come l'AI Act europeo.

Data Ethicist

Il Data Ethicist si concentra specificamente sulla gestione etica dei dati utilizzati per addestrare e far funzionare i sistemi AI. Questa figura analizza la provenienza, la qualità e l'uso dei dati per prevenire discriminazioni e garantire la privacy.

Si occupa di verificare che i dataset siano rappresentativi di tutte le popolazioni interessate, implementare tecniche di anonimizzazione e pseudonimizzazione, valutare i rischi legati alla raccolta e conservazione dei dati sensibili e garantire il rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali.

AI Ethics Officer

L’AI Ethics Officer ricopre un ruolo strategico e manageriale all’interno delle organizzazioni. Sempre più presente nelle aziende che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, questa figura contribuisce a garantire la conformità agli obblighi previsti dall’AI Act e alle normative vigenti. Supervisiona l’implementazione delle policy etiche a livello aziendale, coordina eventuali comitati etici interni, gestisce le relazioni con autorità di regolamentazione e stakeholder esterni e rappresenta l’azienda nelle questioni legate alla responsabilità e alla governance etica dell’AI.

In quali settori lavora chi si occupa di etica dell'AI?

Gli esperti di etica dell'intelligenza artificiale trovano opportunità in un'ampia gamma di settori, riflettendo la pervasività dell'AI nell'economia contemporanea.

  • Tech companies e big tech: molte aziende hanno team dedicati all'etica dell'AI per supervisionare lo sviluppo dei loro prodotti. Anche startup e scale-up che sviluppano soluzioni AI necessitano di consulenza etica per garantire prodotti responsabili e conformi alle normative.

  • Consulenza strategica e legale: società di consulenza e studi legali specializzati offrono servizi di AI ethics advisory ai loro clienti, aiutandoli a implementare policy etiche e prepararsi all'AI Act.

  • Settore finanziario e assicurativo: banche, compagnie assicurative e fintech utilizzano AI per credit scoring, rilevamento frodi e gestione del rischio. 

  • Sanità e biotecnologie: ospedali, aziende farmaceutiche e medtech impiegano AI per diagnosi, sviluppo farmaci e gestione pazienti. Le implicazioni etiche – dalla privacy dei dati sanitari alla equità nell'accesso alle cure – rendono indispensabile la presenza di esperti etici. 

  • Industria manifatturiera e automotive: con l'automazione industriale e lo sviluppo di veicoli autonomi, emergono questioni etiche su sicurezza, responsabilità in caso di incidenti e impatto sull'occupazione. 

  • Pubblica amministrazione: enti governativi, ministeri e autorità di regolamentazione stanno implementando sistemi AI per servizi pubblici, gestione urbana e sicurezza. La necessità di garantire trasparenza, equità e rispetto dei diritti fondamentali rende cruciale il contributo di esperti etici.

  • Ricerca e università: istituti di ricerca, think tank e università impiegano esperti di etica AI per condurre studi, sviluppare framework teorici e formare nuove generazioni di professionisti.

  • Organizzazioni non profit e advocacy: enti che si occupano di diritti digitali, giustizia sociale e protezione dei consumatori necessitano di esperti che possano analizzare criticamente l'impatto sociale delle tecnologie AI e sviluppare raccomandazioni di policy.

  • Settore educativo: scuole, piattaforme di e-learning e edtech utilizzano AI per personalizzare l'apprendimento. Gli esperti etici garantiscono che queste tecnologie rispettino la privacy degli studenti e promuovano l'inclusione.

Con l'entrata in vigore dell'AI Act, che prevede obblighi specifici per fornitori e utilizzatori di sistemi AI, la domanda di professionisti dell'etica AI è destinata a crescere in tutti i settori, specialmente per sistemi classificati ad alto rischio.

Come si diventa esperto di etica dell'intelligenza artificiale?

Il percorso per diventare esperto di etica dell'intelligenza artificiale non è univoco, ma combina formazione accademica, esperienza pratica e aggiornamento continuo. Vista questa varietà di competenze richieste, la scelta del percorso formativo dipende dalle proprie inclinazioni e dal background di partenza.

Laurea in Filosofia con indirizzo Etica dell'AI

Un percorso ideale parte da una laurea triennale in Filosofia che offra specializzazioni in etica applicata e tecnologie digitali. L'Università Telematica Pegaso propone il Corso di Laurea in Filosofia ed Etica (L-5) con un curriculum specifico in Etica dell'Intelligenza Artificiale.

Questo indirizzo sviluppa competenze etico-digitali per l’intelligenza artificiale, fornendo conoscenze su implicazioni etiche, sociali e culturali dell'AI, ricerca storico-scientifica e sociale e logica. 

La formazione telematica offre flessibilità per conciliare studio e lavoro, permettendo di acquisire esperienza pratica già durante gli studi universitari attraverso stage, collaborazioni con aziende tecnologiche o partecipazione a progetti di ricerca. L'approccio interdisciplinare prepara i laureati ad affrontare le sfide complesse poste dall'intelligenza artificiale con una prospettiva etica solida e una comprensione dei contesti applicativi reali.

FAQ sull’etica dell’intelligenza artificiale

È necessaria una laurea in informatica per lavorare nell'etica dell'AI?

No, non è necessaria una laurea in informatica. Il campo dell'etica dell'AI è multidisciplinare e accoglie professionisti con background in filosofia, diritto, scienze sociali, oltre che in ambito tecnico. Servono competenze di base su come funziona l'AI, ma l'aspetto etico-filosofico è altrettanto importante.

Quanto tempo serve per diventare AI Ethicist?

Il percorso tipico richiede 3-7 anni: laurea triennale (3 anni), eventuale laurea magistrale (2 anni), più esperienza pratica.

L'AI Act rende obbligatoria la figura dell'AI Ethicist in azienda?

L'AI Act non nomina esplicitamente la figura dell'AI Ethicist, ma impone obblighi di valutazione etica, gestione del rischio e supervisione per sistemi ad alto rischio. Molte aziende stanno assumendo o consultando esperti etici per garantire la conformità normativa.

Si può lavorare come freelance nell'etica dell'AI?

Sì, molti esperti lavorano come consulenti freelance o attraverso società di consulenza, offrendo servizi di audit etico, sviluppo policy, formazione e valutazione d'impatto a diverse organizzazioni.