Sport Atleti e università: l'e-learning per ottenere i successi del modello americano
Lunedì 29 Giu, 2020

Atleti e università: l'e-learning per ottenere i successi del modello americano

Redazione
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Diventare un atleta professionista è una vera e propria vocazione.

Sei costretto a rinunciare a molte cose per sostenere i ritmi serrati delle sedute di allenamento, delle gare, delle trasferte. Spesso gli atleti abbandonano il sogno di entrare all’università per concentrarsi sulla carriera da professionista.

E se invece fosse proprio l’università e l’ambiente accademico a migliorare le tue prestazioni e la carriera da professionista?


La laurea prolunga la tua carriera sportiva?


Lo sport accende dentro di te una passione senza paragoni.

L’adrenalina, la competizione, il rapporto con il tuo team negli sport di squadra come il calcio, il basket e il rugby.

I piccoli rituali che celebri nelle discipline individuali come il nuoto, l’atletica o la scherma.

Questo mix di emozioni ti fa letteralmente vivere per lo sport ed è per questo che non riesci a immaginarti lontano da una carriera sportiva.

Sarebbe bello se lo sport potesse accompagnarci per tutta la vita, ma la carriera da atleta ha una data di scadenza più o meno precisa.

Gli atleti più lungimiranti lo sanno e si dedicano agli studi universitari per assicurarsi un futuro in altri settori dello sport che praticano fin da giovani.

Un futuro da manager o agente di una giovane promessa. Magari da allenatore e poi dirigente in un'importante società sportiva.


Con la laurea puoi continuare a lasciare il segno nel mondo dello sport

È il caso di Arsène Wenger che, dopo la carriera da calciatore, è diventato un brillante allenatore. È stato anche coinvolto come consulente nella costruzione del nuovo stadio dell’Arsenal grazie alla sua esperienza e alla sua laurea in Ingegneria.

L’ex portiere Edwin Van Der Sar, laureato in Management dello Sport, è diventato allenatore e poi dirigente dell’Ajax, una delle più importanti squadre di calcio olandesi.

Non solo calcio. La federazione italiana di volley vanta una media del 20% di atleti laureati.

Una nuova generazione di pallavolisti che hanno scelto principalmente lauree in Scienze Motorie, Economia e Ingegneria per assicurarsi un futuro nel mondo dello sport.

Il trend positivo si estende anche al basket italiano.

È evidente che, grazie allo studio e al lavoro costante, puoi prolungare la tua carriera sportiva e continuare a lasciare il segno.


Un’ispirazione per il successo: il modello americano

Se parliamo di rapporto fra educazione sportiva e accademica, l’esempio che ci viene subito in mente è l’NBA, la lega di basket più importante al mondo che ha creato un importante legame fra rendimento universitario e sportivo.

Le giovani promesse dell’NBA, infatti, vengono scoperte al college, nella famosa NCAA alla quale accedono solo gli studenti con una buona media voti.

Infatti le capacità atletiche di uno studente devono essere affiancate da un rendimento universitario positivo.

Per quale motivo?

Oltre a creare una generazione di atleti professionisti ben istruiti, questo modello premia gli sportivi con capacità intellettive superiori, capace di comprendere al volo le strategie del proprio allenatore e di guidare la squadra alla vittoria.

Le capacità di pensiero critico e di analisi fanno la differenza fra i bravi giocatori e i fuoriclasse.

I campioni, infatti, sono in grado di eccellere nel loro sport non soltanto grazie al loro atletismo fuori dal comune, ma anche basando ogni loro movimento su precise idee teoriche di gioco.

Quindi lo studio non ti offre soltanto più possibilità per il dopo-carriera, ma valorizza fin da subito il tuo potenziale, rendendoti più appetibile agli occhi delle società sportive più organizzate. Insomma, è un vero e proprio vantaggio competitivo.

La prova dell'efficacia del metodo americano sono i suoi esempi illustri.

Basta pensare a Michael Jordan, uno dei più grandi cestisti di tutti i tempi, laureato alla University of North Carolina, dirigente e poi proprietario degli Charlotte Hornets, squadra di basket che milita in NBA.

O al grande Shaquille O’Neal che, con le sue tre lauree, è diventato proprietario di numerose azioni dei Sacramento Kings e compare spesso come apprezzato commentatore tecnico e opinionista sportivo in prestigiose trasmissioni televisive.

Altri, durante la loro carriera in NBA, hanno continuato i loro studi accademici. È la storia di Vince Carter, che si è laureato alla vigilia di un’importante partita dei play-off.


La testimonianza di Erica, campionessa mondiale e studentessa di Giurisprudenza in Unipegaso

Dobbiamo essere sinceri: il modello americano è lontano anni luce.

Qui in Italia non ci sono le infrastrutture adeguate per avere gli stessi risultati. Ed è per questo che molti giovani atleti si trovano di fronte a una scelta obbligata.

Iscriversi all’università o lanciarsi in una luminosa ma imprevedibile carriera sportiva?

Fortunatamente non devi scegliere solo una delle due opzioni, grazie all’e-learning.

Con il rivoluzionario sistema di apprendimento a distanza che sfrutta le più avanzate tecnologie digitali per offrire una formazione accademica accessibile a tutti, puoi avere successo all’università mandando avanti la tua carriera sportiva.

L’e-learning (se vuoi saperne proprio tutto, trovi qui maggiori informazioni) ti consente di studiare dove e quando vuoi, senza trascurare lo sport e gli allenamenti.

In prestigiosi atenei telematici come Unipegaso e Unimercatorum, la tua formazione universitaria è personalizzabile e certificata dal MIUR.

Inoltre abbiamo previsto convenzioni e agevolazioni economiche sulla retta universitaria per gli atleti (puoi controllare qui se il tuo ente sportivo figura nel nostro elenco).

Questi sono i vantaggi che spingono le future stelle dello sport italiano a rivolgersi alle università online per conciliare studio e lavoro.

Come Erica Sessa, giovanissima campionessa mondiale ed europea di tiro a volo iscritta alla facoltà di Giurisprudenza di Unipegaso.

Puoi guardare il video qui sotto per conoscere la sua storia e scoprire come il metodo Pegaso l’ha aiutata a vivere l’attività da atleta professionista senza rinunciare all’università.

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